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L’intervento di Domenico Giannetta (FI) sui rifiuti "Sul tema dei rifiuti la Regione vuole provare a salvarsi in calcio d’angolo, ma perde anche questa partita se non ha un minimo di tattica di gioco"

L’intervento di Domenico Giannetta (FI) sui rifiuti "Sul tema dei rifiuti la Regione vuole provare a salvarsi in calcio d’angolo, ma perde anche questa partita se non ha un minimo di tattica di gioco"
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“Sul tema dei rifiuti la Regione vuole provare a salvarsi in calcio d’angolo, ma perde anche questa partita se non ha un minimo di tattica di gioco. Non si può lasciare che anche questo tema, così forte e così sentito, finisca, come gli altri, nella lunga lista delle occasioni mancate. Quando non nella retorica del “è colpa dei comuni che non rispettano gli adempimenti”.
Lo dichiara in una nota il Consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta”.
“Certo, i comuni hanno le proprie responsabilità, ma le soluzioni vanno ricercate con una visione più ampia, rimettendo la palla al centro campo, per restare nell’esempio, uscire dalla difesa e correre in attacco. Serve un tavolo tecnico, magri anche permanente, per individuare le possibili soluzioni a partire dalle migliori esperienze che il nostro contesto ci offre”.
“Come coordinatore regionale dei Fare Ambiente e Assessore alle Attività Produttive della provincia di Reggio – continua Giannetta – ho avuto modo di visitare delle piattaforme di avanguardia a Nord e a Sud e le nostre non avevano nulla da invidiare. E perché – domanda – non ripartire da quello che c’è e rimetterlo in circolo in modo virtuoso?”
“Vorrei ricordare che nella Città Metropolitana di Reggio Calabria, a Palmi, esisteva una realtà che ha fatto scuola in materia di raccolta differenziata, di riciclo e riutilizzo dei materiali. La Radi – illustra Giannetta – già nel ‘92, si occupava della raccolta di vetro e plastica a Reggio e del cartone e della plastica a Palmi, materiali che poi venivano consegnati alle società di recupero. Con il passare del tempo e con il subentrare delle nuove normative e degli obblighi ai comuni, aveva creato un punto presso la propria sede per il riciclo, il recupero e la trasformazione di tutti i materiali differenziati e addirittura da questi creava la materia prima che mandava alle industrie per la realizzazione di manufatti e prodotti.
Era l’unica azienda del Sud Italia – continua – a concretizzare questa forma di recupero in convenzione con i consorzi di filiera. Forniva servizi a tutta la provincia, alla regione e anche al territorio nazionale. Era anche l’unico punto “Corepla” al Sud, per cui riceveva materiali plastici da tutta la Sicilia, per esempio. Nel 2010, in via sperimentale ed in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, ha avviato un processo di trasformazione di materiale plastico in idrocarburo, con l’insediamento di impianti invidiati in tutta Europa”.
“Poi – racconta ancora il consigliere – nel 2013, per delle vicissitudini che hanno colpito la proprietà, l’azienda è stata sottoposta a sequestro facoltativo e affidata dal Tribunale a custodi giudiziari.
In quel momento aveva quasi 120 dipendenti e un fatturato di circa 10 milioni di euro e una crescita media del 20% per cento di fatturato annuo. Da allora però inizia un nuovo percorso che ha lentamente e inesorabilmente condotto alla chiusura dell’impianto e alla perdita del lavoro di tutti i dipendenti”.
“Non solo, tutti i materiali presenti non sono stati smaltiti – continua Giannetta – e quello che era il fiore all’occhiello della sostenibilità si è trasformato in una sorta di “disastro ambientale”. Tanto che all’atto della riconsegna dell’impianto da parte del Tribunale, la proprietà ha deciso di non riprendersi in mano l’azienda ed ha richiesto la rimessa in ordine con relativa bonifica dei siti ancora inquinati”.
“Un tristissimo epilogo per una piattaforma di raccolta dei rifiuti all’avanguardia e innovativa, oggi chiusa, che però – propone Giannetta – potrebbe essere ripristinata, con un adeguato servizio di smaltimento e ripristino degli impianti a tutt’oggi funzionanti. E lo stesso vale per altri impianti insediati in altre aree della Calabria che hanno peculiarità che andrebbero valorizzate”.
“Non possiamo lasciare cattedrali nel deserto, dobbiamo sopperire alla carenza di servizi che hanno messo in crisi il sistema – incalza Giannetta – partiamo con il mappare l’esistente per mettere a sistema le piattaforme, gli impianti, le vecchie e nuove professionalità attraverso l’attivazione di reti territoriali di servizi industriali e sperimentali”.
“Sui rifiuti e sulla sostenibilità ambientale – conclude Giannetta – le soluzioni potrebbero essere meglio ricercate da una organizzazione pubblico/privata, tecnico/politica, un osservatorio permanente, costituita per supportare il decisore politico nelle scelte di indirizzo e nell’adozione di adeguati piani di investimento”.
“Non si può arrivare a fine legislatura, nell’ultima assemblea consiliare, a porre all’ordine del giorno la questione, peraltro più volte rimandata, come se non fosse così importante. Questa continua dilazione dei problemi sembra essere diventato un metodo, ormai consolidato, per non affrontarli, ma questo i cittadini lo hanno compreso molto bene”.

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