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La “scuola” dei sogni non andrà mai in “pensione” La toccante lettera di una bimba extracomunitaria rende magico il nuovo orizzonte di vita della docente Graziella Cosentino

La “scuola” dei sogni non andrà mai in “pensione” La toccante lettera di una bimba extracomunitaria rende magico il nuovo orizzonte di vita della docente Graziella Cosentino
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La pensione non è un traguardo, ma una linea magica, oltre l’orizzonte, dove poter rallentare e raccogliere i sogni di una vita.

Cara maestra, ti voglio tanto bene… mi mancherai… sarai nei miei ricordi più belli… questi sono i pensieri affettuosi che si leggono nelle lettere degli alunni che lasciamo con il consueto amorevole sorriso, ma con la tristezza nel cuore.

Sono Graziella Cosentino docente nel plesso Monteleone dell’I.C “Monteleone Pascoli”, diretto dalla prof.ssa Maria Concetta Muscolino, una Scuola aperta a ogni umana relazione, con fervida passione ed amorevole attenzione, verso tutti e ciascuno degli alunni che, ogni mattina, al suono della campanella, accoglie da mezzo secolo giovani anime capaci di inondare d’amore una comunità didattica libera da pregiudizi, condizionamenti, individualismi, egoismi.

Come già scritto, i miei alunni di quarta sezione A, per chiudere in bellezza, mi hanno colmato di manifestazioni affettuose ineguagliabili, attraverso letterine e disegni ricchi della loro espressione più pura, più garbata, più toccante. Tra le lettere che ho ricevuto, tuttavia, voglio segnalare quella di una bimba extracomunitaria, che vive dentro una famiglia dignitosa con la quale mi sono relazionata nel rispetto reciproco di idee e tradizioni.

Una letterina semplice ma toccante che rispecchia un vissuto difficoltoso e pesante che questa bambina porta ancora sulle spalle con una maturità disarmante e una attualità serena, vissuta tra le mura della classe, tra compagni e docenti che sono stati capaci di aprirle un orizzonte luminoso, ricco di aspettative e speranze.

Questo è il testo originale:

“Cara maestra, volevo dirle grazie per avermi fatto sentire una bambina importante; per l’amore che mi ha donato e che ho sempre percepito; per essere sempre stata autorevole, mai autoritaria; per avermi insegnato oltre ai numeri e alle parole, ad aver fiducia nella vita; per aver condiviso con me la fuga dalla città che ci stava un po’ stretta e trovare rifugio sui nostri monti; per la serenità con cui ho indossato il mio grembiule di scuola, sapendo che c’era un sorriso ad attendermi; per avermi trasmesso la capacità di ascoltare i bambini e il rispetto per loro; per essere per me un dolce ricordo che mi accompagnerà sempre”.

Un abbraccio
Fatima

Ecco, in questa breve esternazione, il concentrato di un Istituto che oltre la didattica innovativa, oltre il digitale, percorre ancora la via più breve, facilmente raggiungibile: la via del cuore.

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