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Elezioni regionali calabresi, la guerra dei Mario! Rifiutati, ma “non se ne vogliono andare”

Elezioni regionali calabresi, la guerra dei Mario! Rifiutati, ma “non se ne vogliono andare”
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Quello che sta tenendo banco in Calabria per quanto concerne la situazione politica in vista delle elezioni regionali che si dovrebbero tenere a dicembre, il giorno dell’Immacolata o la domenica successiva, il 15. Ancora la questione è tutta da decidere finché non arriva la delibera della giunta regionale guidata da un irriducibile che non si vuole rassegnare all’idea di non essere più ricandidato governatore per il centrosinistra, in quanto “trombato” dal suo stesso partito, il PD di Nicola Zingaretti. Il quale, giustamente, visti i risultati deludenti e le diverse indagini giudiziarie che hanno colpito alcuni esponenti dem, nonché le scelte adoperate in questi cinque anni di legislatura, rivendica una posizione di rinnovamento e di ringiovanimento del PD stesso nonché del centrosinistra con la scelta di una possibile “candidatura civica”. Oliverio è come quel marito lasciato dalla moglie che non vuole rassegnarsi perché non viene più amato, e insiste. E purtroppo le insistenze in Italia per i mariti abbandonati e non più amati dalle mogli, a volte sfociano in tragedie, e quindi per mero rancore, magari lo stesso, potrebbe iniziare un gioco al massacro contro la compagine del centrosinistra, non conscio che visto che i calabresi non lo amano nemmeno per definizione, non cede di un passo per il suo ritiro dalle scene politiche. E vista pure la notizia che arriva dall’Umbria in cui si sperimenta l’alleanza tra PD e M5S (farà da apripista per le altre regioni?) con il candidato civico Maurizio Bianconi, le speranze si affievoliscono sempre di più anche se solo gli esponenti calabresi dei Pentastellati (e non quelli del PD), escludono ipotesi di alleanza. Per la serie, “Non se ne vogliono proprio andare”. Il Resto del Carlino una settimana fa scrive, vista la simbiosi elettorale tra le Regione Emilia Romagna e la Calabria in quanto entrambi con la stessa scadenza di mandato, che “Lo schema, si sussurra tra i corridoi di viale Aldo Moro, in ogni caso potrebbe essere questo: un sì all’alleanza giallo-rossa su base regionale con candidato grillino in Calabria, un candidato civico in Umbria e uno Pd in Emilia Romagna”, e se la notizia dovesse avere conferma, Oliverio potrebbe a questo punto andare a sedersi in qualche bar a San Giovanni in Fiore a sorseggiare qualche bibita e fare due chiacchiere tra amici come di solito si fa alla sua età con tanti anni di politica dietro le spalle. Anche i dinosauri si sono estinti.
In Calabria c’è un altro Mario oltre a Oliverio che sembra non rassegnarsi anch’esso all’idea di non essere candidato a governatore della Regione, ed è il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Certo è che paradossalmente ha più chance rispetto all’altro Mario, perché lo scoglio da superare è solo con la Lega di Salvini. Cosa non da poco anche se alcune indiscrezioni accompagnate da dichiarazioni poi smentite dall’europarlamentare Antonio Tajani su un possibile candidato della Lega in Calabria per il centrodestra. Alla Lega, forse, andrebbe bene come candidato a Governatore l’attuale deputato della Meloni di FdI, Wanda Ferro, e non sarebbe una scelta sbagliata, anzi, darebbe anche un tocco rosa ad una regione maschilista che di tale necessità sarebbe una condizione ottimale e di buoni auspici.
Entrambi i Mario hanno giocato in anticipo, il primo trovandosi alle strette perché rifiutato, ha convocato le primarie istituzionali il 20 ottobre, come da regolamento, ovviamente una furbata per prendere tempo e cercare di imporre la propria candidatura. Non c’è niente da fare, il potere non accetta rifiuti e fa mettere sotto i piedi decoro e dignità personale, perché insistere se rifiutati? L’altro Mario invece aveva presentato la sua candidatura in una convention con i supporter forzisti e quindi anticipare i tempi per dimostrare con un atto di forza le proprie ragioni, imponendo praticamente la loro discesa in campo per le regionali, a discapito di ogni altra condizione in cui, qualsiasi partito del centrodestra è legittimato a presentare un proprio candidato o no? Entrambi i Mario però hanno dei punti in comune, sono indagati chi per un reato e chi per un altro, costituzionalmente innocenti, ma indagati.
Tra i Mario c’è un Carlo di mezzo ed è Carlo Tansi l’ex capo della protezione civile calabrese, nominato all’epoca da Oliverio ma che di quest’ultimo è diventato l’acerrimo nemico.
Carlo Tansi quello della “terapia d’urto” contro il vecchio sistema sa, come afferma egli stesso, da dove ricominciare. Ma che allo stesso tempo vede di buon occhio un’ipotetica alleanza giallorossa anche in Calabria, purché ci sia una lotta alla Casta. Non è facile, ma lui ci sta provando a far parte del gioco. Scardinare un coacervo di clientelismo, di potere atavico radicato in questi anni è ardua impresa, ma provarci è sempre un buon inizio.
In tutto questo, l’imprenditore Pippo Callipo, a cosa starà pensando? E soprattutto, starà osservando la politica calabrese visto che in caso di una scelta civica giallorossa è proprio il suo nome a correre sul filo dei consensi grillini?

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