Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Gheddafi a Roma, oggi incontra Berlusconi

Gheddafi a Roma, oggi incontra Berlusconi
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Amnesty al premier, parli di diritti umani

Gheddafi a Roma, oggi incontra Berlusconi

Amnesty al premier, parli di diritti umani

 

(ANSA) – Muammar Gheddafi non ha ancora dato ordine di montare la sua inseparabile tenda beduina all’interno della residenza dell’ambasciatore libico, dove alloggia durante la sua permanenza a Roma. Lo riferiscono fonti interne all’Accademia libica in Italia, direttamente collegata al giardino della residenza dell’ambasciatore libico. Secondo le stesse fonti, la tenda potrebbe essere montata nella giornata di oggi, nel corso della quale il leader libico avrà i suoi appuntamenti ufficiali previsti in agenda: nel pomeriggio vedrà infatti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad un convegno che si terrà nella sede dell’Accademia, e in serata prenderà parte alle celebrazioni del secondo anniversario del Trattato italo-libico alla Caserma Salvo d’Aquisto.

AMNESTY A BERLUSCONI,PARLI DI DIRITTI UMANI – L’Italia inserisca il tema dei diritti umani dell’agenda dei colloqui con il leader libico Muammar Gheddafi: lo chiede la sezione italiana di Amnesty International, che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella quale l’organizzazione ricorda le “gravi violazioni” dei diritti umani in Libia.

SHOW E PROVOCAZIONI

(Luigi Ambrosino e Laurence Figà-Talamanca)
Centinaia di ragazze reclutate come comitato di benvenuto. La provocazione – o il sogno – di un’Europa tutta musulmana. Tre aerei mobilitati da Tripoli, uno solo per trasportare una trentina di cavalli berberi. Attesa, tanto mistero e un pizzico di ‘divismo’ con passeggiata serale nel cuore della ‘movida’ romana. E’ subito Gheddafi-show a Roma, e stavolta addirittura prima che il colonnello metta piede in Italia per la sua quarta visita in poco più di un anno. Dopo un doppio cambio di programma nei giorni scorsi (arriva domenica, anzi sabato, no, è confermato domenica), il Leader trova il modo di far slittare anche l’orario di arrivo a Ciampino: un’ora e mezzo di ritardo, pur sapendo che all’aeroporto sarebbe stato accolto dal ministro degli Esteri Franco Frattini. Silvio Berlusconi è ad Arcore (ci rimarrà fino a domani) e, a differenza delle altre volte, delega al titolare della Farnesina gli onori di casa. L’esordio in Italia, nel giugno 2009, il colonnello lo fece in alta uniforme e con cucita in petto la foto di Omar Al-Muktar, simbolo della resistenza libica impiccato dai colonialisti italiani. Stavolta, invece, la scelta è più discreta: quando sulla pista dello scalo romano si apre il portellone dell’Airbus A340 dell’Afriqyiah, la suspence si stempera, e Gheddafi, affiancato da due delle sue amazzoni, scende le scalette con il più tradizionale abito ‘Jeard Libi’, il grande mantello che copre il vestito arabo composto da camicia e pantaloni bianchi. Da un secondo aereo intanto, fermatosi qualche decina di metri più indietro, vengono sbarcati mantelli, abiti, regali e un esercito tra diplomatici, funzionari e uomini della sicurezza. Una veloce accoglienza nella saletta riservata e poi il corteo blindato raggiunge la residenza dell’ambasciatore libico sulla Cassia: lì Gheddafi ha piantato la sua inseparabile tenda beduina e lì vicino, nel cortile dell’adiacente accademia libica, lo aspettano da ore centinaia di avvenenti ragazze allertate dall’agenzia Hostessweb: è la replica delle ‘lezioni di Islam’ tenute nel novembre dell’anno scorso. Prima duecento, poi cinquecento, qualcuna si spinge a contarne addirittura mille. Gheddafi le riceve a scaglioni. “Convertitevi all’Islam, Maometto è l’ultimo dei profeti”, le esorta distribuendo copie del Corano. Tre di loro, velate, lo fanno davvero, con un veloce rito ‘benedetto’ proprio dal colonnello. Poi l’orizzonte si allarga, forse un po’ troppo, e la ‘chiamata’ di Gheddafi si estende a tutto il Continente: “L’Islam – profetizza con un occhio all’adesione della Turchia – dovrebbe diventare la religione di tutta l’Europa”. E non è finita. Domani mattina si replica: altre ragazze, altre lezioni, altre ‘sorprese’. Intanto in serata il leader si concede anche un bagno di folla nel cuore di Roma, tra piazza Campo dé Fiori e piazza Navona, dove – mettendo nel panico la sicurezza italiana – si concede un drink (rigorosamente analcolico), passeggia nelle vie della ‘movida’ e si concede anche uno shopping pagando ben 300 euro per alcuni anelli ad uno strabiliato venditore ambulante tunisino. Il primo appuntamento ufficiale di domani, invece, è per il pomeriggio. Gheddafi e Berlusconi sono attesi all’inaugurazione di una mostra fotografica sulla storia della Libia all’Accademia libica. In serata il cuore dei festeggiamenti per l’anniversario del Trattato di Amicizia, alla caserma ‘Salvo D’Acquistò di Tor di Quinto: i trenta cavalli berberi purosangue sono sbarcati in giornata con altri due voli speciali atterrati a Fiumicino e domani apriranno davanti ad oltre 800 invitati uno spettacolo equestre che sarà chiuso dalla figure del celeberrimo Carosello dei Carabinieri. Poi il premier offrirà al suo ospite l’Iftar, la cena che spezza il digiuno imposto ai musulmani dal mese di Ramadan.

OPPOSIZIONE ATTACCA SU ISLAM E VISITA – “Parole pericolosissime”, dice Mario Borghezio, europarlamentare della Lega e per Rosy Bindi del Pd viene violata “la dignità delle donne italiane” mentre Francesco Storace giudica “intollerabile” il suo “show sulla fede”: piovono critiche dall’opposizione sulla visita romana di Muammar Gheddafi e sulle sue parole per un’Europa islamizzata. Da Idv, Lega, Pd e Udc si attacca: Livia Turco dal Pd chiede a Berlusconi di riferire in parlamento al termine della visita del leader libico. “I vertici internazionali – dice – lo sappiamo, costituiscono sempre un momento importante a patto, però, che al centro vi siano gli interessi del Paese e non servano esclusivamente per qualche interesse particolare”. Per l’Idv “Berlusconi finisce per rendersi complice non solo della sorte dei tanti disperati ricacciati nel deserto libico ma di una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane, come afferma la vicepresidente della Camera Rosy Bindi. “Solo nell’Italietta berlusconiana che si compiace di barzellette e battute misogine – afferma Bindi – e che ha incoraggiato una nuova forma di mercificazione del corpo della donna è possibile assistere alla celebrazione così imbarazzante e subalterna di un personaggio come Gheddafi. Purtroppo non c’é da stupirsi – aggiunge – per lo spettacolo offerto agli italiani con l’avallo del nostro governo. Invece di chiedere ragione delle condizioni di vita di migliaia di migranti, il governo Berlusconi si presta ad offrire un palcoscenico a chi per fare la sua propaganda pretende di circondarsi di belle ragazze. Ma così Berlusconi finisce per rendersi complice non solo della sorte dei tanti disperati ricacciati nel deserto libico ma di una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane” “Qualcuno ricordi a Gheddafi che l’Europa è cristiana. Gli show sulla fede sono intollerabili” afferma Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. E la richiesta di Gheddafi di avere centinaia di avvenenti ragazze ad attenderlo al suo arrivo in Italia suona tanto come istigazione alla prostituzione, tuona il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica, per il quale a Gheddafi non è bastato fare spregio dei diritti umani deportando i profughi nei lager costruiti nel deserto, ignorare la responsabilità gravissima di aver appoggiato il terrorismo internazionale e prendere in giro gli italiani rimpatriati dalla Libia che non ha ancora indennizzato: ora ha voluto anche ricostruirsi il suo harem con hostess italiane, reclutate per avvenenza e disponibilità. E chi meglio poteva assecondarlo nei suoi desideri se non il satrapo Silvio Berlusconi?” Il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni, sentendo parlare di Europa islamizzata, commenta: Dopo Boumedienne, allora presidente algerino, nel 1974 quando all’Onu disse che sarebbe stato il ventre delle loro donne a dare loro la vittoria nella sopraffazione dell’occidente, ora Gheddafi si contorna di una platea femminile per mandare i suoi messaggi. L’Islam non viene in pace ma per conquistarci. Il circo mediatico organizzato per accogliere il dittatore Gheddafi serve a coprire le scomode verità che si nascondono dietro il Trattato Italia-Libia, dice Mario Staderini, segretario di Radicali italiani. Per Giampiero D’Alia dell’Udc la visita di Gheddafi a Roma “si sta trasformando in un’indegna sceneggiata”. “Mi chiedo come mai i leghisti non si indignino sull’ultima perla del dittatore libico, quella sull’Islam religione d’Europa. Forse anche Bossi, dopo Berlusconi, ha chinato la testa alle cattive abitudini del leader libico e pensa di mandargli Miss Padania a sollazzarlo?”.

Partecipa alla discussione