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Rinascita Scott, Pittelli accusa Tremonti, “intascava 5 milioni ad emendamento” Il noto penalista in un'intercettazione pubblicata dal Fatto, dice a proposito dell'ex ministro che si faceva "pagare gli emendamenti per tramite". La replica, "Gli chiederò la stessa cifra e devolverò tutto alla lotta al Covid-19"

Rinascita Scott, Pittelli accusa Tremonti, “intascava 5 milioni ad emendamento” Il noto penalista in un'intercettazione pubblicata dal Fatto, dice a proposito dell'ex ministro che si faceva "pagare gli emendamenti per tramite". La replica, "Gli chiederò la stessa cifra e devolverò tutto alla lotta al Covid-19"
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Spuntano altri nomi eccellenti nell’inchiesta Rinascita-Scott, partendo dall’ex parlamentare di Forza Italia e avvocato penalista Giancarlo Pittelli il quale, come sappiamo secondo la Dda di Catanzaro nella maxi-operazione, viene ritenuto tra quelli più vicino alla potente cosca Mancuso.
Ma ci pensa il Fatto Quotidiano a darci uno squarcio di quello che l’intreccio a determinate vicende collusive, riguardante le vicende dell’avvocato catanzarese durante il suo periodo a Palazzo Madama, ovvero un suo ruolo nei confronti dell’ex potente ministro dell’economia Giulio Tremonti e alcuni movimenti di denaro per degli emendamenti.
Nei fatti, sembra che il nome del politico emerge durante un pranzo a Soverato con la consigliere comunale di Pisano, in paese in provincia di Novara, Marcella Tettoni, la quale arrivata a Catanzaro nella veste di amministratrice di aziende per quell’affare Copanello. Ossia un vasto progetto per un complesso alberghiero che doveva realizzarsi a Stalettì, in seguito finito nel nulla.
In quel contesto viene intercettata una telefonata dagli inquirenti in cui Pittelli si sfoga, “Ti posso raccontare soltanto che quando stavo in Parlamento e votavamo le leggi… c’era Tremonti che si faceva pagare gli emendamenti, lo sai… Non lui direttamente, ma Milanese”.
Potrebbe trattarsi di Marco Milanese, braccio destro di Tremonti e coinvolto in seguito a diverse indagini giudiziarie tra i quali quella del 2014 a Venezia nel lo scandalo del Mose. Milanese. Se si tratta di lui ancora non si in quanto la sua posizione, potrebbe essere al vaglio di altre procure.
Ma il nome di Giulio Tremonti ritorna ancora, dopo diverse settimane sempre in occasione di un altro pranzo e questa volta con la presenza del boss Luigi Mancuso e di Saverio Razionale. Dove Pittelli, parlando di quando era parlamentare affermava che “Lavoravamo fino alle 4 di mattina. Altri facevano i soldi e Tremonti si prendeva…”, Razione interrompe affermando, “Quel cornuto è uno scemo”. Ed ecco la grave affermazione di Pittelli, riprendendo il discorso, “Si prendeva 5 milioni a emendamento”. Puntuale la replica dell’ex ministro Tremonti, raggiunto al telefono dal Fatto, “Farò una citazione e richiesta di risarcimento danni nei suoi confronti. Applicherò la stessa tariffa che mi accusa di aver adottato per gli emendamenti: gli chiederò 5 milioni di euro che poi devolverò alla lotta al Covid-19”.

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