“No alla chiusura della delegazione di Nicastro. Urge diversa soluzione” | ApprodoNews
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“No alla chiusura della delegazione di Nicastro. Urge diversa soluzione” A dichiararlo è l'ex consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Mimmo Gianturco

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“Sotto i colpi della commissione straordinaria, oltre a impianti sportivi e teatri, è finita la delegazione comunale di Nicastro in piena violazione dello statuto. L’inagibilità è ormai un pretesto dietro al quale nascondere l’incapacità amministrativa. Urge una diversa soluzione temporanea nel centro di Lamezia est. A dichiararlo è l’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia Mimmo Gianturco.

“La commissione straordinaria – afferma Gianturco – continua imperterrita con la logica della chiusura delle strutture pubbliche comunali. Questa volta, sotto i colpi della loro scure, è finita la delegazione comunale di Nicastro, e poco importa se ciò crea nuovi disagi a tutta la cittadinanza residente a Lamezia est, specie a quella più anziana vista anche la scarsa qualità del servizio del trasporto pubblico urbano. Non possiamo più accettare che l’inagibilità delle strutture pubbliche diventi un pretesto per nascondere una palese incapacità amministrativa”.

“Ricordo a tutta la città – continua – che nello statuto comunale elaborato per la nascita di Lamezia Terme, è espresso chiaramente che le delazioni di Nicastro, Sambiase e S. Eufemia, devono rimanere sempre aperte come presidio politico-amministrativo territoriale. Non è di certo notizia degli ultimi giorni che gli uffici comunali si sarebbero svuotati a causa del pensionamento di molti impiegati e dell’impossibilità di fare nuove assunzioni, così come non è notizia di oggi che alcuni uffici sono ubicati in edifici fatiscenti, ma, anziché ragionare sempre e solo sulla chiusura, andrebbero pianificati interventi mirati per rendere agibili gli immobili”.

“Al di là delle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione verso questa decisione – conclude Mimmo Gianturco – per evitare ulteriori disagi a migliaia di cittadini urge individuare una soluzione temporanea presso altri edifici pubblici ubicati nella stessa zona, come ad esempio la Biblioteca comunale, Palazzo Panariti ecc, sempre se non trovino anche qui motivi ostativi per il loro utilizzo, ad oggi sconosciuti”.

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