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I doni di Babbo Natale

I doni di Babbo Natale
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I doni di Babbo Natale

di GABRIELLA CAPPELLI

I doni di Babbo Natale

I doni di Babbo Natale

 

di Gabriella Cappelli

 

 

Nel paese di Babbo Natale, sperduto fra i ghiacciai della Groenlandia, c’era una grande agitazione. Era arrivato il 10 dicembre, i preparativi per la grande consegna della notte di Natale erano al massimo e le fabbriche dei vari giocattoli lavoravano a pieno ritmo giorno e notte, senza sosta. Quella mattina Babbo Natale aveva convocato nella grande sala delle riunioni, gli Elfi che dirigevano i lavori:

“Buongiorno ragazzi – disse Babbo Natale quando tutti si furono seduti al grande tavolo al centro dell’enorme salone – anche quest’anno siamo prossimi al grande giorno ed è il momento di fare il punto della situazione!”

Seduto accanto a Babbo Natale stava Puc, l’elfo suo Segretario Personale e addetto alle Consegne. Puc aveva davanti a sé un enorme libro dove erano annotate le diverse tipologie di regali. Puc iniziò quindi il suo lavoro chiamando in ordine alfabetico gli Elfi:

“Alf, settore bambole e bambolotti!”

“Presente! Settore bambole e bambolotti: richieste ricevute venti milioni, prodotte diciannove milioni. L’ultimo milione sarà pronto per il 24 dicembre mattina.”

“Bart! Settore giocattoli di legno!”

“Presente! Settore giocattoli di legno: richieste venticinquemilioni, prodotti ventiquattro milioni. L’ultimo milione sarà pronto per il 24 dicembre a mezzogiorno.”

“Cip! Settore giocattoli radiocomandati!”

“Presente! Settore giocattoli radiocomandati: richieste ricevute trenta milioni, prodotti ventotto milioni. Pensiamo di essere pronti per il 24 dicembre nel primo pomeriggio.”

“Duck! Settore costruzioni in materiali vari!”

“Presente! Settore costruzioni: richieste quindicimilioni, prodotti quattordicimilioni e cinquecentomila, gli ultimi cinquecentomila saranno pronti per il 23 dicembre mattina.”

Via via che gli elfi venivano chiamati e davano conto delle richieste fatte dai bambini di tutto il mondo, Puc annotava le cifre, voce per voce, sul suo grande registro.

“Tim! Settore video giochi e affini!”

“Presente! Settore video giochi e affini in panne! Babbo, le richieste ricevute superano le nostre possibilità di smaltimento. Mancano i materiali e, a questo punto, anche il tempo per la produzione. Sono desolato ma temo proprio che non riusciremo a rispettare la Grande Consegna…” disse Tim affranto ma anche preoccupato per la sua posizione personale, infatti era stato promosso capofabbrica proprio quell’anno ed il suo esordio al momento, non era dei migliori.

Babbo Natale si accarezzò la lunga barba bianca pensieroso, era un brutto pasticcio ma:

“Puc, vai avanti con l’appello, vedremo dopo come agire per il settore video giochi e affini.”

“Sì Babbo, allora riprendiamo. Zac! Settore libri di ogni tipo e genere!”

“Presente! Settore libri di ogni tipo e genere…. – Zac si fermò, un grosso nodo alla gola impediva alle parole di uscire.

“Allora Zac??!! – chiese spazientito Puc – stiamo aspettando te!”

“Settore libri di ogni tipo e genere…” Zac si bloccò di nuovo e scoppiò in un pianto irrefrenabile.

“Che succede Zac?” disse Babbo Natale alzandosi dalla sua grande poltrona ed avvicinandosi al povero elfo piangente.

“Babbo, Babbo non so come dirlo…non so come sia potuto succedere… ma non è colpa mia…”

“Avanti parla , non temere, dimmi quello che sta accadendo nel tuo settore…”

Zac confortato dalla bonarietà di Babbo Natale, si fece coraggio, tirò su col naso, si schiarì la voce, e:

“Zac, settore libri di ogni tipo e genere: richieste ZERO!”

“Oooooh!…Come???…Cosa???… Impossibile!!!…Non era mai successo…”

Tutti gli elfi presenti commentarono con esclamazioni accorate quella notizia e il grande salone fu pieno di brusii e voci più o meno sommesse.

“Silenzio, silenzio – intimò Babbo Natale che intanto aveva ripreso il suo posto – silenzio,silenzio. Zac, per favore, veramente il tuo settore non ha avuto nessuna richiesta??!!”

“Sì Babbo, purtroppo è così, non è arrivata nessuna richiesta. Ma ti giuro io non ne ho colpa!”

“Lo so, lo so che tu non sei responsabile di questa situazione, non è colpa tua se non ci sono richieste di libri…ahimè!”

Babbo Natale sapeva qual era la causa di quella mancanza di ordinazioni, giochi elettronici, giochi radiocomandati, video giochi ormai la facevano da padroni, prova ne era che quel settore era in panne e non sarebbe riuscito a portare a termine tutte le richieste, ma la situazione era veramente grave se neppure un bambino, dico, neppure un bambino aveva richiesto in dono un solo, piccolo libro! Che tristezza, che amarezza, in tanto tempo era il primo anno che nessuno desiderava un libro. E pensare che fino a pochi anni prima quel settore doveva iniziare la produzione almeno un mese in anticipo per essere pronto alla Grande Consegna! Come cambiano i tempi! Le prime ad essere trascurate erano state le bambole di pezza, anche se ultimamente avevano avuto un rilancio, poi i modellini di latta, i soldatini di piombo, ma mai e poi mai avrebbe pensato che un simile destino potesse capitare ai libri! Inconcepibile, doveva fare qualcosa per risolvere il problema sia dei video giochi che dei libri: era o non era Babbo Natale! “Quindi all’opera e cerchiamo una soluzione!” pensò risoluto.

“Elfi tornate pure ai vostri settori e continuate il lavoro! Ci aggiorneremo più avanti, grazie!” disse Babbo Natale agli elfi ancora allibiti per quel fatto insolito, poi rivolto al suo Segretario:

“Puc, seguimi nella Stanza Fiocco di Neve, abbiamo degli urgenti provvedimenti da prendere…” e si avviò seguito da un Puc allo stadio di massima agitazione.

La Stanza Fiocco di Neve, come il nome lascia immaginare, era una stanza bianchissima con le pareti foderate di morbidi batuffoli di lana da sembrare,appunto, tanti fiocchi di neve. Quella era la stanza dove Babbo si ritirava quando doveva prendere decisioni importanti ed aveva bisogno di raccoglimento e di tranquillità. Infatti dovete sapere che il paese di Babbo Natale tutto è fuorché un paese tranquillo: migliaia di Elfi lo attraversano in continuazione da mattina a sera, indaffarati e sempre di corsa. Altrettanti gnomi vanno e vengono dai boschi intorno portando legna per alimentare i macchinari delle fabbriche. Piccoli elfi e piccoli gnomi giocano ridendo e scherzando per le vie e le piazze …insomma il paese di Babbo Natale è un paese pieno di allegria ma anche oltremodo rumoroso!

Ma torniamo alla Stanza Fiocco di Neve e al Babbo con tutti i suoi problemi.

“Puc, questa è veramente una situazione incresciosa, non possiamo lasciare che i libri vengano dimenticati, soprattutto dai bambini. Se smetteranno di leggere cosa sarà di loro??!! Perderanno le emozioni e le sensazioni più belle che solo un libro può dare. Dobbiamo agire , ma come??!!”

Puc, seduto su di un morbido puf bianco disse timidamente: “Beh, Babbo…io forse una soluzione ce l’avrei, ma non so se tu l’approverai, sai non è molto regolamentare…”

“Parla pure Puc, neppure questo momento è molto regolamentare. Faremo un’eccezione… alle regole, per una volta!”

Puc si avvicinò e bisbigliò la sua soluzione nell’orecchio destro di Babbo Natale.

“Oh,oh,oh,oh veramente geniale Puc, veramente geniale! Faremo come dici perché a mali estremi,estremi rimedi!” disse rasserenato il Buon Babbo.

Quella notte una folta schiera di folletti dei sogni, iniziò una “Missione quasi Impossibile”:

Infatti dovevano entrare nei sogni dei bambini e suscitare in loro il desiderio di avere in dono un libro. Il compito non fu affatto facile: i sogni di molti bambini erano già occupati da video giochi, giocattoli elettronici,robottini, bambole parlanti, bambolotti piangenti e chi più ne ha più ne metta. Alla vista dei folletti dei sogni che portavano in mano un libro, tutti si rivoltarono loro contro: “Fuori di qui, fuori da questo sogno! Non vedete che è già occupato! Ma davvero pensate che questo bimbo voglia un libro invece di un Super Meneintendo??” Queste erano le parole con le quali venivano accolti i folletti quando cercavano di intrufolarsi in un sogno.

Era quasi mattina e i folletti sconsolati per non essere riusciti ad entrare neppure in un solo sogno, si apprestavano a far ritorno al paese: “Cosa diremo a Babbo Natale?? Eravamo l’ultima speranza per lui! Non siamo riusciti nella nostra missione. Poveri noi, poveri libri, poveri bambini…” si disperavano. Ma d’un tratto una piccola voce cristallina gridò:

“Amici, amici aspettatemi, ascoltate.. ci sono riuscito, ce l’ho fatta…” era la voce del piccolo Flic, il più piccolo dei folletti dei sogni che stava raggiungendo gli altri di gran carriera agitando in alto le dita in segno di vittoria.

“Che stai dicendo Flic? Come ce l’hai fatta?”

“Sì amici è la verità – disse il piccolo folletto mentre si fermava a riprendere fiato – Ce l’ho fatta! Lasciate che vi racconti. Anche io ho cercato invano di entrare in molti sogni, ero deciso a lasciar perdere quando ho visto una casetta isolata ai margini di un boschetto: Mi sono avvicinato e sbirciando da una piccola finestra a forma di cuore, ho visto una bimba dormire beatamente nella sua cameretta. Stranamente non mi è venuto contro nessun giocattolo di nessun tipo, la bimba stava sognando di correre nel bosco insieme a tanti piccoli animali, ridendo e nascondendosi dietro agli alberi. Allora ho pensato che se non c’era nessun giocattolo nei suoi sogni, forse potevo tentare…Sono entrato in punta di piedi, mi sono messo dietro un albero e quando la bimba è arrivata là per nascondersi, mi sono fatto trovare a sfogliare il mio libro. “Ciao chi sei? Cosa stai facendo?” Mi ha detto la piccola ed io ho risposto che stavo guardando il mio libro che parlava di boschi e di animali. “Boschi?? Animali?? Posso vederlo? Amo tanto i boschi e gli animali…” Si è avvicinata ed io le ho lasciato il libro. Sfogliava le pagine con avidità e quando è arrivata alla fine ha esclamato “Che bello, quanto mi piacerebbe averlo!”

Allora le ho suggerito che avrebbe potuto chiederlo a Babbo Natale e magari poteva raccontare anche ai suoi amici del bel libro che aveva sognato…Perciò sono sicuro che almeno un libro verrà richiesto, staremo a vedere se ce ne saranno altri!”

“Sei stato bravissimo, Babbo Natale sarà orgoglioso di te e speriamo che altri bambini seguano il consiglio di quella piccola!” dissero i folletti dando amichevoli pacche sulle spalle al piccolo Puc che si beava di tutti quei complimenti!

“Sapete ragazzi, stanotte ho fatto un sogno strano e bellissimo. Mi trovavo nel bosco vicino a casa mia giocando a nascondino con i miei amici animali, quando dietro un albero ho visto un piccolo folletto che stava leggendo un libro, un bellissimo libro con tanti boschi e tanti animali, le cose che più mi piacciono. Stamani quando mi sono svegliata ho subito aggiunto quel libro alla letterina per Babbo Natale. Il folletto mi ha anche detto che ci sono tanti tipi di libri per tutti i gusti ed interessi, perché non chiedete un libro anche voi? Potrebbe essere interessante…”

Paese di Babbo Natale – 18 Dicembre – Stanno arrivando numerose richieste per il Settore Libri di ogni tipo e genere. Anche se non sono quelle degli anni migliori, il lavoro non manca e la fabbrica lavora a ritmo sostenuto. Gli elfi operai in eccedenza sono stati spostati al Settore Video giochi e affini così anche quel settore riuscirà a soddisfare tutte le richieste.

Nel Grande Salone un Babbo Natale soddisfatto sta dicendo a Puc:

“Mio caro, grazie al piccolo Flic siamo riusciti a scongiurare la richiesta ZERO del settore Libri e Affini. Non è stato molto facile né tanto regolare ma ne valeva la pena! Spero solo che molti bambini riescano a capire la magia che si nasconde in un libro; la magia che ti lascia entrare nelle sue pagine a immaginare e rivivere a tuo piacimento, quello che stai leggendo come se anche tu fossi un protagonista della storia! O la magia che sazia la tua voglia di sapere, conoscere, imparare! Se sarà così, vedrai che tutti avranno sempre più voglia di leggere e il settore di Zac non avrà più problemi! Tutto è bene quel che finisce bene Puc, per cui,adesso, non ci resta che dire”

Oh, oh, oh, oh BUON NATALE A TUTTI!!!

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