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Inserimento scuola bambini disabili, le azioni di Marziale Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria: "Ho chiesto ai prefetti di tutte e cinque le province di monitorare la situazione e impedire che questi piccolini debbano rimanere a casa"

Inserimento scuola bambini disabili, le azioni di Marziale Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria: "Ho chiesto ai prefetti di tutte e cinque le province di monitorare la situazione e impedire che questi piccolini debbano rimanere a casa"
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“Ringrazio l’amministrazione comunale di Villa San Giovanni, guidata dal sindaco Giovanni Siclari, per avere inteso comunicare al mio Ufficio che i bambini disabili avranno, dall’1 ottobre prossimo e per tutta la durata dell’anno scolastico, l’assistenza loro dovuta. Ciò dovrebbe costituire una prassi consolidata, purtroppo però così non è in troppe parti del nostro territorio”. Lo dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, che aggiunge: “Ho trascorso l’intera estate sollecitando gli attori istituzionali, ossia le amministrazioni comunali, ad occuparsi dei bambini disabili per tempo, già da maggio/giugno, e non attendere la fine dell’estate per attivare le procedure previste. Così come – continua il Garante – ho chiesto ai prefetti di tutte e cinque le province di monitorare la situazione e impedire che questi piccolini debbano rimanere a casa”.

“La scuola è un’agenzia aggregante e inclusiva per ogni bambino, soprattutto per quelli aventi diritto ad assistenza – evidenzia Marziale – pertanto a nessuno è dato di impedire che ciò avvenga. Chi, per una ragione o per un’altra, impedisce che ciò avvenga si assume una responsabilità enorme, che non può e non deve continuare a passare inosservata. Invito – conclude il Garante – i genitori dei bambini disabili a voler segnalare eventuali e scongiurabili impedimenti all’indirizzo e-mail garanteinfanzia@consrc.it perché un diritto negato ad un bambino bisognoso lede non soltanto lui, bensì alla società in cui vive. Basta nutrirsi di belle parole e slogan ad effetto”.

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