In Italia 5.200 canili e gattili su 8.000 non sono a norma | ApprodoNews
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In Italia 5.200 canili e gattili su 8.000 non sono a norma Aidaa scrive ai ministri di Salute e Ambiente

In Italia 5.200 canili e gattili su 8.000 non sono a norma Aidaa scrive ai ministri di Salute e Ambiente
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Roma – In Italia ci sono 5.200 canili e gattili sui circa 8.000 non in regola con le norme di sicurezza o composte da strutture vecchie e fatiscenti. Nei canili e gattili italiani sono presenti oltre 250.000 tra cani e gatti e spesso la loro gestione e custodia viene lasciata all’impegno delle singole associazioni che gestiscono le strutture, in quanto da uno studio da noi realizzato negli anni scorsi risulta che almeno 3.000 dei circa 8.000 comuni italiani è in ritardo nel pagamento delle rette per i cani presenti in canile (le cui spese sono a carico dei comuni ai sensi della legge281/91) di almeno un anno, e oltre 1.200 da oltre due anni.

Sempre dallo stesso studio (che saremmo lieti di mettervi a disposizione se lo desiderate) risulta che il debito dei comuni per i soli cani presenti in canile sia superiore ai 70 milioni di euro. Mentre per i gatti sono meno di 500 in tutta Italia i comuni che riconoscono alle strutture che li ospitano un bonus economico, mentre altri 500 circa hanno un servizio di gattile comunale. Il presidente AIDAA Lorenzo Croce ha inviato una lettera ai ministri GRILLO E COSTA affinchè dopo gli anni bui delle politiche di Non tutela degli animali dei governi di centro sinistra si torni a tutelare gli animali ed ha indicato una serie di interventi necessari da realizzare nel prossimo quinquennio sia per la messa a norma delle strutture ma anche per combattere e sconfiggere le piaghe del randagismo, dell’abbandono e del maltrattamento di animali.

ECCO LA MISSIVA

AL MINISTRO DELL’AMBIENTE DOTTOR SERGIO COSTA

AL MINISTRO DELLA SALUTE DOTTORESSA GIULIA GRILLO

 

Gentile ministro Grillo,

Gentile ministro Costa,

Sono Lorenzo Croce presidente nazionale dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA che da quasi venti anni si occupa di tutela di animali e ambiente con particolare riferimento alla tutela legale ed al benessere degli animali e alla tutela dei filari alberati cittadini.

Vi scrivo queste poche righe anche sull’onda emotiva della morte dei cento gatti bruciati vivi all’interno del gattile comunale di Rho in provincia di Milano per sottoporvi la situazione drammatica delle strutture in cui sono ospitati canili, rifugi e gattili comunali e privati che spesso sono ospitati in strutture a dir poco fatiscenti con impianti spesso non a norma, ed in totale assenza di impianti di sicurezza ed allarme per gli animali ospiti.

Si tratta di una carenza storica che riguarda almeno 5.200 dei circa 8.000 rifugi, gatitli e canili pubblici e privati presenti sul nostro territorio.

Per avere un quadro reale della realtà basterebbe una verifica generalizzata da parte dei Nas o dei Carabinieri Forestali non certo allo scopo di chiudere queste strutture ma di verificarne le potenzialità di miglioramento o almeno di messa a norma minima delle stesse.

Per questo motivo sono a sottoporvi la necessità di dare vita ad un piano di ristrutturazione generale di queste strutture da attuare o con finanziamenti diretti dello stato o attraverso sgravi per le associazioni e i comuni che si impegnano a ristrutturare con fondi propri le strutture, interventi che devono essere legati anche allo snellimento delle pratiche burocatiche legate alla progettazione e realizzazione di tali interventi.

Nei canili e gattili italiani sono presenti oltre 250.000 tra cani e gatti e spesso la loro gestione e custodia viene lasciata all’impegno delle singole associazioni che gestiscono le strutture, in quanto da uno studio da noi realizzato negli anni scorsi risulta che almeno 3.000 dei circa 8.000 comuni italiani è in ritardo nel pagamento delle rette per i cani presenti in canile (le cui spese sono a carico dei comuni ai sensi della legge281/91) di almeno un anno, e oltre 1.200 da oltre due anni.

Sempre dallo stesso studio (che saremmo lieti di mettervi a disposizione se lo desiderate) risulta che il debito dei comuni per i soli cani presenti in canile sia superiore ai 70 milioni di euro. Mentre per i gatti sono meno di 500 in tutta Italia i comuni che riconoscono alle strutture che li ospitano un bonus economico, mentre altri 500 circa hanno un servizio di gattile comunale.

Oltre a questo non possiamo non tener conto dell’assoluta assenze di politiche legate alla sterilizzazione di massa dei cani e dei gatti randagi, che sono poi all’origine di spese ben più elevate a carico dello Stato ma sopratutto degli enti locali, per questo sono a chiedere a voi signori Ministri, un’inversione già dalla prossima legge di bilancio delle politiche di tutela degli animali fin qui tenute dai governi precedenti con un quasi totale azzeramento da parte dei governi di Centro Sinistra (Renzi ha addirittura depenalizzato i reati contro gli animali).

Sono tre le misure che si rendono necessarie da subito a partire da un piano generale di sterilizzazione di cani e gatti con l’ausilio anche delle veterinaria Militare che dispone delle strutture mobili necessarie per le sterilizzazioni di massa dei cani randagi presenti sul territorio ma anche degli ibridi in modo da non aumentare la popolazione randagia presente sul territorio nazionale, una loro standardizzazione permetterebbe senza ombra di dubbio una migliore e meno costosa gestione del fenomeno del randagismo su scala nazionale,specialmente al sud dove la presenza dei randagi in particolare dei cani è spesso oggetto di campagne di avvelenamento o comunque di sterminio indiscriminato ed ovviamente criminale.

Il secondo punto è un mappatura dei rifugi e delle strutture con una verifica puntuale delle criticità maggiori e quindi un piano generale straordinario di interventi da effettuare sia attraverso investimenti diretti che attraverso il riutilizzo per le politiche a tutela degli animali di parte dell’Iva pagata sull’acquisto dei prodotti e dei beni di lusso per cani e gatti che renderebbe un gettito complessivo di almeno una trentina di milioni euro in relazione ai rilevamenti delle spese di ogni famiglia per l’acquisto di prodotti non di prima necessità per cani e gatti (escluso quindi cibo e spese veterinarie) che potrebbero essere reinvestite proprio per le migliorie necessarie al fine di rendere idonee e a norma di legge le strutture che ospitano cani e gatti.

Da ultimo non possiamo dimenticare la necessità di una modifica dei codici civile e penale per rendere essere senzienti gli animali e di conseguenza modificare inasprendole le pene per coloro che fanno del male, che uccidono, avvelenano ed abbandonano gli animali, il tutto collegato ad una importante campagna di adozione degli animali presenti nei rifugi ed una maggiore trasparenza della gestione degli stessi specialmente per quanto riguarda i rifugi privati e convenzionati, con introduzione dell’obbligo di presenza dei volontari di associazioni riconosciute nel consiglio di gestione delle strutture e obbligo di bilanci trasparenti e pubblici per tutti coloro che gestiscono i rifugi medesimi comuni, privati o associazioni che siano.

Rimango a disposizione per ogni ulteriore chiarimento vogliate chiedermi.

Cordiali saluti

Lorenzo Croce

presidente nazionale AIDAA

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