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Dieta: stile di vita o sacrificio? Il dottor Garritano ci spiega che dimagrire e perdere peso non sono sinonimi

Dieta: stile di vita o sacrificio? Il dottor Garritano ci spiega che dimagrire e perdere peso non sono sinonimi
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di Francesco Garritano

“Dieta vuol dire stile di vita e non restrizioni e sacrificio!” È questo che dico in studio a chi a me si rivolge. Il fine del mio lavoro non è solo quello di far perdere peso (cosa necessaria, purtroppo, alla quasi totalità delle persone), ma educare ad una sana e corretta alimentazione che punti prima al benessere dell’organismo, al miglioramento della patologia di base ed in seconda battuta alla perdita di peso. Se un organismo è infiammato, ed è ormai accertato che l’aumento della massa adiposa (soprattutto di quella viscerale) genera un’infiammazione definita di basso grado, non potrà perdere peso eppure … mettere la salute del nostro corpo al primo posto nella nostra scala delle priorità non è quello che di solito riscontro! Le domande che mi vengono poste sempre sono “quanti chili si perdono al mese?”, “quanto ci metterò a perdere i chili?”. Non si pensa minimamente, bombardati come siamo quotidianamente da diete “ miracolose “che promettono la perdita di tot chili in tot giorni mangiando che ne so, il limone… tanto per dirne una! che perdere peso in modo rapido equivale, quasi in modo matematico, a riprendere lo stesso peso con gli interessi e con peggioramento della composizione corporea, nel momento stesso in cui si smette di seguire quel regime punitivo per l’organismo … l’effetto yo-yo è la costante ed è ancora più dannoso per la salute della ciambellina che ci portiamo appresso intorno alla vita.

“Perdere peso” e “dimagrire” sono due concetti diversi. Vedere allontanarsi velocemente l’ago dell’ingannatrice bilancia dal numero di partenza vuol dire certamente che il corpo sta perdendo qualcosa e quel qualcosa è di sicuro acqua e muscolo: i vestiti staranno più comodi e l’immagine che ci rimanda lo specchio sarà quella di una persona che, ci scommetto saltando la colazione e mangiando quasi sicuramente un’insalatina a pranzo ed a cena!, avrà di certo un peso minore, ma anche una minore tonicità perché il corpo affamato avrà “”smontato” le proteine dei muscoli per ottenere i mattoncini che gli servono per costruire altre proteine come l’emoglobina, per esempio! Avere meno muscolo significa anche avere una riduzione del metabolismo basale. Quante volte sentiamo dire: “all’inizio perdevo peso, poi mi sono bloccato!”… e certo, ma sapete perché si verifica ciò?

Il nostro organismo è economo e si accorge che lo stiamo nutrendo in modo non adeguato e visto che gli stiamo fornendo poca energia dall’esterno la ricava dalle proprie proteine conservando però le riserve di grasso che potrebbero essere utili se si presentasse un lungo periodo di carestia. Si tratta di un meccanismo che abbiamo ereditato dai nostri antenati preistorici quando la riserva di grasso, creata nel periodo di caccia quando era possibile nutrirsi, veniva usata per sopravvivere nei periodi di digiuno. Abbiamo un “Trithty genotype o genotipo parsimonioso” cioè siamo geneticamente efficienti nel risparmiare, nel mettere da parte per il futuro, perché solo chi aveva acquisto questa caratteristica potava sopravvivere e non soccombere nei periodi in cui si era impossibilitati a procurarsi il cibo.

Questo è quello che si verifica se mangiamo male tutto l’anno, se decidiamo di fare la fame per pochi mesi per rientrare in un determinato vestito e se il nostro obiettivo è perdere peso tout court: il nostro organismo si mette sulla difensiva, rallenta il metabolismo e pur mangiando poco non si perde più un grammo!!! Se invece decidiamo di volerci bene tutto l’anno, di mangiare in modo adeguato alle nostre necessità, facendo regolare e quotidiana attività fisica, quello che la bilancia registrerà sarà uno spostarsi dell’ago in modo più graduale; il peso complessivo indicato da quel numero che vediamo non dà indicazioni su “quanto grasso si sta perdendo e /o su quanta massa magra si sta mettendo”… è solo un numero che non ci farà mai capire che “se resta lo stesso per un certo periodo”, stiamo con molta probabilità perdendo grasso (e quindi dimagrendo!!) ed acquisendo muscolo (se siamo stati veramente bravi) o comunque massa magra in genere. È solo un numero! L’immagine che ci rimanda lo specchio in questo caso sarà di una persona dimagrita e tonica.

Non bisogna semplicemente “mettersi a dieta”, ma bisogna imparare a modificare il proprio stile di vita e vedere concretizzarsi i risultati nel tempo e senza fretta. L’obiettivo deve essere, innanzitutto, la salute, il miglioramento della patologia, l’abbassare dello stato di infiammazione e come conseguenza di ciò il rientrare nella quantità di grasso (che deve essere presente in ognuno di noi) fisiologica per età e sesso. Quindi non una dieta di restrizione, ma spronare le persone a mangiare bene eliminando gli zuccheri semplici aggiunti, consumando carboidrati complessi derivati da cereali integrali al 100%, eliminando junk food ed il cibo eccessivamente manipolato dall’uomo, preferendo le proteine nobili di uova -carne – pesce e latte, variando nell’arco della giornata e nell’arco delle settimane senza far mai mancare nei nostri pasti frutta e verdure (sempre di stagione ed il più possibile a km zero), apportatori di fibra, minerali e composti ad azione antiossidante.

Solo se siano nella condizione di normocaloricità vi sarà il corretto funzionamento dell’organismo e solo in presenza di adeguate quantità e qualità di cibo, di giusto apporto di proteine e di attività fisica costante si avrà produzione di leptina (proteina prodotta dal tessuto adiposo importantissima per la corretta regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi) ed attivazione degli assi che regolano le nostre funzionalità fisiologiche: l’asse tiroideo, della fertilità, della crescita, della gestione dello stress. Per esempio: se la tiroide rallenta per carenza di leptina non sarà possibile convertire l’energia che ingeriamo tramite il cibo in calore piuttosto che in ATP (molecola che l’organismo utilizza avere l’energia necessaria ai processi di sintesi), si tenderà ad immagazzinare e non a disperdere energia; se non funziona bene l’asse bene l’asse ipotalamo –ipofisi – ormone della crescita si ha una ridotta crescita della massa muscolare e, quindi, la perdita del supporto per il nostro scheletro; se non funziona bene l’asse ipotalamo -ipofisi – ovaio in una donna in età fertile, il concepimento sarà più difficile, e così via.

Cosa fare allora ? Perdere peso velocemente con tante restrizioni senza però agire effettivamente sugli errori compiuti? oppure capire dove si sbaglia e decidere di cambiare a favore di alimentazione corretta e movimento costante ? Senza ombra di dubbio il secondo: è questo il connubio perfetto per ottenere il benessere psicofisico e mantenerlo nel tempo!

Per ulteriori info visitate il mio sito: www.francescogarritano.it

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