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Olanda e Francia dicono stop ai campionati. E in Italia il caos è sempre più totale Nel Belpaese infuria la polemica tra protocolli sanitari, ipotesi stravaganti e decisioni differite

Olanda e Francia dicono stop ai campionati. E in Italia il caos è sempre più totale Nel Belpaese infuria la polemica tra protocolli sanitari, ipotesi stravaganti e decisioni differite
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DI ANTONIO SPINA

Chi vuole ripartire e chi chiede la conclusione definitiva dei campionati. Come da tradizione, nel nostro meraviglioso paese chiamato Italia, vige il caos più totale. La diatriba tra interessi economici e calcio è più che mai aperta. La voce business potrebbe aver la meglio quando, in realtà, a prevalere dovrebbe essere la tutela della salute, senza se e senza ma. Mentre l’Olanda e la Francia, notizia dell’ultima ora, hanno deciso per lo stop definitivo dei tornei con tanto di incognita circa la partenza della stagione successiva, nel Belpaese la polemica infuria a suon di protocolli sanitari, ipotesi stravaganti e voce dei tifosi che contano quanto il due di picche.
Nella consueta, ormai da quasi due mesi, diretta sui canali Instagram e Facebook del club PianAmaranto è intervenuto il Dott.Mmmo Amuso, in passato responsabile sanitario del Modena calcio e volley femminile, raggiungendo col sestetto rosa traguardi prestigiosi come la vittoria dello scudetto e della Coppa Campioni. Al Dottore è stato chiesto quanto sia rischioso riprendere i campionati.
“ Di fronte ad una epidemia di tipo virale nessuno sa quando finisce, come si evolve, e come si esprime. Quando la pandemia è iniziata si diceva che le prime morti erano causate da polmonite, oggi, in realtà, ciò è provocata da una complicanza cardiologica di tipo vascolare con occlusione dei vasi che non consente al sangue di arrivare agli organi vitali e, di fatto, si muore per questo più facilmente. In circostanze così gravi è quanto mai necessario utilizzare un po’ di buon senso e decidere di bloccare tutto e definitivamente ”. Ancora sull’adozione dei protocolli sanitari con atleti sottoposti a tamponi ogni quattro giorni, allenamenti a porte chiuse e svolti a piccoli gruppi la risposta è categorica: senza dubbio il campionato va bloccato, poi a Settembre/Ottobre, se del caso anche con l’anno nuovo, quando tutto sarà finito si ripartirà e questo a supporto della sicurezza di tutti. Bisogna tenere in considerazione che quando si svolge una partita di calcio ci sono 22 giocatori che vanno in campo, 7/8 seduti in panchina, allenatore, medico, 2 massaggiatori oltre a giornalisti e funzionari vari. E’ evidente che la cosa non è sicura ”.
In caso di nuovi contagi, medici e società andrebbero incontro a conseguenze penali mandando in fumo i passi avanti compiuti finora e rischiando una seconda ondata di casi positivi : riprendere a giocare equivale ad incorrere in rischi altissimi, per cui fermiamo tutto, in serie A non si assegna il titolo, in B salgono le prime due così come retrocedono le ultime due, in serie C vengono promosse le prime tre, dando merito secondo quello è stato il risultato maturato sul campo fino a quando si è potuto giocare regolarmente. E’ inutile nasconderci, il calcio va assolutamente fermato a vantaggio della sicurezza dei calciatori, di chi lavora con i calciatori, dei giornalisti e dei funzionari delle Lega che lavorano con il calcio. Nessuno ha percezione di quello che succede negli ospedali e come si muore di coronavirus. Il problema è serio e non si può allentare la presa perché è nella fase due che il virus mostra la sua faccia più aggressiva.
Sull’utilità dei tamponi per garantire la sicurezza : “ i tamponi non danno certezza assoluta. Ci sono i falsi positivi come i falsi negativi. I test che si fanno adesso non sono definiti oggi ma negli anni ’80 e possono presentare qualche lacuna. La cosa che andava fatta, oltre a rimanere a casa, era quella di fare test a tutti “.
Sui tempi di esaurimento dell’emergenza sanitaria e quanto occorre per la sperimentazione prima e la somministrazione alla popolazione dopo del vaccino: “ non c’è nessuno che lo può dire. L’andamento di una patologia si vede quando i guariti aumentano in maniera evidente, gli infettati diminuiscono e attraverso alcuni farmaci riusciamo a contenere la malattia.Sul vaccino ci vorranno non meno di ventiquattro mesi. Regna tanta confusione tra politici, medici stessi, ci ha colto tutti impreparati. Purtroppo nessuno immaginava una cosa del genere,un virus di un micron di diametro potesse avere tanta virulenza di replicarsi nel nostro organismo. I virus ad rna sono in continuo mutamento, pur facendo un vaccino non è valido per tutti i tipi di coronavirus “.

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