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Federalismo, la Lega scopre le carte

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Ricatto al premier fra l’indifferenza della sinistra,sberleffi a una classe politica da burletta.mentre al Sud ormai è emergenza totale e miseria diffusa in ogni settore

 

LUIGI MAMONE

Federalismo, la Lega scopre le carte

Ricatto al premier fra l’indifferenza della sinistra sberleffi a una classe politica da burletta mentre al Sud ormai è emergenza totale e miseria diffusa in ogni settore

 

 

TAURIANOVA – Federalismo subito oppure elezioni anticipate. Alla fine la Lega Nord  ha scoperto le carte. A modo suo. Con la forma più consona al modus agendi di Bossi, Calderoli e Maroni . Senza fronzoli e senza mezze parole.  Pronti a buttare a mare  anche l’ingessato, stuccato e  truccato Berlusconi, al quale , in fondo,  del federalismo potrebbe anche non interessare nulla se fosse varato oppur no. I suoi interessi , personali e di governo hanno linee       diverse  e divergenti. IL federalismo è , per il leader del PDL una questione fastidiosa, che con al logica da manuale  Cencelli che  regola e dirige ancora  la politica dei grandi e oscuri  palazzi del potere romano, è questione assai fastidiosa. Un fatto d’interesse, insomma. Coloro i quali hanno la necessità del federalismo, nei termini in cui  in Italia lo si intende, è solo quel coagulo di poteri parastatali che la Lega Nord ha messo in piedi  grazie anche all’insipienza di una classe politica che negli ultimi 20 anni ha disatteso il pericolo, pensando  di rimandarlo – sine die – sfogliando il manuale Cencelli,  imbastendo storie di scandali e perdendo  il contatto con la realtà. Ma a Gemonio i leghisti della prima ora, hanno capito d’aver ora il coltello dalla parte del manico. E a questo punto  a loro poco importa se Berlusconi verrà mandato definitivamente a puttane – non ad escort e minorenni , ma proprio , politicamente,   a puttane, ovvero a gambe all’aria”. Il loro  fine è chiaro.  Consolidare una leadership nazionale e se Berlusconi  vuole stare stia altrimenti  morto un Rais se ne far subito un altro. Pertanto federalismo subito!  E questo  è il fio che la  classe politica italiana dovrà pagare a non aver voluto riformare il sistema elettorale. Nel bel mezzo della crisi esistenziale  fra Berlusconi e Fini , culminata con il voto di sfiducia al governo Il cav ha più volte parlato di disponibilità alla riforma, senza specificare le forme e i termini della stessa. La Lega ha  nicchiato, simulando spirito collaborativo e senso di responsabilità. In realtà  sperava nella sfiducia  per rimescolarle carte e  spingere verso il Federalismo  e verso la successione di Berlusconi . Oggi tutti tacciono. Compresa quella sinistra da burletta che ci ritroviamo e che è tale e quale   ai – da loro contestati – colleghi della opposizione ,e come loro  interessata a mantenere il sistema delle liste blindate per tentare di  cristallizzare un  embrione di dispotismo  che  è funzionale solo a chi pensa di detenere il potere. E in questa situazione , lo scettro del comando che già la Lega detiene –  perché solo in Italia poteva capitare che il partito che 15 anni fa parlava di secessione e veniva indagato dal Giudice Papalia di Verona per attentato alla Costituzione  detenga oggi  il Ministero dell’Interno e anche altri dicasteri chiave, ivi compreso quello dell’economia e delle finanze – si rafforzerà su tutto il territorio nazionale grazie alla capillare  strutturazione partitica del loro movimento  che  ha uno spessore e un peso specifico molto più importante  rispetto alle friabili formazioni politiche che  da destra e da sinistra   orbitano intorno ai leader del momento ma non hanno la forza di espandersi sul territorio, intrisi come sono di  personaggi in cerca di pennacchi e di prebende e che per un posto al sole non esitano a tradire  la fiducia ricevuta e la bandiera sotto la quale hanno militato. Povera Italia. Povero sud. Povera Calabria,  Tutti in maniera diversa impreparati al federalismo – che solo la Lega vuole e il PDL  per conservare il potere a Berlusconi  avallerà  infischiandosene se da ciò due terzi del paese,  già bersagliati dalle avvisaglie del settarismo  lombardo  e dalle strategie di protezionismo che  finiranno per elidere  gli imprenditori meridionali da tutto il Nord Est con lo spauracchio della mafiosità manifesta e latente. Poveri calabresi che non arrivano più alla fine del mese, che non hanno il soldi per il pane quotidiano e neanche per pagare l’assicurazione  -obbligatoria della macchina. Assicurazione che – anche se i soldi fossero tanti – in ogni caso da qualche tempo hanno difficoltà ad ottenere anche se indenni da incidenti perché le lobby della RCAuto vogliono fuggire dal Sud. Via l’Italia del federalismo !    

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