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Lo “spettacolo bollente” del Consiglio Comunale di Taurianova Siamo su scherzi a parte o a parte gli scherzi un pochino di “vergogna” c’era?

Lo “spettacolo bollente” del Consiglio Comunale di Taurianova Siamo su scherzi a parte o a parte gli scherzi un pochino di “vergogna” c’era?
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Prefazione “I nomi collettivi servono a far confusione. ‘Popolo, pubblico…’. Un bel giorno ti accorgi che siamo noi. Invece, credevi che fossero gli altri”.

“Dove si siede? Si siede qua? Fai spazio Lazzaro…”. Eh no, Daniele Prestileo non siederà tra i banchi dell’opposizione. Semplicemente perché coerenza (questa sconosciuta) vuole, che essendo stato eletto nella coalizione vincente di “Taurianova Cambia” quella della “cumbia di chi cambia” con la lambretta, la poltrona è tra le fila della maggioranza.
Sarebbe stato facile immedesimarsi come una delle Moire, le veggenti mitologiche, ma sarei stato in malafede perché già sapevo. E mentre ho notato grande stupore quando tra livori rancorosi, sangue agli occhi e bava alla bocca, si era in attesa del sangue come nelle arene con i gladiatori, tutti con il pollice in giù per assistere alla “morte” dell’amministrazione Scionti, colpita dalla spada del “cavaliere dell’apocalisse” Prestileo, sapevo che lo spettacolo era molto diverso perché ha prevalso il senso di responsabilità per la città di Taurianova.
Lo sapevo e l’avevo scritto nella “Lanterna” del 9 marzo scorso, “Innanzitutto rettifico il mio pensiero (sbagliato) su Daniele Prestileo perché sono caduto involontariamente nella rete dei pettegolezzi delle “cornacchie da asporto”, che sull’eventualità di un suo ingresso in consiglio comunale avrebbe sfiduciato il sindaco. Non era affatto vero. (…) ci siamo visti e chiesi se fosse vero quanto veniva asserito e lui rispose che non l’avrebbe mai fatto perché onorava il mandato elettorale con il sindaco Scionti, e che il suo dissenso era solo nei riguardi del partito con il quale era stato candidato”. Oggi c’è la conferma di quanto avevo già asserito in quel giorno di metà febbraio, quando si dimise Dario Romeo e sacrificarono inutilmente l’ex vicesindaco Carmela Patrizio. Non c’era necessità perché Prestileo avrebbe retto questa maggioranza targata Fabio Scionti. Fui attaccato (in coro), anche pesantemente e pubblicamente come se fossi un eretico, un millantatore o peggio, un megalomane, da chi forse quella surroga non la voleva, e non si sa per quali motivi. Ma le verità sono figlie del tempo che forte della sua “avidità” sempre vincente, non risparmia nessuno.
Ieri sera è andato in scena uno spettacolo indecoroso, sia per i modi che per la carenza di rispetto del luogo istituzionale qual è un civico consesso. Non sarò tra quelli che per qualche “like” in più getterò benzina sul fuoco, non sarò tra quelli che farà un “cronaca nera e…giudiziaria” di quanto accaduto perché ha ragione il consigliere Stella Morabito, ovvero che con l’avvento di Daniele Prestileo, bisogna ripartire con un alto senso di responsabilità, nella speranza che ci sia un cambio di rotta. Il tutto per il bene di questa città, così vituperata, così martoriata, così indegnamente a volte rappresentata. Mentre qualcuno si è lamentato che non c’è stata una cronaca di quanto accaduto, io credo che forse è meglio così. Perché riportare affermazioni gravissime al limite della querela, insulti e questioni personali che nulla hanno a che vedere con un civico consesso, così come i tafferugli fuori aula, non fanno onore né a chi li ha perpetrati né a chi scrive (me medesimo). E mi auguro che lo stesso numero di persone sarà presente al prossimo consiglio comunale che si terrà a breve e dove non ci sarà nessuna “dipartita” del sindaco, ma una maggioranza (anche allargata che voterà il bilancio in maniera responsabile).
C’è una questione morale da affrontare, e su questo non c’è ombra di dubbio. Io non so, mentre altri ieri sera sì, tante Moire in un unico afflato o meglio come Cassandra ai tempi della presa di Troia, annunciavano a breve catastrofismi giudiziari. C’è un ex consigliere indagato, definito ieri come “anima nera” che si è dimesso, un presidente del consiglio comunale e un sindaco con una richiesta da parte della procura antimafia di valutare un reato di falsa testimonianza, definiti “sodali”. Ma non risultano essere indagati. E poi scusate, sì c’è una questione morale, giusto, va bene. Ma non c’era quella parola definita garantismo scritta nella Costituzione? O siamo al garantismo simile alla morale ad orologeria? Tra questi c’è una vittima qual è il sindaco Scionti che ha subito una minaccia con una bomba che gli ha distrutto l’automobile e fino a pochi giorni fa, per quasi due anni, era sotto scorta. Ma c’è un’altra vittima che sembra che nessuno se ne sta accorgendo ed è la città di Taurianova (sic!). Come se questa maledetta città, dev’essere destinata a morire sotto i colpi dell’indifferenza e dei commissariamenti per mafia. Quando poi alla fine sono stati dei provvedimenti ingiusti per la città e per i cittadini. E si spera che non si ripeta quest’orribile storia. Cerchiamo di capire una cosa che come diceva Longanesi, “Una fila di carrozze è elegante, una fila di Lambrette disturba”. L’eleganza della coscienza e della buona fede sono l’essenza dell’etica. Pino Falleti ha commesso un fatto “appurato” da un nucleo investigativo di sicurezza, se ci dovessero essere dei “sodali”, è giusto che se ne vadano a casa anche loro se sono all’interno delle istituzioni perché la tutela di esse ne va del buon nome della città.
Però, osservando e ascoltando da tempo, non si può sentire (e sembra quasi augurare) un quarto scioglimento per mafia come se fosse un tanto al chilo al mercato settimanale. O una commissione di accesso antimafia da acquistare al più vicino tabacchino. Sembra che quando si pronunciano questi termini, si è tutti esperti di sicurezza fino a immedesimarsi a prefetti. L’applicazione dell’art. 143 del Testo Unico, non è un pacchetto di caramelle per la tosse, eh! O una barretta di cioccolato acquistata dentro un discount a poco prezzo. È una cosa seria (seppur preventiva).
Quali sono i “condizionamenti mafiosi” che quest’amministrazione ha? Chi sa parli, vada in procura oppure chieda un incontro con il prefetto, così ci togliamo il pensiero di torno e sciogliamo per la quarta volta, raggiungendo così il record che hanno quelle zone camorristiche dove lo Stato fa fatica a controllare il territorio. Fatto ciò, saremo più contenti? È un motivo di orgoglio? Chi mi segue sa che sono contrario agli scioglimenti per mafia e che questa legge vetusta e oramai anacronistica va cambiata. Chi mi legge da sempre sa che sono stato tra quelli che ha parlato di “ombra nera” nei due precedenti scioglimenti di questa città e che non sono stato tra quelli che ha festeggiato con lo champagne la caduta del sindaco Domenico Romeo. Qualunque fosse stato il sindaco, la città non meritava l’onta dello scioglimento. E non sono d’accordo con (l’ex amico d’infanzia) Biasi, abbigliamento a parte, quando dice che una “dittatura è necessaria”. Lo diceva pure Longanesi, ma erano altri tempi quando affermò che “Soltanto sotto una dittatura riesco a credere nella democrazia”. E la democrazia vista la libertà di espressione che tutti quanti noi abbiamo, social compresi, abbonda infinitamente, dando anche parola a “legionari”, ma è la democrazia e con tutti i suoi difetti perché sopprimerla dopo che per conquistarla si è sparso tanto sangue italiano?
E mi rivolgo agli avventisti dell’antimafia (a seconda del momento), quando arrivano i commissari in una città sciolta per mafia o per caduta anticipata di un sindaco, nei fatti, non è al contempo un commissariare la democrazia, visto che essa è prerogativa del popolo (quindi nostra) con il voto?

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