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Operazione Genesi, il giudice Petrini tira in ballo il sindaco di Rende, Manna, “ha pagato per far uscire dal carcere il boss Patitucci” Sono molte le dichiarazioni poi ritrattate dal giudice della Corte d'Appello di Catanzaro, dopo la prima collaborazione, Petrini torna a parlare con i magistrati di Salerno, tra conferme e smentite

Operazione Genesi, il giudice Petrini tira in ballo il sindaco di Rende, Manna, “ha pagato per far uscire dal carcere il boss Patitucci” Sono molte le dichiarazioni poi ritrattate dal giudice della Corte d'Appello di Catanzaro, dopo la prima collaborazione, Petrini torna a parlare con i magistrati di Salerno, tra conferme e smentite
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Il giudice della Corte d’Appello coinvolto nell’inchiesta “Genesi” Marco Petrini, dopo lunghi interrogatori avut in passato con i magistrati di Salerno, titolari dell’inchiesta, accusando alcuni suoi colleghi e avvocati come il giudice Fabrizio Cosentino e Domenico Commodaro, lo scorso 17 aprile di tornare su dei fatti i quali tirano in ballo l’avvocato e sindaco di Rende, Marcello Manna.
Secondo una prima versione, oggi smentta completamente dallo stesso Petrini, l’avvocato Luigi Gullo e l’avvocato Salvatore Staiano in merito al processo sull’omicidio di Luca Bruni avrebbero avvicinato per la richiesta di ricusazione di un presidente della sezione penale del Tribunale di Catanzaro, ovvero il giudice Fabrizio Cosentino il quale da quello che ha raccontato da Petrini farebbe parte della sua stessa loggia massonica. Ma, proprio il 17 aprile il giudice Petrini in merito a questa vicenda ritratta tutto dicendo, “Non rappresentai ai componenti del collegio la proposta corruttiva che mi era stata fatta (…) Escludo che il dottor Cosentino fosse parte dell’accordo corruttivo. Prendo atto di aver reso dichiarazioni contrarie il 25 febbraio 2020. Mi sento di escludere tale circostanza e comunque, ribadisco che egli nulla seppe della proposta che mi era stata rivolta dall’avvocato Manna e che non fu invitato in alcun modo a partecipare alla spartizione della somma che avevo ricevuto. Non ho mai informato il dottor Cosentino di proposte o dazioni corruttive in mio favore né, per quanto mi risulta, egli ha mai ricevuto proposte o offerte di analogo tenore”. Stessa dichiarazione, quasi simile in merito al giudice Domenico Commodaro, che insieme a Cosentino formava il collegio che lui presiedeva, “Anche per quanto riguarda il dottor Commodaro, posso escludere di averlo mai messo a parte di accordi corruttivi intervenuti tra me e terze persone, né ho mai impropriamente sollecitato lo stesso al ne di condizionare o indirizzare l’esito di procedimenti penali”.
Occorre porre in evidenza che al momento nessuno risulta indagato. Né tra giudici, né tra avvocati.
Nei rapporti con l’avvocato Manna, Petrini spiega di essere stato lui a proporre “di darmi una somma di denaro”. Il primo contato sarebbe avvenuto prima del processo contro Patitucci. “Il fatto avvenne nel 2018-2019 allorquando, come presidente della sezione Misure di Prevenzione della Corte di Appello, mi trovavo a trattare un procedimento che riguardava tale Antonio loele + terzi interessati. Si trattava di un soggetto già condannato per bancarotta, nei confronti del quale era stata avanzata una proposta di misura di prevenzione patrimoniale che si era conclusa con la confisca di alcun beni in primo grado. In occasione della trattazione dell’appello il Manna venne a parlarmi rappresentandomi che la questione era molto delicata e sollecitando la mia attenzione. Io gli risposi che sarei stato disponibile ad accogliere l’appello dietro versamento di ima somma di denaro. Il Manna non ebbe reazioni particolari alla mia proposta e si dichiarò disposto ad accontentarmi. Nella circostanza egli dichiarò che avrebbe potuto versarmi la somma di euro 2.500”.
Quanto al pagamento chiarisce di essere stato “retribuito successivamente alla adozione della decisione. La somma di denaro mi venne consegnata qualche giorno prima della dazione che si riferiva al processo Patitucci. Preciso, circa una ventina di giorni prima”.

Arriva puntuale la smentita del sindaco di Rende Marcello Manna
“Apprendo da organi di stampa che il giudice Marco Petrini avrebbe reso una serie di interrogatori ai magistrati di Salerno che indagano sui fatti per i quali l’ex Presidente della Corte di Assise di Appello di Catanzaro è stato tratto in arresto. In taluni di questi interrogatori avrebbe fatto riferimento alla mia persona, peraltro affermando circostanze che in seguito sarebbero state smentite così offrendo versioni contrastanti e fuorvianti”.
Aggiunge lo stesso Manna che, “Mi preme precisare che non ho ricevuto né un avviso di garanzia né qualsiasi altra comunicazione ufficiale da parte dell’Ufficio di Procura che si sta occupando del procedimento. Essendo completamente estraneo ai fatti riportati nella stampa locale ho, peraltro, già avanzato richiesta di essere sentito dai magistrati titolari dell’inchiesta per poter chiarire la mia posizione”.

(GiLar)

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