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Il 25 aprile 1945 è un patrimonio degli italiani La "liberazione" ci ha resi tutti liberi, senza se e senza ma!

Il 25 aprile 1945 è un patrimonio degli italiani La "liberazione" ci ha resi tutti liberi, senza se e senza ma!
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Prefazione “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione”. (Piero Calamandrei)

Come ogni anno, da un po’ di tempo a questa parte, c’è sempre una sorta di diatriba repulsiva da parte di alcune forze politiche (per fortuna poche), a mio avviso sostenute da una forte ignoranza (con un pizzico di faziosa imbecillità), a rinnegare quel simbolo reale qual è il 25 aprile, dove ricorre l’anniversario della liberazione in Italia. Ovvero quel giorno in cui l’orgoglio nazionale si scaglia contro i soprusi e la bestialità del nazifascismo e delle ceneri che ha prodotto (specie nelle discriminazioni razziali), proclamando uno stato di ribellione da parte di quel partigianesimo dove i vari Sandro Pertini, Valiani e altri, a gran voce si giocarono il tutto per tutto per liberare l’Italia da quella coltre di violenza cui Benito Mussolini ci aveva portato. E hanno deciso di farlo, prima ancora che gli alleati americani entrassero nel paese. “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”, queste le parole del partigiano Sandro Pertini che poi divenne, ancora oggi nel terzo millennio, il miglior Capo dello Stato dalla nascita della Repubblica.
Senza entrare nella retorica demagogica o campanilistica, ogni passo della storia dev’essere sempre recepito con la modernità degli effetti che il tempo produce. Fare i soliti discorsi che molto spesso si sentono, a partire dai veterocomunisti o sedicenti nostalgici della falce e martello, diviene qualcosa che ci fa tornare indietro ideologicamente, e che combacia con l’anacronismo più assoluto. Un demodé delle ideologie morte con i vari Togliatti e altri “uomini di apparato” che anni dopo lo stesso Enrico Berlinguer con grande spirito di modernità, si allontanò tagliando i ponti con il passato, e innescando una “spinta” di modernità che ancora oggi, è molto attuale, costruendo una linea di modernità con la “questione morale”, e che altre forze di Sinistra come il Partito Socialista di allora con Nenni, Pertini e anche Craxi, abbracciarono. Credo che i giovani, le nuove leve che si affacciano alla politica o semplici appassionati, dovrebbero cercare di riscoprire la storia per “rinnovarla” alle esigenze di un terzo millennio sempre più in crisi di identità, e soprattutto “combattere” chi oggi, con spregevole arroganza da deriva democratica, la vorrebbe insabbiare. Come chi parla di “derby” tra comunisti e fascisti. Ciò denota una scarsa propensione alla capacità culturale nonché una grave carenza di rudimenti con accenni di cretineria da ebetismo in agrodolce. Ignari che senza quel 25 aprile così tanto detestato, non potevano esprimere i loro pensieri né le varie corbellerie che stanno dicendo a proposito di questa “Festa”. Perché è una “Festa” dell’Italia intera, di tutti (anche di questi sedicenti rivoluzionari del nulla).
Ma cosa produce tutto ciò se non dovesse essere fermato con la cultura, soprattutto con la cultura contro le violenze verbali e di pensiero? Produce accoliti. Strani individui che non sapendo nulla dei valori della nostra Repubblica e della sua Carta che resta la migliore del mondo, seppur un “dentino” spara lesto voleva cambiarla, fomentatori di odio e negazionismo storico.
Ed ecco che entrano in gioco (non come un “derby”), le parole di Leonardo Sciascia, “Quando tra gli imbecilli ed i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte”. Evitiamolo, si può!

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