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Mala gestio sanità Calabria, Fil scrive a Ministro della Salute Lettera aperta a Roberto Speranza: "Parlarne non può bastare soprattutto se tutto si riduce in un tentativo di scaricare responsabilità"

Mala gestio sanità Calabria, Fil scrive a Ministro della Salute Lettera aperta a Roberto Speranza: "Parlarne non può bastare soprattutto se tutto si riduce in un tentativo di scaricare responsabilità"
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Riceviamo e pubblichiamo

On.le Sig. Ministro

il dibattito sulla mala gestio della sanità in Calabria e sullo stato di totale abbandono delle strutture e dei servizi nella provincia di Reggio Calabria sembra, finalmente, tornato nell’interesse dei media e della politica: ma parlarne non può bastare, soprattutto se tutto si riduce in un tentativo di scaricare responsabilità.
In tutti questi lunghi anni di battaglie noi siamo stati sempre molto diretti nell’indicare le responsabilità: nessuno può dirsi “immacolato”; ne la politica regionale, rea di non aver saputo scegliere gli uomini giusti per affrontare i problemi, ne la politica nazionale che pure, attraverso la nomina di Commissari straordinari, ha di fatto “governato” la sanità regionale e quella provinciale reggina almeno a partire dal 2010. Risultato: un progressivo “smantellamento” strutturale e uno “svuotamento” di personale che ha portato la situazione al punto di non ritorno in cui ci troviamo.

Siamo stanchi di sentir ripetere sempre il solito “mantra” sulle colpe di chi “c’era prima”: ai cittadini non servono scuse ma servizi e garanzie sulla loro qualità; ai dipendenti servono certezze dei diritti (calpestati da anni) e garanzie sullo svolgimento dei loro compiti. Oggi tutti sembrano prendere coscienza “con stupore” delle gravissime condizioni della sanità calabrese e reggina: che la spesa fosse fuori controllo è cosa nota a tutti dal 2013 (basta pensare ai tanti commissari ad acta nominati dai Prefetti per liquidare spese e competenze); che ci fosse un’emergenza strutturale è stato denunciato da Sindaci e cittadini da anni (anche con manifestazioni e proteste di piazza); che manchi personale medico e infermieristico è cosa riscontrabile giornalmente in tutte le strutture provinciali da chi ha la “sfortuna” di dover ricorrere a cure sanitarie (oltre che denunciato da anni dai sindacati di categoria).

Quindi come si fa a sorprendersi dello stato delle cose in Calabria e a Reggio e provincia in particolare? Tutti sapevano e nessuno ha davvero fatto qualcosa per evitare una “tragedia” ampiamente annunciata. A nulla son valsi i nostri ripetuti richiami, destinati a tutti i livelli di governo della sanità: a nulla i nostri esposti alla Procura e alla Magistratura contabile; a nulla gli incontri coi Prefetti e le denunce pubbliche; a nulla il grido disperato dei cittadini e delle associazioni di cittadini. A questo punto auspichiamo una Sua presa di posizione “ferma”, nel prendere atto di una sorta di emergenza nazionale, che va affrontata con strumenti “straordinari”.
Ma noi non staremo con le mani in mano e non ci arrenderemo di fronte al silenzio di chi non vuol sentire: porteremo il dibattito sulla sanità reggina ad un livello più alto, arrivando, se necessario, a denunciare lo Stato italiano per palese violazione dei diritti umani.

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