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Ospedale della Piana: “Infrastrutture lombarde, un aggravio di costi?”

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“Trecento posti letto non sono sufficienti alle esigenze di salute della Piana di Gioia Tauro”

Ospedale della Piana: “Infrastrutture lombarde, un aggravio di costi?”

 

“Trecento posti letto non sono sufficienti alle esigenze di salute della Piana di Gioia Tauro”

 

In  questi giorni l’ipotesi di costruzione dell’Ospedale della Piana è stata supportata da molte dichiarazioni e dal  sopralluogo di “infrastrutture lombarde” che sono serviti ad accendere le aspettative di molti. Anche noi, che da anni auspichiamo la cantierizzazione dell’opera, vogliamo essere ottimisti sull’ipotesi che finalmente qualcosa si possa  muovere sul futuro della sanità nella Piana. Non capiamo però, forse per nostri limiti,  il metodo e l’iter che si intende attuare per i lavori di costruzione del nosocomio. Da ciò che  appare non si capisce, fino in fondo, il ruolo della società infrastrutture lombarde che da notizie, facilmente reperibili sul Web, risulta essere una società di capitali interamente partecipata da Regione Lombardia che fornisce supporto tecnico, non a titolo gratuito, per la realizzazione di opere infrastrutturali. Ci pare questa una sorta di spoliazione delle capacità e delle  competenze tecniche già in essere nelle istituzioni  e nella stessa Regione Calabria. Non si coglie il senso di una scelta che comporterà una spesa aggiuntiva. Ci chiediamo, inoltre, se non sarebbe stato più facile affidare il compito alla struttura tecnica regionale e l’iter di appalto alla Stazione Unica che è la massima garanzia di trasparenza e legalità. Sempre sul web sono diverse le notizie di stampa, in riferimento all’attività di Infrastrutture lombarde, che raffreddano il nostro entusiasmo sulle modalità di avvio e sulla  costruzione dell’Ospedale. Le scelte importanti, come quelle della costruzione di infrastrutture sanitarie che guardino al futuro della salute di tutti, non si possono affrontare mutuando semplicemente  modelli di altre regioni. Soprattutto quando regioni come la Lombardia hanno sbandierato la loro efficienza per effetto di  scelte che hanno reso il pubblico subalterno al privato, hanno effettuato tagli ai danni dei cittadini  facendo ricadere i costi sempre più sui deboli. Ancora una volta il Presidente Scopelliti delega, invece di venire sul  territorio a condividere con  i Sindaci, una scelta così importante e decisiva per la Piana. Vogliamo essere ottimisti e rinnoviamo l’invito ad un confronto vero, non solo formale, con  i sindaci e le parti sociali del territorio. Del resto, sotto il profilo della funzionalità e della qualità che riuscirà ad esprimere  il nosocomio, ci rimangono molte perplessità. Non è un caso che il numero dei posti letto previsti, trecento, sono di gran lunga inferiori a quelli necessari al territorio e abbondantemente al di sotto dei parametri  contenuti  nel patto nazionale della salute 2010-12 .E non è un caso che non si ha ancora un idea chiara sulla mappa dei servizi sanitari che la regione intende offrire ai cittadini della Piana. Ormai è da troppo tempo  che assistiamo a promesse ed operazioni mediatiche di sorta, vorremmo davvero essere smentiti.La preoccupazione riguarda  le chiusure  annunciate ed il rischio che il ritardo delle soluzioni non verrà colmato da scelte che, ad oggi, non sembrano nè funzionali nè sufficienti ai bisogni di salute dei cittadini della Piana. L’unica certezza è che ogni giorno, pure per una banale intervento chirurgico, il cittadino della Piana è costretto a scappare dal territorio”.

Giuseppe Gentile e Antonino Calogero (CGIL)

 

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