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Reggio Calabria, Confartigianto, i pasticceri sono in difficoltà, vanno riviste le restrizioni Lettera di Confartigianato al Prefetto Massimo Mariani

Reggio Calabria, Confartigianto, i pasticceri sono in difficoltà, vanno riviste le restrizioni Lettera di Confartigianato al Prefetto Massimo Mariani
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Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Prefetto,

Desideriamo segnalarLe la situazione di estrema difficoltà nella quale si è venuta a trovare l ‘ impresa artigiana di pasticceria a seguito dell’emanazione del DPCM 11 marzo u.s. che ha stabilito le ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica del COVID-19.
La pasticceria, pur essendo attività artigiana di produzione, è stata assimilata agli esercenti attività di ristorazione (come i bar e i ristoranti) e sono stato obbligato, quindi, alla chiusura.
Non siamo convinti che l’interpretazione che è stata data sia conforme a una corretta lettura della ratio del provvedimento, orientato a impedire eventuali assembramenti nei locali dove si svolge l’attività nel solo caso fosse presente il consumo sul posto o la somministrazione di prodotti. Quale rischio maggiore di una qualunque altra attività di vendita di prodotti alimentari (consentite) avrebbe potuto provocare una pasticceria o una gelateria che avesse organizzato la sua attività con il semplice asporto?
Non riusciamo a capire l’interpretazione, soprattutto laddove sempre il medesimo DPCM consente ad altri esercizi commerciali di vendita al dettaglio, nel rispetto delle misure di prevenzione, di proseguire l’attività anche con possibilità di asporto di prodotti analoghi ai miei.
Non si tratta forse di una palese discriminazione che avvantaggia alcuni operatori a sfavore di altri, penalizzati fortemente dal lato economico?
Ci saremmo rassegnati alla cosa confidando che, alla scadenza dell’originario termine del 3 aprile, questa ingiusta discriminazione venisse corretta, ma ora, il suo prolungamento, colpisce duro il settore in un periodo dell’anno nel quale di solito viene realizzata buona parte del fatturato annuo delle pasticcerie.
Non resta quindi che appellarci alla Sua valutazione, confidando nel buon senso di ristabilire da subito quella giusta equiparazione di trattamento delle pasticcerie artigiane agli altri esercizi commerciali e rimuovere questo ingiustificato impedimento all’operatività di tanti artigiani e piccoli imprenditori.
Cogliamo l’occasione per farLe i nostri migliori auguri per una serena Pasqua convinto che Le mancherà non poter contare su una colomba o un altro dolce artigiano sulla Sua tavola.

Discussione (1 commenti)

  1. Sono completamente d’accordo. Non ha senso penalizzare le pasticcerie dove, in ogni caso, si sosta solo il tempo necessario per acquistare, né più né meno di un qualsiasi altro negozio alimentare e, se serve, facendo entrare poche persone per volta. Almeno in questo periodo così vicino alle festività speriamo vi facciano lavorare e vendere, nel rispetto delle disposizioni.

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