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Reggina senti Franco Colomba :”che girone d’andata” Il tecnico, intervistato dal direttivo del club PianAmaranto, positvamente sorpreso dalla cavalcata degli amaranto

Reggina senti Franco Colomba :”che girone d’andata” Il tecnico, intervistato dal direttivo del club PianAmaranto, positvamente sorpreso dalla cavalcata degli amaranto
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DI ANTONIO SPINA

Mister Franco Colomba, che allenò la Reggina nei primi due storici anni di Serie A, ha rilasciato ai microfoni di “Reggina di cuori” su Radio Eco Sud,una lunga intervista tra passato e presente.
Mister, si aspettava un girone di andata così stratosferico della Reggina?
“Beh, a dir la verità no.La Reggina ha un organico forte, con giocatori di esperienza e qualche sorpresa che si è rivelata, in corso d’opera, importantissima.Che dominasse così a mambassa onestamente non me lo aspettavo.La Reggina sta facendo un campionato a parte ed un margine così ampio in termini di punti non se lo aspettava nessuno”.
Lei vede analogie tra la sua Reggina e quella attuale?
Eravamo una squadra forte come le altre che salirono in serie A alla fine di quel campionato.Era un torneo molto difficile con tante squadre di alto livello che cercarono di sbarrarci il cammino.Questa attuale ha valori tecnici molto importanti come quella che ho avuto la fortuna di allenare centrando l’obiettivo della promozione. La qualità che emerge adesso è una netta superiorità rispetto alle avversarie che la mia squadra non possedeva”.
Qual’è il ricordo più bello al quale è rimasto molto legato?
Ho troppi ricordi, tutti davvero bellissimi. E’ facile dire i due anni di serie A o quello dell’immediata risalita. Ci tengo molto a ricordare, invece, la prima volta nella stagione ‘97/’98 quando riequilibrammo una situazione che sembrava destinata ad un’annata difficile. Creammo un gruppo molto unito. Ricordo che riuscimmo a recuperare già dal girone di andata, sfiorando la promozione in serie A già in quell’occasione. Lanciammo tanti giovani come Morabito che proveniva dai dilettanti, Perrotta, Giacchetta che fece un campionato strepitoso da difensore mentre prima ricopriva il ruolo di centrocampista, lo stesso Maurizio Poli che lo spostai a metacampo davanti alla difesa disputando una stagione sopra le righe, Lorenzini, insomma, tanti calciatori che grazie alla Reggina si fecero attenzionare dagli addetti ai lavori”.
Dopo lo sciopero e le festività natalizie a breve riprenderà il campionato.Secondo Lei, quali effetti può provocare una sosta così lunga?
“La Reggina ha mantenuto un ritmo altissimo per tutto il girone d’andata e il rischio di una pausa così lunga è quello di perdere intensità e concentrazione. Ovvio che questo vale non solo per la Reggina, ma anche per tutte le altre squadre. Non credo, comunque, che non giocare per troppo tempo possa avere ripercussioni negative. All’interno della società c’è un gruppo di lavoro che avrà già definito un preciso programmo di lavoro, prevedendo in modo abbastanza lineare ciò che bisogna fare in questi momenti”.
Il prossimo 26 Gennaio andrà in scena Reggina-Bari. Potrebbe essere decisiva?
Considerato che la Reggina ha un margine di dieci punti una vittoria contro il Bari determinerebbe la consacrazione di questo campionato.In caso di sconfitta non ci sarebbero da fare drammi, ma darebbe, di sicuro, più fiducia a chi si trova ad inseguire. Ciò che conta più di ogni cosa è che la Reggina è squadra forte.I punti finora conquistati sono sinonimo di una forza dimostrata sul campo da un collettivo strepitoso. Io direi che i problemi devono farseli più gli altri e non gli amaranto che devono continuare a fare ciò che hanno fatto finora”.
Nelle ultime due gare del 2019 la Reggina ha sofferto più del previsto.Questione fisica o mentale?
“Direi entrambe.E’ fisiologico e poi contro la Reggina vogliono tutti fare la partita della vita. Bisogna rimanere sempre concentrati. Le partite che mancano sono tante. Chi si deve salvare darà del filo da torcere.E’ chiaro che ognuno ha i suoi obiettivi e farà di tutto per raggiungerli”.
Della rosa di Toscano quale giocatore lo ha impressionato maggiormente?
Quello che ti colpisce di più è vedere Corazza segnare con una costanza fuori dal normale.Mi piace molto Denis perché ha una forza fisica devastante, è un trascinatore e se certi colpi li faceva in serie A figuriamoci di cosa sia capace in C. Al di là di tutto è sempre il collettivo che prevale. Un grandissimo plauso lo merita il mister Toscano che sta facendo cose straordinarie nella sua città, il che non è semplice”.
Che ricordo conserva di quel Roma-Reggina del primo anno di serie A?
“Quella partita rappresentava per noi un bivio.Arrancare fino al termine della stagione o segnare una svolta definitiva per la nostra permanenza. Modificai tante cose, lasciando 4/5 titolari fuori ed inserendo forze fresche. La scelta determinante fu quella di mettere Cirillo a destra per contrastare Candela. Fu la nostra arma vincente perché poi trovò la rete del 2-0. Fu una gran bella soddisfazione”.
Stagione 2001/2002.Come gestì il momento delicato dopo la sconfitta col Modena prima di affrontare il Napoli al S.Paolo?
Partimmo dal fatto che la sconfitta contro il Modena fu immeritata. Tutta la settimana abbiamo lavorato con grande determinazione con la voglia di andare al S.Paolo per fare una grande partita. Tenerli dietro con un pareggio credo sia stato un punto cruciale decisivo ai fini della promozione in serie A”.

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