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Ministro, lo Stato va rispettato!

Ministro, lo Stato va rispettato!
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Editoriale di Mirella Maria Michienzi

Ministro, lo Stato va rispettato!

Editoriale di Mirella Maria Michienzi

 

 

Gentile Direttore,
con tutto il rispetto per il Ministro per l’integrazione, ripeto con tutto il rispetto, la Kyenge adesso ha proprio esagerato ed è uscita dal seminato. Qualche mese fa, non aveva ancora prestato giuramento ma già prometteva di fare eliminare la legge Bossi-Fini…così con leggerezza, senza cognizione di causa. Oggi proclama che ” la terra non è di nessuno”! Questo discorso mi è sembrato quasi un incitamento alla rivolta contro ogni forma di ordinamento! Tale comportamento da parte di una rappresentante della Stato è molto grave e mi meraviglio che Letta se ne stia zitto e non la convochi per prendere adeguati provvedimenti.
Mi sembra che il ministro Kyenge si sia laureato in Italia ma che non sia riuscito a pervenire né all’idea di Patria e di Nazione e neppure, quel che è peggio, a quella di Stato.
Patria e Nazione nascono da usi, costumi, tradizioni,cultura,lingua,religione che sono ben radicati negli abitanti di un posto e che sfociano in un insieme di sentimenti e di valori. Grazie ad essi moltissimi hanno sacrificato la vita per difendere la Patria e per dare un futuro democratico alle generazioni successive.
Però se i sentimenti e i valori non si possono imporre, il rispetto dello Stato sì ! La legislazione, nata proprio per dare ordine, non può essere messa da parte. C’è l’anagrafe, c’è il comune, c’è la proprietà, c’è il catasto e la conservatoria. Ci sono le scuole, l’esercito, la polizia, i carabinieri, i vigili urbani. Tutto va regolamentato altrimenti sarebbe un caos e la terra di nessuno cadrebbe in mano ai più violenti. Integrare non vuol dire incitare alle rivolte contro l’ordine, integrare prima di tutto vuol dire insegnare il rispetto delle leggi, degli usi e dei costumi del posto in cui si va a stare. Integrare vuol dire insegnare a rispettare i luoghi, le strade, i mezzi pubblici, le ferrovie, i giardini …perché tutto ciò che si vede non è caduto dal cielo come manna ma è frutto di sudato lavoro e di sudate tasse e nessuno ha il diritto né di appropriarsene né di danneggiarlo. Soprattutto integrare vuol dire insegnare a sfruttare le risorse dei propri paesi d’origine, insegnare a lavorare e non pretendere con arroganza che i venditori abusivi si moltiplichino sempre di più a discapito dei negozianti. Integrare vuol dire non fare sorrisini di autocompiacimento sulle belle paroline dette ai migranti ma vuol dire ( e anni che lo ripeto) fare a tutti i costi capire alla Comunità Europea che ha delle responsabilità precise e il fenomeno deve investire i paesi europei in eguale misura.
Propongo una visita della Kyenge alla Merkel, così, sorrisino su sorrisino, può darsi che si capirà, infine, il concetto di Comunità Europea che per ora è stato soltanto focalizzato sullo spread.

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