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Il tumore al seno La Senologia: breve riflessione della dottoressa Maria Giovanna Fava su una fondamentale scienza multidisciplinare

Il tumore al seno La Senologia: breve riflessione della dottoressa Maria Giovanna Fava su una fondamentale scienza multidisciplinare
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Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente nel sesso femminile rappresentando la prima causa di mortalità fra i 40 ed i 50 anni.
Realtà sanitarie territoriali come quella calabrese sono spesso carenti e sacrificate per la mancanza di risorse strutturali, per l’assenza di programmi di screening, come invece nelle regioni settentrionali, e spesso per la confusione informativa di medici di base e mass media.
I dati statistici forniti dalle recensioni di AIOM e AIRTUM parlano di oltre N. 10450 nuovi casi di tumore in Calabria solo nel 2017, di questi oltre 1300 interessano donne al seno.
Nella regione manca però una rete oncologica organizzata, con chirurgie oncologiche dedicate in tutte le province e servizi radiologici dedicati (presenti ancora solo a CZ e CS).
Non è che non si possano contare strutture di riferimento o valevoli specialisti dalle alte competenze tecniche, ma l’organizzazione di strutture Breast Unit o di Gruppi Multidisciplinari Senologici che lavorano in team sui casi clinici non è attiva e ne efficace n tutte le latitudini.
Inoltre, spesso la sfiducia delle pazienti è incrementata dall’incontro sbagliato, con personaggi improvvisati, senza preparazione o esperienza e dedizione specialistica, così come invece logicamente richiesto.
Eppure, il primo momento e la prima diagnosi tracciano un percorso diagnostico-terapeutico più o meno efficace per quella malattia, da tipizzare micro-istologicamente già all’esordio, e da inquadrare con adeguati esami strumentali di stadiazione in un programma che richiede l’impegno di diversi specialisti (radiologo senologo, chirurgo senologo, chirurgo plastico, oncologo, radioterapista, psicologo, fisioterapista, medico nucleare, anatomo-patologo), attimi cruciali che avranno poi varie ripercussioni nelle aspettative di vita della paziente.
Le donne sono informate che il trattamento chirurgico del carcinoma mammario è radicalmente cambiato rispetto ai tempi antichi: il numero degli interventi chirurgici demolitivi si è progressivamente ridotto e le metodiche conservative hanno permesso di ottenere ottimi risultati estetici senza un aumento del tasso di recidive locali ed un peggioramento della sopravvivenza
Le donne conoscono l’esistenza della chirurgia oncoplastica!
Le donne sanno pure come la anticipazione diagnostica, consentita dal ricorso a controlli preventivi in forma organizzata (screening) e in parte anche spontanea, e lo sviluppo di sempre più efficaci trattamenti medici, in particolare in fase adiuvante, possono portare ad un drastico miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita.
Spesso le donne non sanno dove e a chi rivolgersi, attanagliate da dubbi e paure e dalla mancanza di accettazione dell’esistenza della malattia, per cui sarebbe necessario un supporto guida psicologico per entrare prese per mano e con grande umanità nel pianeta cancro.
I migliori risultati vengono raggiunti attraverso una costante integrazione tra le varie discipline.
Nel 2000 la European Society of Mastology (EUSOMA) ha pubblicato i Requisiti che una Unità di Senologia deve avere e nel giugno 2003 il Parlamento Europeo ha votato all’unanimità una Risoluzione elaborata dalla Commissione per i Diritti della Donna e le Pari Opportunità che propone di fare della lotta al cancro al seno una priorità della politica sanitaria degli Stati membri.
Con questo manifesto si invita a migliorare la prevenzione, lo screening, la diagnosi, la cura e la fase successiva alla terapia al fine di garantire in tutto il territorio europeo la massima qualità e raccomanda che tutte le pazienti con carcinoma della mammella siano curate da una equipe multidisciplinare e da specialisti dedicati e chiede che gli stati membri stabiliscano una rete di centri dedicati multidisciplinari per tutta la popolazione in base ai requisiti di Eusoma.
Nell’ottobre 2006 il Parlamento Europeo ha votato la nuova Risoluzione, invitando inoltre gli Stati membri a garantire entro il 2016 la creazione a livello nazionale di Unità di Senologia.
In Italia, il Senato della Repubblica (15 ottobre 2003) e la Camera dei Deputati (3 marzo 2004) hanno approvato all’unanimità – sulla base della Risoluzione europea – delle Mozioni sulla lotta al tumore del seno. Il documento italiano impegna il Governo ad una serie di iniziative concrete tra cui il garantire a tutte le donne affette da tumore del seno il diritto ad essere curate da una equipe multidisciplinare e sviluppare una rete capillare di centri di senologia certificati ed interdisciplinari con lo scopo di fornire alle pazienti livelli omogenei e di elevata qualità di assistenza su tutto il territorio regionale, di definirne gli standard qualitativi e di allestire un sistema di accreditamento al fine di rendere trasparente ai medici, alle autorità sanitarie e alle donne la qualità delle prestazioni offerte.
Intanto, in Calabria, fanalino di coda, si può ovviare a queste carenze organizzative con opportuni programmi di divulgazione della mentalità della prevenzione, la partecipazione alle attività del volontariato (ARDOS Calabria) impegnato nel campo senologico e la creazione di una rete “no-profit” di informazione su centri competenti e specialisti dedicati, al fine di ridurre falsificazioni ed astuti enunciati illogici e ignoranti, finalizzati solo a perdite di chance di cure adeguate per le donne colpite al seno.
Con questi appunti, a metà tra la trattativa scientifica e la narrativa letteraria, stile che ha lo scopo di rendere accettabile ai lettori un argomento spesso ingiusto e imprevedibile, si intende creare uno spazio di divulgazione e di informazione ad impatto sociale per la prevenzione in senologia, e mettere a disposizione un organo culturale per fornire spunti e suggerimenti nei momenti di dubbio e incertezza dello stato di salute, in modo da strutturare un giusto pensiero medico-scientifico e un adeguato atteggiamento clinico.
Senza grosse pretese, questa breve digressione rappresenta anche un messaggio di speranza e una rassicurazione emotiva nell’ampio e tormentato scenario della vita delle donne sensibilizzate dal problema Cancro al Seno!

(dott.ssa Maria Giovanna Fava – Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli)

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