L’Ue bacchettal’Italia, i porti devono pagare le tasse | ApprodoNews
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L’Ue bacchettal’Italia, i porti devono pagare le tasse Un'ammonizione che vale 100 mln di euro. Le conseguenze sarebbero pure per il porto di Gioia Tauro - GUARDA

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La notizia arriva come una doccia fredda per l’Italia. A spedire la missiva è l’Unione europea. Una pesante bacchettata da Bruxelles che vale 100 milioni di euro e rischia di far saltare il cuore del sistema logistico del Paese a partire dai porti. Ad inizio aprile è infatti arrivata al governo italiano una comunicazione della Dg Competition, la divisione della Commissione che si occupa della concorrenza, con la minaccia di un’apertura della procedura di infrazione che rischia di mettere in ginocchio i nostri scali portuali. Nelle tredici pagine, inviate a Roma, si accusano i porti italiani di non aver mai pagato le tasse: la conseguenza, secondo Bruxelles, è aver fatto concorrenza sleale alle altre banchine europee e per lo Stato italiano, aver rinunciato ad una parte di entrate.

Ma i porti italiani dovranno alzare le tasse portuali per far fronte alle richieste dell’Europa. Le concessioni e le autorizzazioni pesano per il 50% dei bilanci delle Authority: è un’operazione che vale 100 milioni di euro, calcolati dalla cifra delle entrate del 2016. Per coprire le minori entrate i porti dovranno alzare le tasse del 30-40%. Certo la mancanza di un governo che alzi la voce contro i burocrati di Bruxelles si sente. Senza esecutivo e con i tempi stretti, il rischio è altissimo: i bilanci delle Authority potrebbero saltare e le tasse, come i futuri canoni concessori, dovranno essere rivisti al rialzo. La decisione della Commissione cancella una parte cruciale della riforma entrata in vigore da poco più di un anno e firmata dal ministro Graziano Delrio, rischiando di far esplodere il sistema portuale italiano.

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