Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Torna su

Torna su

 
 

Programmazione socio-assistenziale, presente Comune Reggio Il delegato Rocco Albanese: "Amministrazione vicina ai cittadini in difficoltà"

Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Il Comune di Reggio Calabria ha partecipato nei giorni scorsi alla Conferenza Permanente per la Programmazione Socio-Assistenziale della Regione Calabria concorrendo assieme a tanti altri comuni capofila del proprio ambito sociale territoriale al raggiungimento di un obiettivo che si potrebbe definire storico; l’attuazione, attraverso l’approvazione di regolamenti attuativi, della normativa che ha riscritto le Politiche sociali nel nostro paese ( la legge 328/2000). Per l’occasione il Comune di Reggio Calabria è stato rappresentato dal consigliere Rocco Albanese, delegato del Sindaco per i rapporti con la Regione e dall’assessore alle Politiche Sociali, Lucia Nucera.

La legge in questione era attesa da ben 19 anni; la Calabria è infatti rimasta l’unica regione in Italia a non averla ancora applicata. Ciò ha avuto notevoli ripercussioni sui diritti delle persone più fragili e più deboli (minori, anziani, disabili, persone afflitte da dipendenze etc..) e sulle tante strutture socio assistenziali che erogano servizi con rette che risalgono al 1987. Evidente la soddisfazione espressa alla fine di questo lungo iter di lavoro dall’assessore Regionale Angela Robbe, dal presidente della Consulta delle Autonomie Locali Franco Mundo e da Gianni Pensabene presidente della Consulta del Terzo Settore.

Si è lavorato sodo fino all’ultima Conferenza Permanente per la Programmazione Socio-Assistenziale con proposte e suggerimenti tesi a migliorare i regolamenti che disciplineranno tutta la materia. E’ il primo passo perché la Calabria non rimanga fanalino di coda nella spesa sociale, iniziando quel percorso di programmazione che fino ad oggi non è esistito ed ha creato notevoli disparità sul territorio Calabrese nel quale è possibile segnalare ambiti nei quali esiste una disponibilità di servizi che si può ritenere adeguata ai bisogni mentre in altri territori purtroppo c’è assoluta assenza di servizi. L’iter attuativo prevede adesso l’approvazione da parte della Giunta Regionale, successivamente il parere della Terza Commissione Consiliare della Regione ed infine l’approvazione definitiva. Passa ai Comuni, con l’approvazione della normativa, la gestione dei servizi sociali, mentre alla Regione rimarranno compiti di programmazione e di controllo. Per il sindaco Falcomatà, l’assessore Nucera e il consigliere delegato Albanese si tratta questa “di una grande sfida, un banco di prova per dimostrare che il Comune è al fianco dei cittadini, soprattutto quando questi si trovano in condizioni di disagio, di difficoltà o di bisogno”.

Partecipa alla discussione