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Ingresso canonico di don Leonardo nella parrocchia santa Maria Goretti di Mormanno Nel saluto, don Leonardo, si è presentato alla comunità, traendo spunto dal vangelo odierno della chiamata degli apostoli

Ingresso canonico di don Leonardo nella parrocchia santa Maria Goretti di Mormanno Nel saluto, don Leonardo, si è presentato alla comunità, traendo spunto dal vangelo odierno della chiamata degli apostoli
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Mormanno è un piccolo borgo nella provincia di Cosenza, a nord-ovest della Calabria, di circa 2800 abitanti. Anche qui, lo spopolamento impoverisce economicamente e socialmente questo antico paese, che ha una interessante tradizione culturale e religiosa, lo dimostrano la presenza di tante chiese devozionali. Imponente è la chiesta matrice, intitolata a Santa Maria del colle, edificio del XVIII sec., in passato è stata la cattedrale della diocesi.
Il borgo nel 2012 è stato interessato dal terremoto nell’area del Pollino, ha colpito diverse strutture di del centro storico, senza provocare vittime, dove ancora si stanno svolgendo lavori di ripristino e di consolidamento degli edifici interessati.
Dopo gli anni Ottanta, è sorta una nuova parrocchia, intitolata a santa Maria Goretti, nella parte periferica del paese, fortemente voluta dall’allora parroco don Franco Perrone, e si sta ultimando un nuovo edificio di culto con l’oratorio e la canonica, finanziati dalla Conferenza episcopale italiana, nell’ambito del progetto pilota. Il 28 ottobre, nella suddetta chiesa, il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, ha nominato don Leonardo Manuli, in qualità di amministratore parrocchiale, che succede a don Alessio Di Stefano.
Al prete, originario di Taurianova, è stato affidato questo “piccolo gregge”, servizio iniziato ufficialmente il giorno in cui il calendario liturgico della chiesa fa ricordo degli Apostoli Simone Giuda Taddeo.
Don Manuli, visibilmente emozionato e grato al mons. Savino per la fiducia, al quale il vicario generale della diocesi di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Di Chiara, in rappresentanza del presule, ha rivolto parole beneauguranti: «Caro don Leonardo, questa è una comunità che ama i sacerdoti, ha a cuore la formazione spirituale, in un borgo, che nonostante negli anni si sia rimpicciolito, ha una sua vivacità culturale, nel dialogo e nel confronto, fortemente legato alle tradizioni e alla storia».
Erano presenti alla cerimonia d’ingresso i suoi familiari ed alcuni amici di don Manuli, oltre alla presenza del clero locale.
Nel saluto, don Leonardo, si è presentato alla comunità, traendo spunto dal vangelo odierno della chiamata degli apostoli (cf. Lc 6,12-19). La missione del prete è stare in compagnia di Gesù, e stare in mezzo alla gente, evidenziando che l’annuncio della preghiera, la preghiera e l’accoglienza sono uniti alla promozione dell’uomo, nella sua concretezza. Occhi aperti alla realtà e orecchi in ascolto della voce di Dio sono i compiti di un pastore, il cui cuore batte per il popolo affidato, sapendo piangere con chi pianger e sorridere con è nella gioia, questa è l’autentica teologia. E pastorale dei segni dei tempi, ha detto don Manuli, parlando del suo nuovo lavoro, L’Agnello e il Pastore (Laruffa 2019), che vuole condividere con la nuova comunità. Manuli nel presentarsi da detto: «Nei mesi estivi, ho avuto la possibilità di conoscere questa realtà della diocesi di Cassano, è partendo da qui, che nei mesi a venire, collaboreremo per vivere alcune proposte, di una comunità pastorale allargata, dove ognuno è responsabile, seguendo le indicazioni del Vescovo e dell’ultima assemblea diocesana svoltasi a settembre dello stesso anno».
Sono diversi i cambiamenti che hanno interessato molte parrocchie della diocesi cassanese, tra i quali anche a Mormanno. Don Manuli ha concluso: «Chi vuol vivere realmente la propria vita dovrà scegliere, ma scegliere significa rinunciare a qualcosa per averne un’altra. Chi rinuncia in realtà sceglie ciò che è bello, più importante», ed ha aggiunto: «Sono le scelte più difficili e sovversive che ci fanno crescere e maturare, e anche se non lo sappiamo, umilmente stiamo servendo non il padrone di turno ma il Padre di tutti».

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