Jo-Jo e Briciola | ApprodoNews
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Jo-Jo e Briciola

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Si concludono le “Storie dal giardino”

di GABRIELLA CAPPELLI

Jo-Jo e Briciola

Si concludono le “Storie dal giardino”

 

di Gabriella Cappelli

 

 

Quella mattina di inizio estate mentre Paciuga se ne stava beata a godersi il sole e Romero cinguettava allegramente con lei del più e del meno, i Nonni uscirono in giardino portando in mano una grande scatola di cartone.

“Novità in vista” disse Romero.

“Certo che in questo giardino non ci si annoia” replicò Paciuga “C’è sempre del movimento!”

I Nonni si avvicinarono all’erba ed aprirono la scatola. Non ci fu nessun movimento, poi pian piano dal bordo della scatola, si affacciò un musetto di animale… Perbacco, era una tartaruga come Paciuga ma molto più piccola di lei!

“Toh, mi pare che stiano arrivando tuoi parenti” esclamò Romero.

Paciuga si girò lentamente e guardò stupita quella piccola tartaruga.

“Questa poi…” commentò un po’ acidamente.

I Nonni si affaccendavano per far uscire la tartaruga dalla scatola, incitandola

“Vieni Jo-Jo esci, vai nell’erba fresca…”

Jo-Jo uscì spaurita e si guardò intorno cercando qualcosa di familiare, mentre i nonni continuarono ad armeggiare intorno alla scatola.

“Briciola, Briciolina, vieni, vieni…”

In men che non si dica uscì un’altra piccola tartaruga, piccola ma così piccola che in confronto a Paciuga era davvero una briciola!

“Non posso crederci…Non è vero…Non è possibile…” farfugliava Paciuga incredula ed irritata.

“Perché mai i Nonni hanno portato qui queste piccole intruse, non erano soddisfatti di me?!”

“Suvvia, non essere gelosa, probabilmente lo hanno fatto perché tu abbia compagnia” rispose Romero.

“Macché compagnia e compagnia, io sto bene anche da sola” e così dicendo si allontanò dentro la siepe di gelsomini.

Le due nuove tartarughe, che rispondevano al nome di Jo-Jo e Briciola, uscite dalla scatola, si avviarono titubanti nell’erba del giardino.

“Buongiorno tartarughe” si avvicinò Romero “Qual buon vento vi porta da queste parti?”

“Buongiorno” risposero in coro “Non sappiano che dire. Stamani ce ne stavamo tranquille nel giardino dove siamo nate, quando la Signora è venuta ,ci ha messo in quella scatola, ci ha dato

dell’insalata e…poi ci siamo trovate qui. Ma che posto è questo? Siamo preoccupate…”

“Tranquille, tranquille piccoline. Prima di tutto mi presento: mi chiamo Romero e sono un merlo. Devo dire che siete delle tartarughe fortunate, non potevate capitare in un posto migliore. Questo è il Giardino dei Nonni, vivo qui da tanto tempo e vi assicuro che è il giardino delle meraviglie. I Nonni sono molto premurosi con gli animali, qui non vi mancheranno mai né cibo né coccole. Ah, dimenticavo, fra l’altro qui vive un’altra tartaruga, pioniera di noi animali del giardino, si chiama Paciuga, era qui un momento fa…” concluse guardandosi intorno.

“Salve Romero, io sono Jo-Jo e questa è la mia sorellina Briciola. Davvero si sta bene in questo giardino? Davvero vive qui un’altra tartaruga?”

“Io non mento mai!” rispose compito il merlo portandosi un’ala sul petto.

Mentre si svolgeva questa conversazione fra Romero e le piccole tartarughe, Paciuga se ne andava molto arrabbiata, fra le radici del gelsomino.

“Ma allora i Nonni ce l’hanno con me! Bastava dirlo! Prima io era l’unico passatempo per loro, poi è arrivato Tommy e lui passi, in fondo è della stessa specie… Dopo si sono fatti in quattro per sfamare gli uccelli di passaggio tanto che oggi il giardino sembra diventato una voliera…Non contenti rimpinzano anche quel gattino nero che ogni tanto capita qua… Ora altre due tartarughe…Questo è troppo…Ma il Nonno chi si crede di essere, Noè…?!” si sfogava fra sé “Poi dico, non una ma addirittura due, ed una così piccola che probabilmente non mangia neppure da sola… Per farmi compagnia, dice Romero. Compagnia un corno, a me sembra che vogliano mettermi a capo di un asilo tartarughesco…”

Era così inviperita che non vide neppure Romero fermo davanti a lei.

“Ehi amica, sei lenta anche di vista?!”

“Guarda Romero, non è giornata; tu e la tua aria canzonatoria…”

“E dai Paciuga, smettila, non fare la tartarughina, ormai sei adulta, dovresti saper controllare le tue emozioni. Dov’è finita la proverbiale saggezza delle tartarughe??”

Paciuga continuò a camminare rifiutandosi di ascoltarlo

“Certo che la gelosia fa brutti scherzi” disse Romero “dovresti essere contenta di aver vicino altri della tua specie! Jo-Jo e Briciola sono così spaesate… se tu volessi potresti aiutarle a prendere confidenza con la loro nuova casa”.

“Parli bene tu, tanto non devi spartire niente con nessuno. Vai e vieni a tuo piacimento in questo giardino. Io invece sono sempre qui e per me le attenzioni dei Nonni e di Tommy sono tutto!”

Romero pensò che forse era meglio lasciarla sbollire, avrebbe ripreso in seguito la sua opera di mediazione.

In fondo al giardino i Nonni guardavano le piccole tartarughe che trotterellavano nell’erba

“Ma dov’è andata finire Paciuga” disse la Nonna “Eccola qua” continuò prendendola fra le mani

“Vai Paciuga, raggiungi le tue nuove compagne, le abbiamo portate per farti compagnia così non sarai più sola e sarai per loro una buona guida!”

Paciuga era ancora molto arrabbiata, ma le parole della nonna, mentre questa la deponeva accanto alle nuove arrivate, la fecero riflettere.

Forse se l’era presa un pò troppo, d’altronde se i Nonni non l’avessero più voluta, invece di prendere due nuove tartarughe, avrebbero portato via lei!

Forse, nonostante la sua ragguardevole età era caduta di nuovo nella trappola della gelosia, come era già successo con Tommy.

Forse, forse, forse…

D’improvviso si trovò di fronte le tartarughine.

“Buongiorno, sono Paciuga ” disse scostante.

“Buongiorno, sono Jo-Jo e questa è Briciola, mia sorella. Perdonaci ma non è colpa nostra se siamo qui. Noi vivevamo in un altro giardino con tante altre tartarughe, non ci mancava la compagnia e avremmo potuto restare là per sempre. Comunque non vogliamo disturbarti, vedo che il giardino è grande e quindi cercheremo di non esserti d’impiccio”.

Così dicendo si allontanò seguita dalla sorellina.

Si erano appena avviate quando un grosso gatto randagio che passava per caso dal giardino, si avventò sulla piccola Briciola. Era così piccola ed il suo guscio ancora così tenero che rischiava di essere sopraffatta dal gattaccio.

Jo-Jo cercò inutilmente di intervenire, poi cominciò a gridare

“Aiuto, aiuto! Qualcuno ci aiuti…

Romero, che nel frattempo era risalito nel suo nido, si affacciò e vedendo la scena si gettò in picchiata sul gatto, ma questo era troppo grosso, poco mancò che con una zampata lo facesse fuori!

Allora Paciuga che era rimasta in disparte, disorientata ed impaurita, si avvicinò e si mise in mezzo fra il gatto e Briciola, ritirandosi nella sua corazza. Il gatto spostò la sua attenzione su di lei, ma le zampate che dava sul suo guscio erano inutili, era troppo spesso e duro.

Intanto Jo-Jo e Briciola si allontanavano rapidamente, per quanto loro possibile!

Dopo un po’ il gatto si stufò di quell’inutile gioco che non portava nessun frutto e come era arrivato se ne andò.

Dall’alto dell’olivo Romero scese vicino a Paciuga

“E brava la mia vecchia, cara amica, ora ti riconosco!”

Paciuga uscì piano piano dal guscio

“Scampato pericolo??”

“Scampato pericolo, sei stata grande” commentò felice il merlo.

Dopo questo episodio tutta la rabbia e la gelosia di Paciuga svanirono. Chiamò vicino a sé Jo-Jo e Briciola, che la ringraziarono caldamente per l’aiuto, mentre lei si scusava per il malo modo con cui le aveva accolte. Da quel giorno furono tutte e tre inseparabili, naturalmente con la costante compagnia di Romero.

Le stagioni si sono avvicendate alle stagioni, gli anni agli anni:

i Nonni sono diventati Bisnonni,

il piccolo Tommy, diventato uomo, ha avuto anche lui un piccolo Tommy, ma nel Giardino niente è cambiato!

C’è sempre Paciuga, un pò più vecchia e saggia,

Jo-Jo, ormai adulta

Briciola, che non è più una briciola di tartaruga.

E Romero ?!

Romero è ancora lì, allegro e svolazzante anche se sulla sua testolina è spuntata qualche piuma bianca.

“Ancora lì?!” direte voi “ma i merli mica sono eterni!”

Ebbene si, è ancora lì perchè nel mondo della fantasia il tempo non ha tempo e tutto può rimanere immutato all’infinito, come succede al Fantastico Giardino dei Nonni ed i suoi abitanti!

redazione@approdonews.it

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