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Linfogranuloma venereo, sifilide e candilomi

Linfogranuloma venereo, sifilide e candilomi
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Continua l’excursus del dottore Amuso sulle malattie sessualmente trasmissibili

Linfogranuloma venereo, sifilide e candilomi

Continua l’excursus del dottore Amuso sulle malattie sessualmente trasmissibili

 

 

LINFOGRANULOMA VENEREO

E’ un’infezione provocata da un batterio Chlamydia trachomatis, di fatto una sua variante, provoca una malattia cronica.
Il contagio avviene attraverso qualsiasi lesione della pelle o delle mucose durante il rapporto sessuale.
Si trasmette:
Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale).
Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati.
Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati.
I sintomi:
Primo stadio:
Gonfiore simile a un foruncolo sui genitali.
Questa vescicola si trasforma in una piccola ulcera non dolorosa che scompare velocemente.
Infiammazione delle vie urinarie.
Frequente ulcera anale.
Secondo stadio (da 10 giorni a 6 mesi dopo l’infezione):
Ingrossamento dei linfonodi inguinali.
Dolore all’inguine.
Febbre, malessere generale, tosse, mal di testa.
Le ghiandole possono aprirsi e lasciare uscire il pus.
Se non si cura,si entra nel Terzo Stadio della malattia, in cui ricompaiono le ulcere genitali. Dopo anni si giunge a gonfiore cronico dei genitali e restringimento dell’ano.
La diagnosi, avviene in laboratorio vengono analizzati sangue e liquido che trasuda dalle ulcere.
La cura consiste in cicli ripetuti con antibiotici mirati.

SIFILIDE

E’ una malattia complessa, sia per le vie di trasmissione che per le sue manifestazioni. Queste infatti possono essere molto diverse da persona a persona, e può capitare che alcuni sintomi vengano scambiati per quelli di altre malattie meno gravi, ritardando o sbagliando la cura.
La Sifilide (detta anche Lue) è causata da un batterio, il Treponema Pallidum, presente in tutte le secrezioni corporali delle persone infette e nelle lesioni cutanee, genitali e mucose (anche quella della bocca).
Una volta guariti non si acquisisce immunità nei confronti di successive infezioni: si può infatti essere nuovamente contagiati un numero infinito di volte. A seguito della guarigione, nel sangue rimangono gli anticorpi (che non danno protezione!) per moltissimi anni, spesso per tutta la vita (cicatrice sierologica).
Si trasmette:
Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale).
Con il semplice contatto fra genitali.
Tramite contatto fra genitali e strumenti a uso genitale contaminati.
Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati.
Tramite contatto dei genitali con lesioni cutanee o mucose provocate dalla Sifilide.
Tramite contatto con lesioni cutanee che si manifestano nel corso della malattia.
Tramite passaggio del batterio dalla madre infetta al bambino (Sifilide congenita).

I sintomi caratterizzano delle fasi:
Fase primaria (da 2 a 8 settimane dopo il contagio):
Comparsa di un nodulo, cioè una specie di brufoletto indolore, in corrispondenza del luogo in cui il batterio è penetrato (bocca, lingua, labbra, faringe, scroto, glande, asta del pene, vagina, regione attorno all’ano).

In seguito questo nodulo può trasformarsi in un’ulcera, detta Sifiloma, che non è dolente (a differenza, per esempio, dell’Herpes)
Il Sifiloma può apparire anche sulle mani o in altre parti del corpo. Possono ingrossarsi i linfonodi vicini al Sifiloma.
Fase secondaria (da 3 a 12 settimane dalla comparsa del Sifiloma):
Macchie disseminate sulla pelle del corpo che possono coinvolgere anche mani e piedi (rash cutaneo).
Linfonodi ingrossati in tutto il corpo (circa nel 10% dei casi).
Possibile caduta di peli e unghie.
Formazione di chiazze circolari con un contorno rosso (bocca, palato, faringe, laringe, glande, pene, vulva, canale anale e retto).
Sintomatologia simile a quella influenzale (Febbricola), che però può essere di lieve entità o non esserci del tutto.
Danni a vari organi del corpo (cervello, cuore, soprattutto nei soggetti sieropositivi).
Fase terziaria (da 3 a 10 anni dalla fase secondaria):
Ingenti danni agli organi interni, al cervello, ai nervi, agli occhi, al cuore, ai vasi sanguigni, al fegato, alle ossa e alle articolazioni.

Se non si cura, la Sifilide porta a gravi danni al sistema nervoso, con perdita della capacità di controllare i movimenti muscolari, paralisi, confusione mentale, sviluppo di demenza, cecità, meningite. Infine sopraggiunge la morte.
Si diagnostica, per mezzo di specifici esami di laboratorio in grado di diagnosticare la Sifilide in qualsiasi fase si trovi.

Si cura con la Penicillina e, se la terapia viene effettuata nella maniera corretta, si guarisce completamente. Va ricordato che, una volta guariti, non si diventa immuni a successive infezioni. Questo vuol dire che è sempre possibile ammalarsi di Sifilide.

CONDILOMI

La più frequente patologia a trasmissione sessuale, causata da un virus, il Papilloma Virus (HPV), simile a quello delle verruche che si formano sulla pelle. Questo virus colpisce in maniera indiscriminata uomini e donne, omoessuali ed eterosessuali.
I condilomi, detti anche “Creste di Gallo” sono dei piccoli tumori benigni che possono insediarsi sugli organi genitali (pube, pene, testicoli), all’entrata della vagina e dell’ano, sull’uretra e sul collo dell’utero. Talvolta ne sono colpiti l’inguine e la coscia.
Queste escrescenze (verruche) possono essere piatte o in rilievo, di dimensioni variabili e possono trovarsi isolate o in gruppi.
In alcuni casi i Condilomi possono evolvere verso il cancro dell’utero (nella donna) o dell’ano e del retto (uomo).
La patologia si trasmette:
Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale).
Con il semplice contatto fra genitali.
Tramite contatto diretto con la pelle della persona infetta.
Tramite lo scambio di biancheria intima e di salviette.
Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati.
Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati.
Anche appoggiare semplicemente il pene vicino all’ano di una persona con Condilomi in zona perianale può provocare il contagio.
I sintomi:
Sia nell’uomo che nella donna, si formano escrescenze più o meno grandi in prossimità dei genitali o in zona anale. Queste formazioni possono essere totalmente asintomatiche, possono dare fastidio o provocare dolore. A volte si ha rottura e sanguinamento dei condilomi.
Generalmente i Condilomi sono destinati a crescere nel tempo, fino a diventare un ostacolo per il rapporto: sia dal punto di vista meccanico che per il dolore e il sanguinamento che provocano durante l’atto sessuale.
Se la patologia non viene curata, puo’ portare al cancro. Va però precisato che non tutti i tipi di condiloma evolvono a tumore! Tuttavia è sempre meglio rimuoverli quanto prima, anche per evitare che l’infezione si propaghi ad altre persone.

La diagnosi va fatta dal medico , che sarà in grado di distinguerlo da altre lesioni apparentemente simili (sifilide per esempio). E’ inoltre consigliabile indagare su eventuali infezioni contratte contemporaneamente (Sifilide, HIV, Epatite, eccetera).
La terapia varia a seconda della grandezza delle escrescenze e del distretto corporeo sul quale sono presenti:
Terapia di tipo FISICO: crioterapia (bruciatura con azoto liquido), diatermocoagulazione (bruciatura con calore), laser-terapia, intervento chirurgico;
Terapia di tipo CHIMICO: consiste nell’applicazione di specifici prodotti dermatologici direttamente sulla lesione.
La durata della cura può essere molto lunga ed è necessario avere pazienza, finché il proprio sistema immunitario non riesca a “far piazza pulita” del virus. Infatti non è raro che le escrescenze si riformino.
Inoltre è consigliabile evitare rapporti sessuali per tutto il periodo del trattamento per non diffondere l’infezione.

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