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L’Amministrazione Mario Occhiuto in default, ci sarà pure quello politico? Dopo la delibera della Corte dei Conti sul dissesto finanziario del Comune di Cosenza, molti equilibri potrebbero cambiare?

L’Amministrazione Mario Occhiuto in default, ci sarà pure quello politico? Dopo la delibera della Corte dei Conti sul dissesto finanziario del Comune di Cosenza, molti equilibri potrebbero cambiare?
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Con la deliberazione della Corte dei Conti che confermano il dissesto finanziario per il Comune di Cosenza, cade una tegola molto pesante che rischia di avere ripercussioni non solo finanziarie, dove l’Amministrazione Occhiuto prontamente ha dichiarato che non ci saranno conseguenze per i cittadini. Ma il punto nodale diventa politico in un momento in cui Mario Occhiuto si era (auto)lanciato nella candidatura delle prossime regionali alla carica di Governatore della Calabria.
Questa notizia arriva come un macigno che mette a serio repentaglio anche la credibilità stessa del sindaco di Cosenza e che lo stesso si affretta a dire che la colpa è sempre degli altri e che lui ha ereditato questa situazione. La solita solfa tipica e usata da tutti gli amministratori quando vanno in bancarotta o accade qualcosa, la “colpa è sempre degli altri”.
“Il dissesto prevede esclusivamente la gestione straordinaria delle passività al 31.12.2018 non influendo sulla gestione ordinaria dell’Ente che dovrà comunque continuare nell’ottica di riduzione della spesa e miglioramento delle riscossioni per il miglioramento dei conti”.
Dopo tale provvedimento molti equilibri cambieranno, alcune spese come staff (anch’esso sotto la lente dell’obiettivo della magistratura contabile e anche del ministero interno all’epoca nel pre-dissesto), e incarichi esterni i quali dovrebbero essere riguardati.
Ovviamente dovrebbe essere riguardato la pletora del “parassitismo politico”. Solo a Taurianova non è cambiato nulla nonostante pre e dissesto dichiarato, ma non in città siamo in regime di “monarchia”.
Per quanto concerne le condizioni politiche adesso dopo aver letto molte dichiarazioni anche all’interno di Forza Italia, oltre la testa del sindaco messa in discussione, c’è anche quella dell’on. Jole Santelli rea di aver gestito in maniera padronale e senza dialogo il partito facendolo crollare i consensi.
“Il dirigente Nardi, per conto del Comune, in un gesto estremo aveva ipotizzato come motivazione della richiesta di rinvio, la possibilità del Comune di Cosenza di rientrare nella norma “Salva Italia”, provvedimento il quale ancora non è certo che sarà inserito nella manovra di bilancio del governo e che consentirebbe l’azzeramento dei debiti per quei Comuni in grave crisi finanziaria.
Il debito del Comune di Cosenza dai 100 milioni del 2011, scaricato sulle amministrazioni he hanno preceduto Occhiuto, è passato ai 350 milioni attuali. E se la matematica non è un’opinione, con Occhiuto sono maturati oltre 200 milioni.
Ma il problema è politico e quindi di sostanziale condizione di credibilità, al di là che i fratelli Occhiuto scapicollandosi per ottenere una candidatura per Mario a governatore, nonostante le resistenze della Lega che vorrebbe un candidato nuovo (“e non indagato”) e che insieme alle riserve di Fratelli d’Italia si rischia di arrivare anche a un “Piano B” di Forza Italia, ovvero candidare il parlamentare azzurro Giuseppe Mangialavori e scaricare Occhiuto, sia in default come amministratore che come politico.
Paliamoci chiaro, il rischio del dissesto era nell’aria e con esso anche la “reggenza” politica della candidatura regionale, ma questa notizia non è altro che l’ennesima tegola sulla testa di Occhiuto che si accompagna alle molteplici resistenze politiche dei suoi alleati del centrodestta che nei fatti e senza mezzi termini, oltre Forza Italia (o magari solo la Santelli), non lo vuole nessuno a governare la Calabria e con quest’ultimo macigno del dissesto, non si presenta molto bene ai calabresi. E ricordando uno slogan americano, “comprereste un auto usata da quest’uomo?” e in quel caso si trattava di Nixon, ora invece….

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