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Processo breve, l’Anm attacca Alfano

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Dura presa di posizione dei magistrati dopo l’intervista nella quale il Guardasigilli ribadiva la necessità di approvare velocemente il ddl: “I tribunali sono al collasso, i procuratori oggetto di violenze, e l’esecutivo pensa a provvedimenti inutili”. Il ministro: “L’Anm difende la casta”

Processo breve, l’Anm attacca Alfano Bocchino: “Come convincerà il Colle?”

Dura presa di posizione dei magistrati dopo l’intervista nella quale il Guardasigilli ribadiva la necessità di approvare velocemente il ddl: “I tribunali sono al collasso, i procuratori oggetto di violenze, e l’esecutivo pensa a provvedimenti inutili”. Il ministro: “L’Anm difende la casta”.

 

ROMA – “E’ grave e non più tollerabile che in un momento nel quale la giustizia è al collasso e si verificano allarmanti episodi di violenza e minacce si continui a perdere tempo con disegni di legge come quello sul processo breve che nulla ha a che vedere con l’esigenza di affrontare le vere priorità del sistema giustizia e con l’urgenza di contrastare più efficacemente la criminalità organizzata”. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, risponde così al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che in un’intervista al Corriere della Sera aveva parlato della necessità di arrivare ad un rapida approvazione del testo sul processo breve. Questa mattina il ministro aveva indicato il processo breve, fermo da sette mesi, come una delle cinque priorità programmatiche su cui sondare la tenuta della maggioranza, a cominciare dai finiani del Fli.

Ma il capogruppo del Fli alla Camera, Italo Bocchino, non ci sta e precisa che prima il ministro della Giustizia dovrà superare le perplessità del Colle. “Furono Berlusconi e Fini insieme a valutare che fosse meglio fermarsi sul processo breve a causa delle perplessità venute dal Quirinale. Noi siamo disponibili a discutere, ma il ministro Alfano ci spieghi come intende superare quelle perplessità”. Perplessità che, come sottolinea Bocchino, sono alla base dello stop del provvedimento alla Camera, dopo il via libera del Senato.

“Il governo – sottolinea Palamara – non può non farsi carico delle reali emergenze che oggi sono rappresentate dalla corruzione, dalla criminalità organizzata, dalla situazione carceraria, dalla carenza di mezzi e risorse, dalla necessità di informatizzare e snellire le procedure. L’Anm, che rappresenta la quasi totalità dei magistrati italiani, piaccia o non piaccia al ministro Alfano, è stata, è e sarà interlocutore ineludibile di ogni governo e, nell’interesse di tutti i cittadini, continuerà a formulare proposte serie, concrete e precise”.

“Se è vero – conclude il presidente dell’Anm – che il ministro Alfano vuole parlare direttamente con i capi degli uffici giudiziari, non si faccia sfuggire l’occasione di partecipare all’assemblea convocata a Reggio Calabria per il prossimo 7 settembre per sapere da loro se effettivamente la priorità è costituita dal processo breve o, invece, dalle drammatiche situazioni in cui quegli stessi uffici si trovano”.

Secca la replica del ministro: “Evidentemente all’Anm stanno bene le lungaggini della giustizia italiana e vogliono che nulla cambi. Evidentemente all’Anm sta bene l’infinita durata dei processi italiani. Evidentemente l’Anm sa dire solo ‘no’ e non formula proposte in grado di fare uscire la giustizia dallo stato di paralisi”. “La criminalità – dice il ministro – noi l’abbiamo combattuta e la combattiamo con le nostre leggi e nelle sedi di trincea; e per coprire i vuoti di organico, proprio nelle sedi di trincea, abbiamo approvato all’unanimità, in Parlamento, due decreti, mentre la Anm difendeva evidentemente i privilegi corporativi della casta”.

Intanto, dalla festa nazionale del Partito democratico, il segretario del Pd Pierluigi Bersani ribadisce 1, con Palamara, la contrarietà del centrosinistra al processo breve. “Se Berlusconi pensa di mandare avanti queste norme – dichiara – che titola ‘processo breve’ ma che significano cancellazione di processi e in particolare di un processo, avrà contro un’opposizione molto forte e mi aspetto anche che dal centro-destra venga qualche elemento di coerenza rispetto a quello che si è detto fin qui”.

Prima ancora della bordata dell’Anm sono arrivate le critiche dell’Idv che ha  parlato di un Alfano “puparo”, che “dovrebbe vergognarsi”, e di un “ministro della giustizia ad personam”. Il Pdl ha replicato difendendo
il ministro e attaccando l’Anm, che ieri come oggi si comporta da “partito politico”, come ha detto il portavoce del Pdl Daniele Capezzone.

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