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Sanità Calabria, Cisl Fp Reggio difende i lavoratori "Asp sorda a tutte le vere problematiche"

Sanità Calabria, Cisl Fp Reggio difende i lavoratori "Asp sorda a tutte le vere problematiche"
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La CISL FP di Reggio Calabria ha seguito con molto interesse i contenuti di un messaggio diffuso nei giorni scorsi per via televisiva avente ad oggetto la già martoriata ASP di Reggio Calabria, devastata dalla mancanza di un’ adeguata Governance e tenuta in vita solo grazie al sacrificio dei “pochi” Dipendenti che hanno, nonostante il numero ridotto e l’età avanzata, consentito la sopravvivenza dei Presidi sanitari dislocati nella Provincia reggina. Il servizio televisivo condotto e mandato in onda da “Le Iene” ha rappresentato impietosamente le condizioni in cui versa la sanità reggina, soffermandosi particolarmente sulla situazione indecorosa degli Ospedali Spoke di Locri e Polistena, in tutto il loro rispettivo degrado e mal funzionamento. Un servizio che ha tentato di indagare e scavare nelle pieghe più recondite di un sistema ben noto a tutti, con lo scopo di individuare responsabili e responsabilità da mettere sul banco degli imputati.

Ad uscirne con le ossa rotte non è stato solo tutto il personale sanitario, che ha dovuto subire l’ennesima mortificazione per il solo fatto di essere accomunato indistintamente ai “colpevoli dello sfascio sanitario nel reggino”, ma è stata l’intera comunità che ancora una volta ha visto accendere i riflettori della ribalta televisiva nazionale su aspetti e dinamiche che non fanno onore all’intera cittadinanza. La rappresentazione di una realtà vera, che esiste ed insiste inesorabilmente, soffocando ogni tentativo di riscatto e occludendo ogni spiraglio di giusta ed intelligente reazione da parte dei tanti, tantissimi oppositori di questo meccanismo perverso, che offende un territorio che merita risposte, soprattutto in materia di salute. Non ha suscitato stupore il servizio televisivo in questione, non alla CISL Funzione Pubblica di Reggio Calabria, che da anni denuncia, con ogni mezzo, questo stato di cose. Denunce pubbliche, attraverso comunicati stampa, interviste televisive,convegni con proposte articolate in piattaforme contenenti analisi delle criticità e dei bisogni e anche delle eccellenze (che strano ma vero esistono anche in questo territorio) con relativi suggerimenti risolutivi. E altre denunce, sollecitazioni, richieste di incontri sindacali inviati ai diretti interlocutori istituzionali, rimaste troppo a lungo inascoltate. Denunce sporte anche alle Forze dell’Ordine, senza clamori e senza ostentazioni, ma con l’austera sobrietà che deve caratterizzare questi momenti.

Basta ripercorrere la instancabile azione di contrasto della CISL FP reggina a questo sistema malato, contaminato, per comprendere quanto questo Sindacato si stia spendendo su questo fronte.Certo non ha fatto piacere che venissero messi in luce solo gli aspetti più devastanti di una Sistema Sanitario Locale che, sicuramente, versa in gravi difficoltà organizzative e gestionali di ogni genere e che è vittima di una volontà che agisce nell’ombra per alimentare le disfunzioni, gli sperperi ed il malaffare. Sarebbe stato gradito un minimo riferimento al lavoro, ancora più prezioso e valoroso perché reso in queste condizioni e con questi condizionamenti, di quanti si sono prodigati negli anni a salvare vite umane proprio in quegli ambienti inadeguati e degradati, quali quelli dei due Ospedali Spoke incriminati, di Locri e di Polistena.

Si auspica, inoltre, che la conoscenza dei gravissimi fatti rappresentati nella trasmissione televisiva da personale sanitario dell’Ospedale Spoke di Locri sia stata innanzitutto doverosamente denunciata all’Autorità Giudiziaria. Come auspichiamo che chi ha affermato che non ricovererebbe un proprio congiunto nell’Ospedale di Locri non fosse assolutamente consapevole del senso e del significato delle parole espresse. A meno che non gli sia sfuggito che nel “suo” Ospedale operano professionisti di prim’ordine a cui si affida ciecamente e malgrado la disorganizzazione aziendale, la gran parte della Popolazione della Locride e non solo.La Governance dell’ASP ha sicuramente mostrato i suoi limiti e tutta la responsabilità per non aver agito nel modo adeguato alle molteplici criticità. La Direzione Strategica che ha avuto un lungo periodo a propria disposizione, tra Commissariamenti e Direzione Ordinaria, ma molti sono gli errori e le inadempienza ad essa imputabili. Prima fra tutte, la gestione amministrativo-contabile e perché no, anche quella relativa all’affidamento della gestione delle Risorse Umane o a Dirigenti inadeguati. Una Governance non ha ottemperato all’applicazione dell’Atto Aziendale, mantenendo Direzioni di Dipartimenti non più esistenti e trascurando invece l’istituzione di Dipartimenti utilissimi ad arginare il degrado che si è registrato proprio nei Servizi, con le Radiologie in assoluto abbandono e nella totale inefficienza, il settore Chirurgico con le Ortopedia che hanno mostrato i propri limiti e il Dipartimento Medico in crisi, sia di personale che di posti letto, il cui numero previsto dall’Atto Aziendale non è stato mai attivato per intero; mentre il Modulo di Lungodegenza non è stato mai aperto, nonostante le condizioni del Territorio lo richiedano.

La CISL FP di Reggio Calabria ha sempre segnalato ad un’Azienda “sorda” tutte le vere problematiche, denunciando i forti contrasti interni, le vessazioni che i Lavoratori subiscono, le responsabilità di Dirigenti che ancora vengono tenuti in servizio, l’inefficienza di alcuni Uffici e tutto ciò che ha provocato questo degrado aziendale. Oggi il Vertice dell’ASP di Reggio Calabria dovrà assumersi ogni responsabilità e conseguenza per non aver agito per tempo e per non aver saputo evitare questa situazione paradossale, scaricata sui Dipendenti e sugli Utenti. La CISL Funzione Pubblica reggina chiede ancora una volta all’ASP di Reggio Calabria di mettere in campo tutte le iniziative legalmente previste per restituire il decoro e la dignità ai tanti lavoratori dei Presidi Ospedalieri di Locri e di Polistena che non meritano di rimanere vittime di una colpevolizzazione di massa. Si faccia chiarezza, una volte per tutte, sui veri responsabili di questa insopportabile deriva che rischia di trascinare nel vortice della diffidenza anche quei lavoratori che invece dovrebbero essere insigniti con una medaglia al valore!

Il Segretario Generale Agg. Il Segretario Generale
Giuseppe Rubino Vincenzo Sera

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