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Feto morto ospedale Polistena: condannato ginecologo Assolte invece tre ostetriche. Agli imputati contestato il reato di omicidio colposo

Feto morto ospedale Polistena: condannato ginecologo Assolte invece tre ostetriche. Agli imputati contestato il reato di omicidio colposo
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Si è concluso davanti al Tribunale di Palmi, Dott.ssa Simona Monforte, il processo a carico del dottore Michelangelo Silipigni, medico ginecologo in servizio presso l’Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena e delle ostetriche Ambrogina Colella, Pasqualina Spanò e Concetta Sceni. Agli imputati veniva contestato il reato di omicidio colposo perché, in cooperazione tra loro, avendo in cura la paziente Manuela Mazzullo di Palmi, alla 38ma settimana di gravidanza, ricoverata presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia del predetto ospedale, non identificavano la condizione di sofferenza fetale sub-acuta per erronea interpretazione di un tracciato toco-cardiografico e cagionavano per colpa la morte endouterina del feto di sesso maschile della Mazzullo. Il tragico evento era avvenuto il 18 novembre 2013. Il bambino sarebbe dovuto nascere di lì a qualche giorno.

I genitori, i coniugi Antonio Barilari e Manuela Mazzullo, assistiti dall’Avv. Andrea Alvaro, avevano subito presentato una denuncia contro ignoti, chiedendo il sequestro della cartella clinica e l’esecuzione dell’autopsia.
Nel corso dell’indagine sia i consulenti nominati dal PM che i periti incaricati dal GIP per l’incidente probatorio avevano escluso la responsabilità medica. A quegli elaborati tecnici le persone offese avevano contrapposto articolate consulenze di parte, redatte da altrettanto autorevoli docenti e medici legali, con le quali mettevano in luce gli errori medici che avevano determinato la morte endouterina del feto. La Procura di Palmi decideva, quindi, di esercitare l’azione penale e di richiedere il rinvio a giudizio degli imputati. All’udienza preliminare il GUP, Dott. Carlo Alberto Indellicati, disponeva il rinvio a giudizio dei sanitari davanti al Tribunale di Palmi.

Si svolgeva, in tal modo, davanti al Giudice, Dott.ssa Monforte, un lungo, articolato ed interessante dibattimento, a tratti anche duro e drammatico. Nel corso delle numerose udienze innanzi al Tribunale sfilavano numerosi testi e consulenti delle parti. La vicenda veniva ricostruita dettagliatamente. Gli esperti intervenuti offrivano il loro contributo tecnico per mettere a fuoco i profili della colpa medica e del nesso di causalità rispetto alla morte del feto.

Al termine della lunga istruttoria, all’udienza di ieri il Pubblico Ministero concludeva formulando richiesta di assoluzione di tutti gli imputati. Seguiva una lunga ed appassionata arringa dell’Avv. Andrea Alvaro, difensore delle parti civili. Il penalista, nel corso del suo intervento difensivo, contestando le argomentazioni assolutorie esposte dalla Pubblica Accusa, ricostruiva la vicenda processuale in termini fattuali e giuridici tali da ravvisare esclusivamente la responsabilità del medico ginecologo, dottore Silipigni. Coerentemente con questa impostazione il legale revocava la costituzione di parte civile nei confronti delle tre ostetriche, per le quali chiedeva egli stesso una pronuncia ampiamente assolutoria.

Dopo l’intervento dei difensori degli imputati (avvocati Annamaria Domanico, Candeloro Parrrello, Antonello Romeo e Renato Vigna) il giudice si ritirava in camera di consiglio per deliberare la sentenza. All’esito il Tribunale, accogliendo la richiesta della parte civile, ha condannato il medico ginecologo, dottore Silipigni, alla pena di mesi otto di reclusione oltre che al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, ed alla rifusione delle spese processuali in favore dei coniugi Barilari mentre ha assolto le tre ostetriche. «È stata una dura battaglia processuale, durata quasi sei anni, – ha commentato l’avvocato Alvaro – ma, alla fine, quel piccolo feto che non è riuscito a venire al mondo ha ottenuto giustizia».

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