Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Franceschini :”la Reggina ha tutte le carte in regola per la promozione in B” “A Palermo ho visto personalità. Pensiamo una gara alla volta”

Franceschini :”la Reggina ha tutte le carte in regola per la promozione in B” “A Palermo ho visto personalità. Pensiamo una gara alla volta”
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

DI ANTONIO SPINA

Intensa ed interessante intervista rilasciata dall’attuale allenatore della Cittanovese Ivan Franceschini ai microfoni di Radio Eco Sud, all’interno della trasmissione radiofonica “Reggina di cuori”, in onda tutti i venerdì alle 18.00 ed in replica sabato alle 15.00, ideata e condotta dai componenti del direttivo del club “PianAmaranto”, con sede a Taurianova alla Via Comandante Maddalena, dove tutti i tifosi di fede amaranto possono vedere le partite della Reggina. Una chiacchierata, davvero, piacevole – a proposito si ringrazia per la disponibilità – con colui che ha indossato la maglia amaranto per cinque stagioni consecutive in serie A dal 2001 al 2006, collezionando ben 155 presenze e realizzando cinque gol.
Che idea si è fatta della Reggina targata Mimmo Toscano?
“Purtroppo l’ho vista solo una volta in occasione della partita a Bari in virtù di miei contestuali impegni, mi sembra una squadra forte ed equilibrata, allenata bene, ha giocatori importanti, in linea con gli obiettivi stagionali. Sta facendo un ottimo campionato, ha vinto tutte le partite in casa e fatto pareggi importanti fuori casa come quelli di Terni e Bari, anche Francavilla e Pagani, comunque, sono punti importanti perché sono campi difficili”.
Secondo Lei,come reputa i campionati di Serie C e di serie D di quest’anno?
“Il girone C è davvero difficile. Bari su tutte con società molto solida, partita male sta risalendo, Ternana che l’anno scorso ha fatto un campionato sottotono quest’anno sta facendo molto bene, Catania buona squadra, anche se gli ultimi risultati non sono a favore, oltre al Potenza, Catanzaro che ha il vantaggio di avere una squadra che si conosce da tempo. Anche il torneo di serie D è tosto. L’anno scorso c’era il Bari, adesso c’è il Palermo oltre ad altre quattro/cinque squadre che hanno investito parecchio e il livello si è alzato”.
Reggina e Cittanovese dove possono arrivare?
“La Reggina ha tutte le carte in regola per centrare la promozione e sarà la continuità a fare la differenza. La Cittanovese cercherà di fare il massimo e di ottenere tanti punti fino alla fine della stagione”.
Mister la Reggina, sabato, affronterà il Catanzaro nel derby. Gli amaranto possono lottare ad armi pari contro i giallorossi di Auteri?
“Si,anche se il Catanzaro è una squadra collaudata con un modulo 4-3-3 che Auteri gestisce brillantemente, imponendo il proprio gioco. Però,anche i giallorossi dovranno adattarsi alla forza della Reggina che nei singoli è più forte. Sarà una bella partita, da vedere, con due squadre che hanno tanto qualità e due mister che staranno preparando il match da un punto di vista tattico”.
La Reggina può puntare sul settore giovanile per ricavare plusvalenze?
“Il calcio, per aver avere un futuro, deve partire dai giovani. Non serve fare due/tre anni bene e, poi, fallire. E’ necessario avere una stabilità economica e per farlo non puoi spendere tanti soldi. Bisogna farli crescere insieme ad allenatori preparati. Le società stanno ricominciando da qui, anche se guardi le partite della Primavera e ci sono tanti giovani stranieri e la cosa stride un po’”.
Bisognerebbe ripartire meglio i diritti tv tra serie A, B e C?
“Chi ha la pancia piena non conosce mai digiuno. E’ difficile metter d’accordo i club più importanti. Sarebbe bello ripartire in modo più equo la cosiddetta torta”.
Nei suoi anni da calciatore della Reggina, qual’è stato l’undici amaranto più forte?
“Una squadra che poteva fare molto di più è stata quella allenata da Camolese. Aveva un centrocampo forte e completo con calciatori come Paredes, Mozart, Baiocco. In difesa c’erano Torrisi, Sottil, Jiranek.Davanti gente del calibro di Cozza, Nakamura, Bonazzoli, Stellone e Di Michele.Quell’anno abbiamo fatto tanti pareggi, poche vittorie e sconfitte, ci salvammo alla penultima giornata col Milan.Anche in serie B al cospetto di Napoli, Bari, Cagliari ed Empoli oltre a Modena e Como che salirono in A insieme a noi, avevamo un ottimo collettivo”.
Dei compagni di squadra dell’epoca, con chi è rimasto in contatto?
“Con Falsini perché con lui ho fatto il settore giovanile al Parma,con altri mi sento,soprattutto chi è rimasto a Reggio come Ciccio Cozza, Jorge Vargas grande personaggio di compagnia, Totò Vicari e Gaetano De Rosa con i quali si condivideva la camera nei ritiri”.
30.04.2006? Cosa Le viene in mente?
“Bei ricordi. Derby col Messina che sancì la nostra salvezza e la loro retrocessione in B. Partita complicata perché se avessimo perso si sarebbe fatta dura visto che dopo avremmo incontrato la Fiorentina che battagliava per la Champions e la Juve che lottava per lo scudetto. Perdere sarebbe stato deleterio. Ricordo la sera prima in ritiro a Gallico, ero in spiaggia con gli altri compagni, c’era tanta tensione e immaginavamo cosa pensassero a Messina”.
Nella sua tesi di laurea cosa intende dire quando si riferisce al modo di preparare la partita?
“L’allenatore bravo si distingue come prepara la partita non solo da un punto di vista tattico, ma come motiva i suoi calciatori. Dipende da chi hai di fronte e del momento preciso della stagione in cui devi motivare la squadra. A volte bastano poche parole, a volte devi toccare le corde giuste per far scattar la scintilla”.
Col Palermo avete preso gol subito. Quindi tutto è diventato difficile.
Sono dispiaciuto perchè non si meritava un passivo così grande per la partita che è stata. Sono stati commessi degli errori che in settimana sono stati analizzati. Il Palermo è stato bravo ad approfittare dei nostri errori. I ragazzi sono stati bravi a rimanere in partita perché poteva subentrare paura e sconforto e i ragazzi hanno dimostrato personalità continuando a giocare nonostante di fronte avevi la squadra più forte del campionato”.
La Cittanovese adesso affronterà tutte squadre di alta classifica.
Campionato di livello e di qualità. Molte squadre hanno investito per stare alla pari col Palermo.Ogni partita è una battaglia. Siamo partiti male ma, a mio avviso, solo dal punto di vista del risultato. Pensiamo una gara alla volta”.
Quale ambiente ha trovato a Cittanova?
“Ho trovato un ambiente tranquillo. La Cittanovese viene da tre anni importanti con mister Zito e il suo staff. Non è facile perché c’era un’altra filosofia di gioco. Io sono un altro tipo di allenatore che punta sull’equilibrio. Devo impormi in una piazza che ha negli occhi il gioco di chi mi ha preceduto. L’importante, attraverso il mio lavoro, è dare continuità ai risultati conseguiti negli anni passati”.

Partecipa alla discussione