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Non vogliamo perdere la Scuola di Medicina ed indebolire la sanità catanzarese Riflessione del dirigente medico Benedetto Caroleo

Non vogliamo perdere la Scuola di Medicina ed indebolire la sanità catanzarese Riflessione del dirigente medico Benedetto Caroleo
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Irrompo brevemente nella vostra quiete con una premessa noiosa ma necessaria per indurvi a comprendere cosa conviene fare in un momento così drammatico per la vita del Paese in generale e della Calabria in particolare.
Chi vi scrive nel 1981, dopo il diploma conseguito a Catanzaro, si è iscritto all’Università di Napoli (Medicina con Sede a Catanzaro), si è trasferito nel 1982 all’Università di Reggio Calabria (sede di Catanzaro) dove si è laureato nel 1987 e specializzato una prima volta nel 1992 a Reggio Calabria (sede di Catanzaro); specializzato una seconda volta nel 2005 e diplomato master nel 2008 all’Università di Catanzaro.
Dal 1983 al 2000 prima da praticante, poi da tirocinante, da volontario ed infine da dirigente medico ha continuativamente frequentato l’Ospedale “Pugliese” di Catanzaro; quindi dal 2000 ad oggi è dirigente medico ex primo livello all’AOU di Catanzaro.
La mia vita dimostra che ho creduto nella sanità catanzarese e che ho fatto bene visto che negli anni ho ricoperto e ricopro incarichi regionali e ministeriali di una certa importanza; per questo è molto ricorrente nei miei pensieri il nome della nostra città!
Da figlio di Catanzaro e colto Catanzarese invito tutti voi che leggete a concorrere con intelligenza a perseguire due obiettivi integrati:

1. Salvaguardare la Scuola di Medicina

2. Costituire un’unica grandiosa azienda ospedaliero-universitaria

L’invito scaturisce da un catanzarese con cultura integrata ospedaliero-universitaria catanzarese che vorrebbe terminare la sua carriera da dirigente medico ex primo livello coronando un grande sogno catanzarese!
Vi esorto a metter da parte, per una volta, miopi interessi egoistici che distruggerebbero la più importante ipotesi di crescita futura per questa città. Per il bene della salute di un popolo, gli egoisti diventino altruisti o, se proprio impossibile, si facciano da parte senza costituire ulteriore impedimento.
In questo momento storico più che mai, è necessario non commettere errori strategici che possano avere ricadute fallimentari future sia sull’assistenza che sulla formazione; un esempio su tutti la questione “Edificio C” Policlinico Universitario in contrapposizione a “Villa Bianca”per l’assistenza CoVID
Questione emersa negli ultimi giorni; l’Azienda Ospedaliera Universitaria ha contribuito e sta contribuendo in maniera significativa all’emergenza CoVID affiancando l’ottimo lavoro svolto sin dall’inizio dell’epidemia dall’Azienda Ospedaliera “Pugliese” in un modello di integrazione de facto;
entrambe le Aziende però devono garantire assistenza agli altri pazienti ed inoltre, l’ Azienda Ospedaliera Universitaria deve anche garantire la formazione di studenti e medici in formazione delle diverse branche specialistiche; per evitare l’aggravamento dei pazienti affetti da altre patologie con conseguenze prognostiche sfavorevoli, il calo delle iscrizioni all’Università e il depauperamento della formazione specialistica in corso , la soluzione CoVID a “Villa Bianca” con Direzione Ospedaliera ed Universitaria, è quella più ovvia, meno costosa e punto di partenza del sogno catanzarese, cioè avere un unico polo assistenziale e formativo.
Non voglio assolutamente pensare che si voglia perdere la Scuola di Medicina ed indebolire l’efficace azione della sanità catanzarese!

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