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Le riflessioni attuali del leader comunista. Pazienza se qualcuno non gradisce

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Se Tremonti riscopre l’austerità di Berlinguer…

Le riflessioni attuali del leader comunista. Pazienza se qualcuno non gradisce

Se Tremonti riscopre l’austerità di Berlinguer…

 

Ha certamente sorpreso il riferimento di Giulio Tremonti a Enrico Berlinguer nel corso del suo intervento al tradizionale appuntamento di Comunione e Liberazione a Rimini, dove è stato accolto come al solito, vale a dire da un mare di folla che pendeva dalle sue labbra. E proprio anche per la platea alla quale si rivolgeva era difficile prevedere una citazione e un riconoscimento, in termini politici e morali, al segretario che guidò il Partito comunista per dodici anni, sino alla morte, l’undici giugno del 1984.   
In particolare il ministro si è soffermato sul concetto di austerità, di cui Berlinguer ragionò pubblicamente per la prima volta al teatro Eliseo di Roma il 15 gennaio del 1977, durante un incontro con il mondo intellettuale della sinistra del tempo. Ricordando prima che  «…è utile rileggere gli scritti del 1977 di Enrico Berlinguer sull’austerity, perché si tratta di un ragionamento sulle responsabilità nelle politiche di bilancio che può costituire una base di riduzione per i prossimi anni in tutta Europa», più avanti Tremonti ha aggiunto: «L’austerità sostenuta da Enrico Berlinguer è un riferimento etico e politico da non trascurare, pur non condividendo tante analisi e riconoscendo che la nostra politica è diversa da quella di allora». 
Che la politica di oggi sia diversa da allora, è fuor di dubbio; e tornando con la mente alla indimenticata immagine di Giorgio Almirante in visita presso la camera ardente del suo avversario politico, viene da aggiungere che forse era meglio la politica di allora, malgrado l’anno 1977, lo si è ricordato in occasione della morte di Francesco Cossiga, faccia parte di un periodo di lacrime e sangue terrificante per la recente storia del nostro paese.
Ad ogni modo abbiamo seguito il consiglio di Tremonti, e spulciando quel che disse e scrisse Berlinguer in tema di austerità, si trovano passaggi piuttosto stimolanti rispetto al nostro presente. Un esempio: «…Io credo che nelle condizioni di oggi sia impensabile lottare realmente ed efficacemente per una società superiore senza muovere dalla necessità imprescindibile dell’austerità. Ma l’austerità, a seconda dei contenuti che ha e delle forze che ne governano l’attuazione, può essere adoperata o come strumento di depressione economica, di repressione politica, di perpetuazione delle ingiustizie sociali, oppure come occasione per uno sviluppo economico e solidale nuovo, per un rigoroso risanamento dello Stato, per una profonda trasformazione dell’assetto della società, per la difesa ed espansione della democrazia: in una parola, come mezzo di giustizia e di liberazione dell’uomo e di tutte le sue energie oggi mortificate, disperse, sprecate». 
Di per sé, solo queste poche righe aiutano a far comprendere l’impressionante attualità di quelle riflessioni. Ma non ancora soddisfatti, ne abbiamo scelto un altro, di passaggio, in tal senso ancora più emblematico: «Per noi l’austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell’individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato. L’austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia; cioè il contrario di tutto ciò che abbiamo conosciuto e pagato finora, e che ci ha portato alla crisi gravissima i cui guasti si accumulano da anni e che oggi sì manifesta in Italia in tutta la sua drammatica portata».
Ecco, pur riconoscendogli l’onestà intellettuale dimostrata (pazienza, se qualcuno non ha gradito questi riferimenti…), oltre naturalmente alla libertà di calibrare la selezione delle citazioni in base al contesto e al contenuto dei propri interventi, fossimo stati al posto del ministro Tremonti parlando di austerità avremmo dedicato qualche attenzione in più anche ad altri pensieri di Enrico Berlinguer in merito. Ci paiono molto più concreti e aderenti alla difficile realtà che siamo costretti a vivere ogni giorno. 

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