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“Ho visto cose…” che solo a Taurianova potevano vedersi Nuovi sistemi di “fluidodinamica”, (forse) contro la cementificazione selvaggia

“Ho visto cose…” che solo a Taurianova potevano vedersi Nuovi sistemi di “fluidodinamica”, (forse) contro la cementificazione selvaggia
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“Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi…”, così affermava il replicante di Blade Runner, ma parlava di un ipotetico futuro che nel terzo millennio a Taurianova, è realtà perché noi umani di Radicena, le cose li vediamo eccome.
Ci troviamo in uno di quei casi in cui è la scienza che viene superata dal mistero, e non parliamo del “Bosone di Higgs” o del mistero dei “cerchi nel grano” che al cospetto sono giochi per ragazzi, ma di altro, di più complicato, diciamo più mentale e intellettuale al contempo.
Quello che si vede nella foto, è un’opera di ingegneria idraulica (il sindaco potrebbe essere testimone competente) e geotecnica, sulla trasmissione dei liquidi e “l’accoglienza” geologica. Un artigianale sistema di fluidodinamica che sfiderebbe pure le teorie di Bernoulli a favore della “pulizia” contro la teoria cementificatoria, messa in atto dal “delegato alla manutenzione” Caridi, dove in questo caso il selfie poteva essere fatto a corredo dell’ingegnosa opera con lo sguardo rivolto all’infinito, dedicandolo a Leonardo da Vinci nel suo cinquecentesimo anno della morte. Ma sappiamo essere impegnato per la nomina del suo assessore che dovrà sostituire l’ex Mina Raso, anche se, anche se, rimanere così com’è per Fabio Scionti non sarebbe una scelta cattiva, in quanto, se e quando avrà bisogno del “numero nove” per cose importanti e per (davvero per) il bene della città, quello ci sarà (senza nulla in cambio né contropartita alcuna) per rimanere in sella.

I fatti. Stamattina recandomi al cimitero di Radicena, ho notato delle riparazioni di buche stradali e tali sono state eseguite con del conglomerato cementizio, ovviamente che si fa? Si mette una “transenna” in legno artigianale per segnalare il lavoro e quindi evitare di far parcheggiare le automobili per non rovinare quanto fatto, e come nel famoso detto calabrese, evitare che la “farina si ndi vaci pe’ lavatu”. Ma mentre in calabrese il “lavatu” è il lievito, in italiano è quel verbo “lavare” che a causa di un tubo di scarico cimiteriale, posizionato a fagiolo che allaga spesso quella zona adiacente al cimitero di Radicena, che nello scaricare lavava il cemento appena messo in opera, creando così delle chiazze e come la scienza insegna (e non la fantascienza), viene scavato perché “lavato”, ciò che prima era stato riparato. Elementare Watson! Forse, e dico forse, non vorrei essere associato pure io agli “scienziati dell’infinito”, ma se quel tubo fosse “rabboccato” internamente o prolungandolo in maniera tale che non crei quei disagi, forse, ripeto, forse, non sarebbe meglio? Altrimenti, sì è vero che “Taurianova Legge”, ma Taurianova si allaga pure e “lava”.
(GiLar)

Ps. Agli operai comunali va tutto il mio plauso e sostegno per la loro instancabile opera nei riguardi della città. Sono la parte indispensabile e operosa di un Ente, e che lavorano seriamente, senza clamori e passerelle.

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