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L’alternativa a Berlusconi? Il Federalismo!

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Editoriale di Antonio Marziale

L’alternativa a Berlusconi? Il Federalismo!

Editoriale di Antonio Marziale

 

 

Cosa accade quando si passa da un governo politico ad un governo tecnico? Accade che la politica viene, di fatto, commissariata e al posto degli eletti – comunque con un meccanismo elettorale che poco ha a che vedere con la democrazia – le nostre sorti vengono condizionate da specialisti di settore, che non avendo la vocazione alla politica si preoccupano di gestire i settori di competenza badando solo a risanare i bilanci.

I taurianovesi e i cittadini di altri comuni che hanno vissuto l’esperienza del commissariamento sulla loro pelle sanno cosa voglia dire essere gestiti da tecnici: in una parola, capitolazione!

Il presidente Monti è stato chiamato a risanare lo status economico italiano, badando solo ai parametri imposti dall’euro-economia, cosa volete che gliene importi se il bambino Pinco Pallino non può fruire di un paio di pantaloni nuovi perché il proprio papà è stato licenziato in tronco? Cosa volete che gliene importi se la bambina Pippi Calzelunghe ha bisogno di nuovi collant e non li può avere perché i propri genitori devono far conciliare le rate dell’affitto, del rifornimento alimentare e delle altre esigenze di sussistenza con tutto il resto, ivi compresi i costi della scuola per Pippi e i suoi fratellini?

Ah, certo! L’importante è far quadrare i conti, così da rendere felici Napoleon Sarkozy e Frau Merkel.

Lo dico francamente: la colpa è di Berlusconi! E non mi riferisco alle sue vicende giudiziarie, perché convinto che, a prescindere dai ruoli, ogni persona che sbaglia ha il dovere di pagare! Chiunque, chiaro? Ma la colpa che attribuisco al Cavaliere è politica, cioè quella di avere sciupato un consenso talmente corposo da far invidia finanche al Duce. Perché le riforme non le ha fatte il suo governo? Perché ha cincischiato? Perché il decisionismo che lo ha animato nel mettere in piedi un colosso aziendale non lo ha esercitato in politica? Eppure, nel 1994, lo avevamo sostenuto apposta!

Ma c’è un dramma che si profila all’orizzonte degli italiani: chi e con quale coalizione governerà il nostro futuro? Al momento l’unica certezza che abbiamo è un’accozzaglia di sigle – alla faccia del bipolarismo compiuto! – che tentano di dialogare per mettere in piedi il solito esercito della salvezza e accaparrarsi poltroncine.

Vuoi vedere che la Lega ha ragione? Il futuro è nelle federazioni territoriali, certo gestite in maniera diversa dagli slogan ad effetto di borgheziana (Mario Borghezio ndr) memoria, fatte di secessione, “vrazzate” (gesto dell’ombrello ndr) e altre castronerie. Un federalismo compiuto dove le risorse, piuttosto che alimentare un esercito di fancazzisti a Roma, possano essere utilizzate da oculate amministrazioni locali per le esigenze del territorio. Scarseggiante di assistenzialismo romano, allora si che il meridione dovrebbe rimboccarsi le maniche e se ciò accadesse si verificherebbe un fenomeno geografico senza precedenti: i poli si invertirebbero e l’attuale sud diverrebbe nord.

Chissà cosa ne pensa Maroni, ottimo ministro degli Interni e – non me ne voglia l’amico Roberto – federalista più che leghista! 

redazione@approdonews.it

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