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Gli odiatori seriali ai tempi del Coronavirus Rancori al ragù con contorno di piselli alla bile su un letto idrofobico saturo

Gli odiatori seriali ai tempi del Coronavirus Rancori al ragù con contorno di piselli alla bile su un letto idrofobico saturo
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C’è nell’animo umano una sorta di meccanismo che induce a condizioni di praticabilità dell’incitamento all’odio. Molte volte tale manifestazione, riservata ai frustrati o a chi cova dentro una forma di “sindrome rancorosa” la quale crea conflitti biliari, si manifesta nel momento stesso in cui c’è un “cadavere” per poi farlo bersaglio dei propri “sputi”. Sono atteggiamenti tipici della natura che spesso troviamo nelle iene o negli avvoltoi, in quegli animali che normalmente si cibano di carogne.
Questa, in sintesi, è un’amara verità che si affronta ogni qualvolta c’è di mezzo una testata giornalistica, in questo caso ci riferiamo ad Approdonews, nel bene o nel male, sbagliando a volte, si cerca di dare una notizia con tutte le responsabilità che ne derivano. Ma sempre nel rispetto della verità e se tale non dovesse essere, a volte si chiede pure scusa perché i sentimenti dell’errore sono “accessori” fondamentali dell’umanità.
Questa categoria, chiamiamola così per convenzione, è particolarmente florida in quei soggetti magari colpiti dalla notizia, dalle notizie anche figlie della memoria, ma che in un certo qual modo a noi poco importa, anche perché i pulpiti sono trascurabili come i “semi” che stanno dentro le olive o meglio come le masse puntiformi di memorie fisiche da laboratorio del nulla.
Eppure, in tempi di epidemia, di Coronavirus in questo caso, buonsenso vorrebbe che stessimo tutti uniti, insieme in un’unica battaglia contro il male. Ma certe volte, il male non è solo un virus, è la cattiveria che albeggia nell’animo umano e non c’è antidoto che debella.
Mentre questo terribile virus che sta decimando la popolazione, quella adulta, proprio lì dov’è scolpita la memoria, resta sempre in chi non è affetto com’era lo “smemorato di Collegno”, come una fiamma spenta dove basta un piccolo tronco innocente a farla diventare viva.
José Saramago, per chi legge libri (ovvero quelli che non li pubblicano nei social), è stato un grande intellettuale, premio Nobel e autore di quel testo straordinario chiamato “Cecità” dove affrontava un clima simile a quello che noi stiamo vivendo in questi giorni terribili, ci disse, “Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere”. La memoria è fondamentale, è la nostra esistenza stessa anche in rapporto con gli altri insieme alle loro azioni.
Quando leggi frasi ingiuriose nate d’istinto dei vari “leoni da tastiera” i quali hanno il ruggito del coniglio, osservando bene le loro facce, quelle che fino a poco tempo fa facevano parte di quella schiera di “legionari” i quali prima ancora che Eco li definisse “imbecilli”, Dante non li volle nemmeno in nessun cerchio, gli ignavi. Quelli che non vogliono gustarsela con nessuno però, quando c’è da fare il tiro al bersaglio si uniscono in gruppo come una mandria di pecore al comando del “capo-imbecille” per liberare quella bile depositata chissà da quanto tempo nel corpo. Gli si presenta l’occasione non se ne disfa? Imbecille sì, ma scemo no.
Però sono gli stessi che magari giorni prima, volevano “apparire” sul giornale, megalomania da ortofrutta avariata. Oppure quelli che si sono sentiti “toccati” ma che poi allo stesso tempo “ripagati” e dimenticano i benefici, si sa l’ingratitudine è figlia del tempo, ma il tempo è un giocatore avido attenzione, il quale vince sempre senza barare. E il tempo è anche nostro!
Questa pletora di intellettuali assomiglia molto a quelli che si vantano di ascoltare buona musica magari senza aver mai letto un libro, prendi alcuni (fortunatamente pochissimi), i quali si vantano di ascoltare che ne so, Guccini o De Andrè però non si sono mai chiesti quali sono gli autori di ispirazione di quelle parole e perché l’hanno scritte.
Il problema principale è che bisogna saper scindere la condizione di verità reale da quella cosiddetta “a convenienza”, la verità è una e indivisibile, occorre farsene una ragione sia nel bene che nel male.
Per quanto riguarda gli insulti o le acclamazioni a tali manifestazioni d’odio vivaddio abbiamo un grande servizio utile che funziona benissimo, scoperto nel terzo millennio, la raccolta indifferenziata ecco, tali sono proprietà da trash per indifferenziata.
Inoltre, essendo bravi allievi di Novalis, valutiamo molte cose quando vediamo “giganti” perché esaminiamo la posizione del sole, e da lì scoprire che potrebbe trattarsi di un pigmeo.

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