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Perché con alcuni funziona e con altri no?

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Il nostro coach alle prese con i complicati rapporti umani, d’amore o d’amicizia che siano

Perché con alcuni funziona e con altri no?

Il nostro coach alle prese con i complicati rapporti umani, d’amore o d’amicizia che siano

 

 

Che ci crediate o no, continuiamo ad incontrare sul nostro cammino, persone che rispecchiano il nostro “stato di coscienza” e che in un modo o in un altro, hanno pertinenza con ciò che abbiamo scelto di sperimentare in quel preciso periodo della nostra vita. Troviamo in loro tante analogie, punti in comune, interessi, passioni, modi di pensare simili ai nostri o in ogni caso abbiamo casualmente a che fare con gente disposta a darci una mano per risolvere o comprendere quella determinata situazione, sia essa di vitale importanza o informazioni semplici, a volte anche banali, ma che effettivamente, ci tornano utili. Può essere anche qualcuno che semplicemente spunta all’improvviso e ci da quell’indicazione precisa per raggiungere il luogo di un nostro appuntamento in perfetto orario, quando ormai ne avevamo perso le speranze.
Con queste persone, spesso si crea quell’empatia in maniera naturale e ci comportiamo, come se ci conoscessimo da sempre, anche se a volte il nostro rapporto durerà solo pochi secondi.
Esempi di questo tipo, sono sicuro che ve ne ricorderete parecchi. Oppure rammentate di circostanze che se non ci fossero stati rocamboleschi susseguirsi di eventi, siamo sicuri che non sarebbero mai potute accadere. Combinazioni talmente complicate a volte, che se provassimo a comprenderne le meccaniche di come possono essersi verificate, rischieremmo di mandare il cervello in tilt.

E’ risaputo che “chi si somiglia si piglia” ma a volte, capita che ci “pigliamo” con altri esseri umani che a pensarci bene non centrano nulla con noi, non abbiamo niente in comune.
Nessuna similitudine emozionale intendo dire, solo analogie del tipo: siamo cresciuti nello stesso ambiente, professiamo la stessa religione o facciamo lo stesso lavoro o cose di questo genere ma per il resto, siamo totalmente differenti, viaggiamo su altri binari. Forse, visto che i nostri modi di essere e di pensare spesso li abbiamo ereditati, può darsi che siamo ancora vincolati emotivamente da antiche credenze tramandate che vedevano per esempio matrimoni fra appartenenti allo stesso ceto, rapporti di amicizia fra coscritti o pari grado, campanilismi tra paesi o città vicine e quant’altro. Resta il fatto che studiando la storia, si nota che non sempre chi si è lasciato guidare da queste regole o abbia usato questi costumi che a volte erano solo dei meri rituali, abbia ottenuto risultati soddisfacenti.
Infatti, in molti dei casi sopraccitati, i fallimenti e le tragedie, sono stati spesso all’ordine del giorno, solo che a differenza di come si sarebbe agito nella nostra epoca, dove tutte le notizie ormai vengono palesate senza problemi, queste sono solo state gestite in maniera un po più discreta o a volte anche drasticamente secretate.

Tutti questi avvenimenti succedono perché gli esseri umani, anche se si danno delle regole, non sono statici come gli oggetti ma sono dinamici e sempre in evoluzione, quindi si lasciano incuriosire e acquisiscono chi più e chi meno, nuove informazioni continuamente. Queste nuove conoscenze, da sempre, non hanno fatto altro che proiettare le menti verso nuovi “livelli di coscienza”, quindi hanno stimolato gli uomini a fare nuove esperienze e ad assumere nuovi atteggiamenti.
Succede questo anche a coloro che ai nostri occhi, sembrano avere una vita piatta, si dimostrano apatici o vivono come se non avessero alcuno stimolo, alcun’interesse a gestire gli eventi e quindi lasciano che siano loro, gli eventi stessi, ad avere la meglio, ma vi posso assicurare che anche questo è uno stile di vita. Ognuno scegliamo il nostro, quindi asteniamoci ancora una volta dal giudizio.

Per riuscire a dare una spiegazione di come si sviluppano determinate meccaniche, che rendono possibili i collegamenti tra esseri viventi, sconosciuti prima di quel determinato momento, un grande ricercatore e scrittore americano, ci ha proposto la sua suggestiva teoria che io non ho potuto fare a meno di farla mia, visto che ne sono rimasto affascinato e totalmente soddisfatto.
Infatti, dopo averla metabolizzata, non mi sono posto più domande sul perché si ha a che fare con determinate persone piuttosto che con altre. L’ho finalmente compreso!

In realtà, stando agli studi del nostro pluriblasonato ricercatore-formatore, condotti in tema di relazioni umane, svolti principalmente su testi antichissimi, che si rifanno a Leggi Universali, Scuole Esoteriche o Testi Sacri, dove si è semplicemente tramandata l’informazione fondamentale che la materia è formata da energia, (per la religione cattolica, siamo stati generati dalla stessa sostanza del Padre) e che nell’universo nulla è scollegato, non c’è individualismo, ma al contrario ogni cosa è in relazione con l’altra e si posiziona al proprio livello di coscienza senza precludere eventuali passaggi da un livello all’altro.

Per poter spiegare brevemente questo principio durante una consulenza ad una persona che mi ha conosciuto tramite la mia rubrica on line, ho usato una metafora, per non cadere in discorsi tecnici troppo complicati e risultare noioso e magari inascoltabile.

Mi disse che ultimamente stava facendo un pò fatica a relazionarsi con le persone e specialmente con l’altro sesso. Tutti gli approcci degli ultimi tempi, si rivelavano “sbagliati”. Per lei, gli altri erano diventati insensibili, tutti volevano approfittare della situazione, curavano ognuno i propri interessi e non permettevano a nessuno di entrare nella loro sfera personale.
E’ inutile che vi chieda chi effettivamente fosse “sbagliata” (se mai esistono le persone giuste o sbagliate) e chi fosse diventata insensibile, ermetica e curasse solo i propri interessi! Ed è inutile che vi ribadisca il concetto che cerchiamo e troviamo sul nostro percorso, chi è simile a noi!

Le ho riassunto quindi questa teoria, ribadendole che a me ha fatto cambiare idea in tema di rapporti umani, dicendole semplicemente che gli esseri viventi siamo tutti formati da energia materializzata, connessi l’uno all’altro da una miriade di fili elettrici immaginari e che questi fili sono disposti al di sopra delle nostre teste creando una sorta di rete. In questi intrecci di cavi astratti, scorre l’energia alle diverse frequenze e viene quindi canalizzata in base alla potenza.
Hanno spessori diversi per poter sopportare carichi energetici differenti, ma attenzione…ognuno lo trasporta in base alla propria resistenza. Spesso si adeguano a sovraccarichi ma questi devono durare brevi periodi. Ogni essere, che ha raggiunto un livello di pensiero qualsiasi, si relaziona con altri simili che incontra nel suo stesso canale. Se vuole avere a che fare con altre tipologie di individui, può spostarsi su gli altri circuiti ma prima di farlo, deve adeguare la potenza della sua energia, a quella che può sopportare il cavo che si è scelto di percorrere. Fatto questo, si allaccia con altri che viaggiano a quel diverso livello. Ciò avviene in maniera naturale se l’adeguamento al carico energetico del nuovo arrivato avviene velocemente. Se non si conformerà in maniera repentina al nuovo stadio, il canale stesso lo manderà in cortocircuito.

In fisica, esistono le diverse cariche energetiche che partono dalla più bassa alla più alta. Quando si parla di esseri viventi invece, non si possono fare differenze di sorta perché non esiste ne un livello più alto, ne uno più basso ma solo il livello personale che ognuno ha “scelto” di sperimentare consapevolmente. Purtroppo in molti casi la scelta può anche essere stata effettuata inconsapevolmente oppure si tratta di un ripiego o si è ereditata quella forma-pensiero come dicevamo appunto prima.
Possiamo paragonare pertanto, i fallimenti, le insoddisfazioni, le delusioni o i guai che accadono nelle nostre vite in tema di rapporti umani, ai “cortocircuiti” che scattano quando non si ha la consapevolezza del proprio livello energetico e ci si sposta su di un altro di differente frequenza rimanendone scossi o addirittura folgorati. Non bisogna infatti essere elettricisti esperti per capire che se proviamo ad accendere una lampadina che funziona a 12 volt con la corrente a 220 volt, questa avrà un attimo di luminosità di gran lunga più intenso ma ne seguirà lo scoppio inevitabile per il sovraccarico energetico. Esistono comunque i metodi, per raggiungere la consapevolezza e quindi la capacità di riuscire a spostarsi su quale livello vogliamo sperimentare, senza mandare in corto l’intero sistema e avremo quindi la possibilità di scelta su quale livello energetico si voglia “scorrere” in ogni momento della nostra vita. Una volta appresi, la nostra esistenza prende altri risvolti ed assume finalmente altri aspetti. Chi raggiunge tali consapevolezze, si troverà a viaggiare a tutte le dimensioni e a tutti i livelli di pensiero esistenti.
Al contrario di ciò che si pensa, perché tutto questo sia possibile, non bisognerà imparare nulla ma sarà opportuno incominciare a disimparare molte cose che ci sono state propinate e che non ci appartengono personalmente. Bisogna divincolarsi da paure e credenze limitanti ereditate che ci trattengono ancorati ad un unico livello di coscienza, prima che diventi per noi, quello definitivo. Abbiamo dimenticato o ce l’hanno fatta dimenticare la nostra vera natura e da dove proveniamo, convincendoci che siamo nati con un destino già preconfezionato per noi e che una vita incominciata eventualmente male, potrà finire soltanto peggio, fatta eccezione per i pochi eletti. Tutti abbiamo le stesse possibilità, non dimentichiamocelo! La vita di tutti gli esseri viventi del pianeta, fluisce su questi “fili”. Chiunque può scegliere di spostarsi da un filo all’altro, da un canale all’altro, da un livello all’altro tutte le volte che lo desidera.

Perché mi rifaccio a questo argomento? Perché ne conosco molti che tendono a rimanere incastrati nelle situazioni di vita già preparate ad hoc per loro dalle loro credenze, delle loro culture, dai loro familiari e da tutto ciò che li circonda. Li riconosco facilmente, perché anche io ho vissuto le stesse esperienze. E’ stato difficile rimuovere molte delle mie credenze che mi tenevano bloccato a quell’unico livello di pensiero e mi nascondevano l’esistenza di tutti gli altri. Anch’io credevo che per me c’era solo quello e non potevo attingere ad altro. La mia fortuna è stata sempre quella di essere curioso e di dire “si” a ciò che di differente si è presentato nella mia vita, senza escludere alcuna esperienza che reputavo adatta alla mia persona, e scegliere di andare avanti solo dopo averne testato personalmente il suo potenziale o l’opportunità che portava con se. Sia chiaro che la “scossa”, l’ho presa pure io un sacco di volte prima di acquisire un pò di dimestichezza con i circuiti ma comunque, non ho mai detto “non mi piace” senza prima assaggiare!

Come per tutte le discipline, anche imparare a disimparare richiede studio e impegno. Una certa “predisposizione innata” comunque agevola parecchio, è inutile che io lo precisi.
La cosa più difficile che possa presentarsi, quando si decide di provare è: credere che ciò sia possibile e che i processi che ho descritto funzionano. Bisogna avere fiducia prima di tutto su chi come me, li ha testati personalmente ed esibisce eventualmente i risultati ottenuti, dopodichè bisogna averne tanta in se stessi. Io personalmente ne ho avuta tanta sia in me stesso che negli altri.
Sappiate che la fiducia che riponiamo nelle persone che vi dimostrano che potete “averne in loro”, è pari a quanta ne confidiamo in noi stessi, quando abbiamo bisogno di “averne in noi “!
E’ difficile, lo so ma…l’importante è che ciò non sia impossibile! Tutto s’impara!
E’ principalmente la mancanza di fiducia che blocca i nostri spostamenti tra i differenti livelli di coscienza, quindi molte volte è questo che non ci permette di intraprendere nessun percorso verso la felicità. Se non ci fidiamo, ed incominciamo a fare nostri questi semplici teoremi che non sono stati inventati ieri ma nascono con la creazione dell’universo, non potremo mai aspirare a dare vita a rapporti e relazioni con altri esseri viventi che vivono nei diversi livelli di pensiero e farlo con naturalezza. Ripiegheremo quindi nello stesso stadio, avremo sempre a che fare con le stesse tipologie di persone, faremo sempre gli stessi errori e vivremo sempre con il rischio di fare cortocircuito in ogni momento delle nostre giornate ad ogni incontro fortuito con chi viaggia a frequenze differenti dalle nostre e inconsapevolmente tocca il nostro “filo”.

Vi ringrazio
Domenico Versace

Althea Pubblicazioni & Pubbliche Relazioni

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