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Lite in sala parto, Fazio a Messina: chiedo scusa a famiglia

Lite in sala parto, Fazio a Messina: chiedo scusa a famiglia
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Il ministro della Salute al policlinico per verificare le condizioni della puerpera e del figlio uscito dal coma farmacologico

Lite in sala parto, Fazio a Messina: chiedo scusa a famiglia

Il ministro della Salute al policlinico per verificare le condizioni della puerpera e del figlio uscito dal coma farmacologico

 

(Ansa) MESSINA  – Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, accompagnato dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, è arrivato al policlinico di Messina per verificare le condizioni della puerpera Laura Salpietro, 30 anni, e del figlio uscito dal coma farmacologico indotto dopo due arresti cardiaci.
“Chiedo scusa alla signora e alla famiglia a nome dei medici e della Sanità per quello che è successo, e lo dico da medico”. Ha detto Fazio, dopo aver incontrato Laura Salpietro. “La mia è stata una visita di solidarietà alla signora, al piccolo Antonio e a suo marito – ha aggiunto Fazio -. Ho trovato la signora bene. Ho cercato di darle parole di speranza e soprattutto ho cercato di ribadirle che le istituzioni sono vicine a lei e alla sua famiglia in questo momento”.

“E’ difficile assistere ad una cosa del genere. Io non sono qui per fare indagini né per stabilire dei nessi, che non so quanto siano importanti, queste cose non devono succedere”.Ha affermato il ministro alla Salute. “Se queste cose succedono accadono anche perché avvengono in un humus e in un contesto particolare – ha aggiunto il ministro -, qui stiamo parlando di parti. La media Ocse accettabile di cesarei è di non oltre il 25%. In Italia siamo a una media del 38% ma in regioni come la Lombardia, la Toscana, il Veneto e l’Emilia Romagna, sono sotto il 30%, mentre nel 2009 la Sicilia era al 52% e la Campania oltre al 60%. Devo dire – ha sottolineato Fazio – che in Sicilia l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha emanato dei provvedimenti recenti per ridurre questo fenomeno. La proliferazione dei cesarei può essere anche dovuta a forme di non trasparenza”.

Il ministro parteciperà anche a una riunione della direzione dell’azienda universitaria per valutare se la lite nella sala parto dell’ospedale tra due ginecologi abbia determinato un ritardo nel taglio cesareo come ha denunciato il marito della donna. Sulla vicenda è stata aperta nei giorni un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Messina.

MARITO,VISITA FAZIO?NON SIA PRESA IN GIRO – “E’ una presa in giro all’italiana: da domani si spegnerà l’informazione su questo caso e la vicenda sparirà del tutto”. Lo ha detto Matteo Molonia, marito della puerpera Laura Salpietro ricoverata nel policlinico di Messina assieme al figlio neonato, dopo aver visto arrivare il ministro della salute Ferruccio Fazio all’ingresso del reparto di Ostretricia e Ginecologia del nosocomio. Molonia ha aggiunto che “é però importante che il ministro sia qui”. “Se è arrivato Fazio – ha chiosato Molonia – vuol dire che è successo qualcosa di importante qui dentro, e che il problema non è soltanto il mio”

LA MADRE NON HA ANCORA VISTO SUO FIGLIO – Laura Salpietro non ha ancora potuto vedere il proprio figlio nato quattro giorni fa nella sala parto del policlinico di Messina, dove poco prima due medici avevano litigato tra loro. Lo ha reso noto la cognata della paziente, Cettina Molonia, sottolineando che sono in attesa di conoscere quali siano “i veri danni subiti dal bambino”. “Ieri è stata tolta l’intubazione e respira da solo – ha aggiunto – ma la situazione rimane molto critica perché non sappiamo se ci sono stati danni cerebrali. La verità sul suo stato di salute si scoprirà tra un paio d’anni. Mia cognata il bambino non l’ha ancora visto, fisicamente sta meglio, ma emotivamente…”.

CINQUE GLI INDAGATI – Salgono a cinque gli indagati dalla Procura di Messina che ha aperto un’inchiesta per accertare se la lite nella sala parto del Policlinico abbia ritardato l’intervento cesareo su Laura Salpietro, 30 anni, che subito dopo ha avuto un’emorragia e l’asportazione dell’utero, mentre il figlio ha subito due arresti cardiaci e potrebbe avere avuto danni cerebrali. Oltre ai due ginecologi che hanno litigato e al direttore dell’unità operativa di ostetricia, i carabinieri hanno notificato altri due avvisi di garanzia, probabilmente, agli altri due medici che hanno poi operato la donna. Gli indagati devono rispondere a vario titolo di lesioni personali colpose e omissioni.

Migliorano le condizioni di salute di Laura Salpietro, 30, anni e del figlio Antonio, nato nel Policlinico di Messina durante un diverbio finito alle mani tra due medici in sala parto, che avrebbero litigato su chi doveva fare il taglio cesareo. Sulla vicenda indaga la Procura di Messina ed anche il Policlinico, che ha sospeso i due sanitari, ha aperta un’inchiesta interna, in attesa dell’arrivo degli ispettori dell’assessorato regionale alla Salute.

La donna, alla quale e’ stato asportato l’utero per via di una emorragia subito dopo avere partorito, e’ uscita dalla prognosi riservata. ”Sta meglio – dice il prof. Domenico Granese, direttore dell’unita’ operativa di ostetricia e ginecologia del Policlinico – e nei prossimi giorni sara’ dimessa”.

Migliora anche il piccolo Antonio, venuto alla luce con due arresti cardiaci e un presunto danno cerebrale. I medici di terapia intensiva, dove e’ ricoverato il neonato, spiegano che il bambino respira meglio e che il coma farmacologico, cui e’ stato sottoposto, potrebbe essere tolto in giornata. Sui presunti danni cerebrali i sanitari effettueranno specifici esami.

Matteo Molonia, marito della puerpera, ha denunciato i medici ai carabinieri. Secondo l’uomo, la moglie e il figlio avrebbero subito danni in conseguenza della lite scoppiata tra i medici in sala parto.

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