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Roma, torna Gheddafi. Trema il cerimoniale

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A meno di nuove sorprese il leader sbarcherà alle 12 a Ciampino. Lunedì l’incontro con Berlusconi e la festa per il Trattato di amicizia

Roma, torna Gheddafi. Trema il cerimoniale

A meno di nuove sorprese il leader sbarcherà alle 12 a Ciampino. Lunedì l’incontro con Berlusconi e la festa per il Trattato di amicizia

 

A meno di nuove sorprese o nuovi cambiamenti di programma dell’ultimo minuto, il leader libico Muammar Gheddafi arriverà a Roma per una visita di due giorni centrata sulle celebrazioni, insieme all’amico Silvio Berlusconi, per il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia italo-libica. Un visita che potrebbe – l’agenda è ancora in parte da definire – comprendere anche incontri economici, visti gli interessi italiani in Libia e viceversa (dall’Eni all’Unicredit), e momenti di contatto con la gente, come quando passeggiò per il centro di Roma o impartì ‘lezioni di Corano’ a una platea di avvenenti ragazze. Quanto basta per mettere in agitazione cerimoniale e forze di sicurezza, che ben conoscono le stranezze della Guida della Rivoluzione. Atteso inizialmente per domenica sera, poi anticipato a sabato e poi di nuovo rinviato a domenica, l’arrivo del colonnello è quindi previsto per le 12 all’aeroporto di Ciampino, dove ad accoglierlo ci sarà il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Berlusconi è infatti rimasto ad Arcore per tutto il finesettimana e dovrebbe rientrare nella Capitale tra domani sera e lunedì mattina. Allo scalo di Fiumicino è invece atteso, l’arrivo di un volo speciale con a bordo i trenta cavalli berberi che dovranno esibirsi lunedì sera alla caserma Salvo D’Acquisto, a Tor di Quinto, subito prima del tradizionale carosello dei nostri carabinieri, momento clou della festa per il Trattato con 800 invitati, che si chiuderà con la cena dell’Iftar (che spezza il digiuno imposto dal Ramadan) offerta dal premier all’ospite libico. Altro appuntamento certo della due giorni romana di Gheddafi sarà, nel pomeriggio di lunedì, l’inaugurazione con Berlusconi dell’Accademia libica a Roma, con una mostra fotografica sulla storia delle relazioni italo-libiche (compreso il sanguinoso periodo del colonialismo) e l’annuncio del progetto ‘Memoria del futuro’ promosso da Palazzo Chigi per la creazione di una rete di musei archeologici nel Mediterraneo. Resta ancora il mistero invece sul pomeriggio di domenica. Di certo si sa che il leader della Rivoluzione farà piantare la sua inseparabile tenda beduina nel giardino della residenza dell’ambasciatore libico Abdulhafed Gaddur, nei pressi della via Cassia. Non è escluso che in serata Gheddafi voglia replicare la serata di gala che lo vide protagonista, a novembre, con duecento ragazze reclutate dall’agenzia Hostessweb, allargandola però questa volta anche agli uomini. “Sappiamo che Gheddafi vuole un evento con ragazze e ragazzi, ma non sappiamo ancora né dove, né come, né quando. Aspettiamo che arrivi a Roma per avere istruzioni più precise”, ha detto all’ANSA il presidente Alessandro Londero. “I libici – ha spiegato – decidono sempre tutto all’ultimo minuto”. Ma l’arrivo dell’autore del Libro verde non manca di suscitare polemiche. L’Italia dei valori ha annunciato una serie di iniziative, davanti all’ambasciata e alla caserma Salvo D’Acquisto, per protestare contro la natura dei rapporti tra Berlusconi e Gheddafi, dettati “solo dai suoi interessi economici” e incuranti delle “sorti democratiche della Libia”. A difendere l’accordo di Bengasi c’é però Margherita Boniver, secondo cui l’Idv “dimentica” che il Trattato è frutto del lavoro di “diversi governi italiani” e che porterà “grandi vantaggi”. Dal vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, invitato alle celebrazioni di lunedì, arriva infine l’invito a una “riflessione” sulla politica dei respingimenti in mare dei migranti. “Non so se avrò la possibilità di parlare con Gheddafi – ha detto il vescovo – ma penso che bisognerebbe conoscere cosa aspetta gli immigrati che vengono riportati in Libia”.

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