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Operazione “Terramara Closed”, continua il calvario di Rosa Zagari. Vane tutte le richieste di cura della lesione alle vertebre Un caso emblematico che non può che scuotere le coscienze di molti sulle cure praticate all’interno del carcere e, in genere, sul rispetto della dignità del carcerato

Operazione “Terramara Closed”, continua il calvario di Rosa Zagari. Vane tutte le richieste di cura della lesione alle vertebre Un caso emblematico che non può che scuotere le coscienze di molti sulle cure praticate all’interno del carcere e, in genere, sul rispetto della dignità del carcerato
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Affinché la pena non si risolva in un trattamento inumano e degradante, nel rispetto dei principi Costituzionali e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, anche all’interno del carcere devono essere garantiti i diritti alla dignità ed alla salute.
Da anni si sospetta che questi diritti hanno una compressione dovuta alla condizione del detenuto, alla burocrazia spesso inutile e le ragioni di sicurezza che rallentano, anche quando non è necessario, gli accertamenti sanitari, i controlli e persino l’assunzione dei farmaci.
L’ Associazione Yairaiha Onlus ha recentemente denunciato alle massime autorità dello Stato Italiano la condizione di una detenuta che, da quasi un anno, in seguito ad una caduta occorsa in carcere – che ha comportato la lesione di due vertebre L3 e L2 della colonna vertebrale – è incapace di attendere alle più elementari esigenze di vita nonostante il suo avvocato ha più volte sollecitato le cure ed ha nominato ben due consulenti esterni che hanno indicato delle terapie a cui l’amministrazione penitenziaria non ha ottemperato.

Al Ministro della Giustizia
Alfonso Bonafede

Al capo del DAP
Franco Basentini

Al Garante Nazionale
Mauro Palma

Al Magistrato di Sorveglianza di Messina

Al Garante della Regione Sicilia
dott. Fiandaca

Al Presidente della Camera
Roberto Fico

All’on. Anna Laura Orrico

Al Comitato europeo per la prevenzione della tortura

Al presidente del CPT – Mykola Gnatovskyy
Alla Vice presidente del CPT – Therese Maria Rytter

Oggetto: gravissime condizioni di salute e mancanza di cure adeguate per la sig. Rosa Zagari detenuta nel carcere di Messina

Egregi signori,
nei mesi scorsi abbiamo più volte sollecitato interventi adeguati in merito alle condizioni di salute della sig.ra Rosa Zagari, denunciando l’approssimatività delle cure che la stessa stava e sta ricevendo.
I familiari e il suo avvocato, Antonino Napoli, ci fanno sapere che la situazione, ad oggi, non è cambiata. Inoltre, lo scorso 16 gennaio, dopo aver effettuato colloquio con la sorella, rientrando in sezione, perdeva l’equilibrio accasciandosi a terra; gli agenti in servizio sollecitarono l’intervento del medico e questi invitata la signora Zagari a “smetterla di fingere” disponendo che la stessa venisse messa in un ripostiglio per riposarsi! Solo l’intervento degli agenti e delle altre detenute ha impedito che ciò avvenisse facendosi letteralmente carico di riaccompagnarla in sezione prendendo la signora Zagari in braccio.
Nel mese di luglio inviammo l’accorata lettera della madre nella quale annunciava che si sarebbe lasciata morire: detto fatto, la signora è venuta a mancare lo scorso 4 gennaio, dopo due mesi in coma, e la salma non è ancora stata tumulata in attesa che i figli detenuti vengano autorizzati all’estremo saluto.
A fine dicembre Rosita Zagari è stata visitata da un neurologo di fiducia, il dott. Burzomati, il quale ha richiesto alcuni esami strumentali specifici, ed una visita fisiatrica, per stabilire le effettive condizioni fisiche e motorie attuali, eventuali altre lesioni ed eventuali danni irreversibili. Ad oggi, nonostante il sollecito dell’avv. Napoli del 3 gennaio sulle richieste mediche, tutto tace. È questa la giustizia? È questo il rispetto della Costituzione?
Si invitano le SS.LL. a voler intervenire, ognuno per le proprie competenze, affinché la sig.ra Zagari possa essere debitamente curata.
Si allegano istanza legale e prescrizioni mediche.
Con osservanza
Associazione Yairaiha Onlus
Cosenza, 19 gennaio 2020

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