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Lo Stato scagiona Francesco D’Agostino da ogni accusa Il 28 febbraio scorso sono state pubblicate le motivazioni dell’assoluzione di uno dei più importanti imprenditori del settore ittico del Mezzogiorno

Lo Stato scagiona Francesco D’Agostino da ogni accusa Il 28 febbraio scorso sono state pubblicate le motivazioni dell’assoluzione di uno dei più importanti imprenditori del settore ittico del Mezzogiorno
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di Luigi Longo

 

Sono state depositate lo scorso 28 febbraio le motivazioni della sentenza che assolve l’imprenditore Francesco D’Agostino dal procedimento penale avviato dopo l’operazione “Alchemia”.

Per il titolare dell’azienda “Stocco&Stocco” di Cittanova, difeso dagli avvocati Giovanni Marafioti e Guido Contestabile, un atto formale che certifica, per l’ennesima volta, la trasparenza di una storia aziendale lunga oltre vent’anni.

D’Agostino, addirittura, è stato assolto utilizzando il 1° comma dell’articolo 530 del Codice di Procedura Penale, che si applica allorquando non si ha neppure il sospetto circa la commissione del reato.

Dopo le significative precisazioni del GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, che già all’alba della vicenda giudiziaria segnalava D’Agostino come estraneo alle accuse mossegli dalla Procura; e dopo il dispositivo depositato dal Riesame reggino, a cui si era appellata la Procura, dove si sottolineava come “gli elementi indiziari rappresentati dalla pubblica accusa non sono assolutamente in grado di fornire in quale modo e in quale tempo la cosca Raso – Gullace – Albanese avrebbe assunto il controllo e la compartecipazione dell’azienda”; ecco le motivazioni del GUP presso il Tribunale di Reggio Calabria, dott.ssa Olga Tarzia, che ristabiliscono la verità sul percorso umano e professionale dell’imprenditore cittanovese.

In particolare, le motivazioni  escludono  chiaramente qualsiasi coinvolgimento di D’Agostino nei fatti contestati. Punto dopo punto, il GUP smonta l’impianto accusatorio, confermando di fatto gli esiti precedenti espressi dal GIP e dal Riesame.

Anzi tutto, le fonti dichiarative vengono ritenute prive di conferma e piuttosto equivoche. Dunque, nessuna prova emerge da intercettazioni o dichiarazioni. In secondo luogo, viene evidenziato un dato importante riguardante la richiesta di stoccafisso in forma gratuita da parte di alcuni soggetti coinvolti nel procedimento.

Scrive il Giudice: “Vale la pena escludere valore significante ai fini della partecipazione all’attività commerciale del gruppo il fatto che in due circostanze sia stato richiesto gratuitamente dello stocco da Raso Mommo e da Giovinazzo Gimmy, sia per la modesta portata della “merce”, sia perché, se l’esercizio commerciale fosse stato riferibile alla famiglia mafiosa, i richiedenti non avrebbero dovuto “ricordare” che si trattava di una fornitura che li riguardava (vai a nome mio)”.

Dunque, le conclusioni: “In mancanza di sintomatici elementi indicativi di un rapporto funzionale alla gestione concreta dell’attività da parte dei coimputati del D’Agostino, dei quali si registra l’assenza in qualunque scelta e strategia imprenditoriale riguardante la ditta Stocco&Stocco, né vi è traccia di acquisizione e/o trasferimento degli utili prodotti nel corso della lunga attività o anche di inserimento di capitali nell’esercizio dell’impresa, la conclusione cui si perviene è l’assoluzione di D’Agostino Francesco per insussistenza del fatto”.

Queste motivazioni, che entrano nel merito della vicenda smontando ogni accusa, non possono che lasciare l’amaro in bocca in un imprenditore che da oltre due decenni crea occupazione in una terra complessa come la Calabria. Dai fatti riscontrati, si evince come l’attività “Stocco&Stocco” sia esempio di trasparenza e correttezza.

A questo punto, una riflessione va fatta a voce alta. Una considerazione che riguarda soprattutto il lavoro dei Magistrati in questo Paese. Quando ci si imbatte in imprenditori che hanno dimostrato di aver costruito un’azienda con sacrificio e impegno, mutuo dopo mutuo, dedicando notte e giorno la propria vita alla propria azienda senza mai prendersi una settimana di vacanza, ecco bisognerebbe prestare maggiore attenzione. Solo chi ci è passato può capire cosa si prova. Il dolore, l’angoscia, la solitudine provocati da accuse infamanti che rischiano di cancellare anni ed anni di grandi successi imprenditoriali.

Discussione (2 commenti)

  1. Francesco'S

    A quandu a quandu carcunu faci carcosa i bonu pe stu paisi abbandunatu, subitu ca ncintra a ndrangheta. Mbidiusi…

  2. Francesca Cosentino

    Sono stata sempre convinta dell’innocenza dell’ onorevole D’Agostino e non avevo torto. Faccio i complimenti per l’’articolo che gli rende giustizia

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