Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Operazione “Alba Rosa”, in libertà Salvatore Pepè Accolta la linea difensiva dell'avvocato Mariangela Borgese

Operazione “Alba Rosa”, in libertà Salvatore Pepè Accolta la linea difensiva dell'avvocato Mariangela Borgese
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Con ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palmi (RC) in data 24/07/2018 nell’operazione c.d. “ Alba Rosa” è stata data esecuzione all’applicazione di misure cautelari in carcere per 10 soggetti tra i quali il Pepè Salvatore per droga, tentata rapina, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma da taglio. L’Avv. Mariangela Borgese difensore di Pepè aveva allora proposto richiesta di riesame ma il Tribunale aveva confermato l’ordinanza del GIP di custodia cautelare in carcere. Avverso tale rigetto il legale ha proposto ricorso per Cassazione deducendo l’omessa motivazione dell’ordinanza sull’attualità delle esigenze cautelari stante che i fatti risalivano al 2016.

Con sentenza n. 18613 del 18 gennaio 2019 la Corte di Cassazione , sezione terza, accogliendo il ricorso dell’avv. Mariangela Borgese,difensore del Pepè ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, rilevando vi fosse una motivazione manifestamente insufficiente in ordine alla sussistenza dell’attualità delle esigenze cautelari e sulla deduzione difensiva sulla necessaria valutazione del tempo decorso, richiamando il significativo precedente delle Sezioni Unite sentenza n. 40538 del 24/09/2009 che ha affermato il principio per il quale il riferimento in ordine al «tempo trascorso dalla commissione del reato» di cui all’art. 292, comma 2, lett. c) cod. proc. pen., impone al giudice di motivare sotto il profilo della valutazione della pericolosità del soggetto in proporzione diretta al tempo intercorrente tra tale momento e la decisione sulla misura cautelare, giacché ad una maggiore distanza temporale dai fatti corrisponde un affievolimento delle esigenze cautelari.

Ove i reati siano risalenti nel tempo rispetto all’adozione della misura, l’attualità può essere desunta anche dalla persistenza di atteggiamenti che siano espressione sintomatica della proclività al delitto o di collegamenti con l’ambiente in cui il fatto illecito contestato è maturato, confermato da ultimo anche con sentenza Cass. Sez. 2, n. 9501 del 23/02/2016. Con ordinanza del 20 maggio 2019 , notificata il 13 giugno 2019, il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, a seguito di articolata discussione dell’avv. Mariangela Borgese , si è conformata alla sentenza della Cassazione, ed ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere disponendo l’immediata liberazione del Pepè Salvatore.

Partecipa alla discussione