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Porto Gioia, Cecilia Battistello: “Sarei pronta ad accordarmi anche con la ‘ndrangheta per far crescere la produttivita”

Porto Gioia, Cecilia Battistello: “Sarei pronta ad accordarmi anche con la ‘ndrangheta per far crescere la produttivita”
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Anche si tratta di un paradosso, la dichiarazione del presidente Contship Italia, cui fa capo la Medcenter che controlla lo scalo gioiese, ci lascia esterefatti

Porto Gioia, Cecilia Battistello: “Sarei pronta ad accordarmi anche con la ‘ndrangheta per far crescere la produttivita”

Anche si tratta di un paradosso, la dichiarazione del presidente Contship Italia, cui fa capo la Medcenter che controlla lo scalo gioiese, ci lascia esterefatti 

 

 

GIOIA TAURO – ‘Assurdo per assurdo dico che sarei pronta ad accordarmi anche con la ‘ndrangheta per fare crescere la produttivita’ a Gioia Tauro”. A qualche giorno dalla presa di posizione  di Gianluigi Aponte, presidente di Msc, e’ Cecilia Battistello, presidente di Contship Italia, cui fa capo la Medcenter che controlla lo scalo, intervistata dalla Stampa, a rincarare la dose nel denunciare i rischi che pesano sul futuro del terminal calabrese. Di un presunto ”patto con le cosche” da parte di Angelo Ravano, l’artefice dell’iniziativa imprenditoriale, per rendere possibile la realizzazione del terminal calabrese in una terra dominata dalla ‘ndrangheta, del resto si e’ sempre parlato. ”Ravano – aggiunge Battistello – e’ morto due anni prima che partisse il terminal. L’unica che avrebbe potuto fare un accordo con la mafia sono io, e non l’ho fatto. La Commissione antimafia ha le prove del contrario? No. E allora basta. Basta con le voci, i telefoni intercettati…”. Battistello, soprannominata ”lady shipping”, ha le idee molto chiare. ”Io ho creduto in questo terminal e ci credo ancora. Ma non posso continuare a perdere 10,5 milioni di euro l’anno come e’ stato nel 2009 e nel 2010: e’ piu’ di quanto guadagniamo complessivamente con tutti gli altri terminal. Ho degli azionisti a cui rispondere”. A pesare sulle sorti di Gioia Tauro e’ la perdita di competitivita’ nei confronti dei nuovi scali concorrenti, in particolare Port Said, in Egitto. ”Ha ragione Marchionne – dice Battistello – se non sei competitivo non vai da nessuna parte. Gioia movimenta 21-23 container l’ora, contro i 30 di Port Said. Saliamo a 30, dico ai sindacati, un livello di produttivita’ realistico e io sono disposta a dare incentivi al personale”. Sull’assenteismo,lamenta, ”e’ al 14% di media con punte estive del 17% quando gli operai vanno al mare”. Aumentare la produttivita’ e abbattere l’assenteismo: ”l’alternativa non c’e’ – conclude – salvo quella di chiudere e mandare tutti a casa”. (ANSA).

 

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