Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Nulla è come sembra Riflessioni del giurista Giovanni Cardona sulla attendibilità giornalistica

Nulla è come sembra Riflessioni del giurista Giovanni Cardona sulla attendibilità giornalistica
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

In uno Stato di diritto, in una Repubblica democratica come la nostra, il compito di un saggio narratore si identifica nella ricerca, acquisizione ed elaborazione di informazioni utili per la difesa delle Istituzioni poste dalla Costituzione a presidio della libertà di ogni cittadino e dell’intera collettività nazionale e locale.

Per dirla con Karl Popper, oggi come ieri “il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza”.

Oggi la vigilanza è sempre più complessa e impegnativa, perché minacce insidiose provengono da plaudenti giullari di corte così come da oscure filiere di ectoplasmi politici, i quali aggrediscono con il loro sibilo infangante, non solamente la sicurezza di istituzioni e cittadini ma anche gli interessi che sono alla base del vivere civile.

E poiché le attendibili conoscenze giornalistiche sono ottenibili solo per mezzo di procedure metodologiche, intese come esplicitazione di regole procedurali convenzionalmente sancite in codici deontologici e comportamentali, a volte anche fallibilisti, ma pur sempre determinativi di un percorso normato ed avulso da condizionamenti.

È di Popper l’insegnamento per cui l’errore, «è il debole segnale rosso che ci permette di venir fuori dalla caverna della nostra ignoranza»; fu Oscar Wilde a dire che «esperienza è il nome che ciascuno di noi dà ai propri errori».

Se ci confrontiamo con un problema complesso, è facile che sbaglieremo. Quel che è importante è, appunto, saper apprendere dagli errori commessi.

Una “fonte informativa” affidabile coesa alla determinazione del grado di fondatezza di una notizia in sé, assieme alla coerenza di una notizia con il patrimonio informativo accumulato e accettato per valido, e le motivazioni della scelta tra ragionevoli spiegazioni contrastanti, sono tutti argomenti di evidente natura epistemologica, così come lo è l’analisi critica della matrice usata per la valutazione delle notizie, perennemente alle prese con una realtà dove “nulla è come sembra”.

Una realtà come le testate soprattutto locali, che ogni giorno si incaricano di confermare come l’oggettività della ricerca delle notizie si identifichi con la controllabilità dei suoi risultati e che, pertanto, ogni teoria, ogni conoscenza, anche la più consolidata, non può venir dimostrata come assolutamente vera, perché a volte l’asimmetria logica tra conferma e smentita fa sì che un solo fatto contrario, inatteso, distrugga convinzioni basate su molteplici conferme, proprio come Davide riuscì a sconfiggere Golia.

Certo non tutti i fatti narrati, fondano la loro essenza su dati e fonti oggettivamente riscontrabili ed asseverabili, ai quali solo in pochi ne danno vita e lettura, essendo da soli muti e riuscendo a parlare soltanto se qualcuno ne sa raccontare la storia.

Eppoi come scriveva Mario Missiroli, una smentita è una notizia data due volte.

Partecipa alla discussione