Sequestro beni ad imprenditore della Piana di Gioia Tauro | ApprodoNews
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Sequestro beni ad imprenditore della Piana di Gioia Tauro Il tribunale di Reggio Calabria ha disposto la confisca di un resort, conti correnti, immobili e società

Sequestro beni ad imprenditore della Piana di Gioia Tauro Il tribunale di Reggio Calabria ha disposto la confisca di un resort, conti correnti, immobili e società
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La Polizia di Stato – ad esito di una complessa attività investigativa di natura patrimoniale coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia – Sezione Misure di Prevenzione di Reggio Calabria – , ha eseguito un provvedimento di confisca di beni, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione – nei confronti di COMERCI Nicola, nato a Nicotera (VV) il 11.12.47, attivo nella piana di Gioia Tauro (RC) ma con rilevanti interessi economici nelle province di Vibo Valentia, Bologna ed in tutto il Nord Italia.

Il COMERCI era già stato oggetto, nel 2001, di un provvedimento di misura di prevenzione personale emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Questura di Reggio Calabria, che gli aveva irrogato la misura della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno per la durata di anni 4 e, contestualmente, la confisca di beni. Dette misure cessavano il 22.06.2005, data in cui la locale Corte d’Appello revocava la sorveglianza, disponendo la restituzione dei beni confiscati.

Successivamente a detta revoca la Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria avviava, su delega della DDA Reggina, un’attività investigativa di natura patrimoniale nei confronti del COMERCI che ha consentito di rivalutare la figura del COMERCI e l’attualità della pericolosità del predetto e la sproporzione tra la sua capacità reddituale e l’ingente patrimonio posseduto. In particolare, l’attività di investigazione patrimoniale ha consentito di accertare che, dagli anni’70 in poi, il COMERCI ha costruito un vasto patrimonio, soprattutto nel campo delle strutture ricettive, ristorazione e villaggi turistici, grazie all’appoggio fornito dalla potente cosca “PIROMALLI” ed ai legami tra la suddetta cosca e quella dei “MANCUSO” di Vibo Valentia: “…nuove acquisizioni probatorie effettuate dalla Procura sostengono gli elementi indiziari già precedentemente emersi in maniera coerente, riscontrando alcune circostanze che unitariamente lette depongono inequivocabilmente circa l’appartenenza di COMERCI agli ambienti mafiosi delle cosche PIROMALLI e MANCUSO, in un rapporto che si è sviluppato in un’iniziale simbiosi, sino a svilupparsi in un’evidente indipendenza di COMERCI nel condurre i propri affari, pur continuando a gravitare negli ambienti criminali suddetti…”..

Sono state utilizzate, inoltre, propalazioni di diversi collaboratori di giustizia che hanno non solo confermato la contiguità del COMERCI con le cosche già precedentemente menzionate, ma lo hanno indicato quale soggetto vicino alle consorterie criminali dei DE STEFANO di Reggio Calabria e dei TRIPODI di Vibo. Dall’attività svolta è, altresì, emerso il ruolo di COMERCI nell’ambito di un procedimento instaurato dinanzi alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, volto ad accertare eventuali responsabilità penali relative alla produzione Rai della fiction “Gente di mare”. Il materiale offerto al vaglio del Tribunale ha consentito di appurare che in merito all’individuazione di una struttura alberghiera da utilizzare per la citata fiction, veniva fatto espresso riferimento al COMERCI, quale proprietario del villaggio “Blue Paradise” a Parghelia, e che lo stesso veniva indicato come “delfino dei PIROMALLI”.

In tale circostanza veniva prescelta la struttura del COMERCI, in luogo di un altro complesso alberghiero nonostante quest’ultima avesse presentato un’offerta decisamente più competitiva, al fine di scongiurare “…la possibilità che potesse scatenarsi una faida nel territorio…”. Le indagini hanno evidenziato, altresì, un contemporaneo intervento di un esponente della cosca MANCUSO che, “per evitare problemi”, interveniva presso il COMERCI per far diminuire il prezzo richiesto.

Altresì rilevanti ai fini dell’emissione del provvedimento ablatorio le indagini svolte nell’ambito del procedimento penale “Asmara”, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, che hanno evidenziato i rapporti conflittuali tra la famiglia COMERCI e i CONDOLUCI, che sono sfociati in una serie di aggressioni e attentati, perpetrati vicendevolmente fra i membri dei due nuclei familiari, che “ …assumono una connotazione che richiama le modalità di gestione dei rapporti di forza proprie della criminalità organizzata, e non dei normali dissapori fra rivali in affari… “.

Tale contrasto, è stato accertato dalle indagini, ha avuto origine dall’acquisto, nel 1980, dal COMERCI di un terreno a Parghelia (VV), località Marina di Bordila, in comproprietà con CONDOLUCI Giuseppe (14.07.1931 – Cinquefrondi, ma residente a Gioia Tauro), per l’importo di £ 300.000.000. A seguito di questa operazione imprenditoriale tra i due acquirenti erano sorti dei dissapori che avevano portato gli stessi a dividere la proprietà comune. Sulla quota di pertinenza del COMERCI sarebbe poi sorto il villaggio Blue Paradise, mentre sulla parte rimasta al CONDOLUCI è stato, successivamente, realizzato il complesso turistico “La Vela”, attiguo al Blue Paradise.

Ma la separazione dei lotti, evidentemente, ha lasciato nodi irrisolti se , da quel momento, si sono susseguiti atti intimidatori e attentati dinamitardi su cui è stata fatta piena luce grazie all’attività investigativa svolta a partire dal tentato omicidio ai danni di COMERCI Domenico, 15.07.2001, posto in essere da CONDOLUCI Fabio, fino al successivo tentato omicidio operato il 26.08.2005 dai fratelli Carmine (mandante) e Natale MARDECHEO (esecutore materiale), nei confronti di CONDOLUCI Domenico (cugino del predetto Fabio), consentendo di acclarare i rapporti esistenti tra i COMERCI e i predetti MARDECHEO.

Con l’odierno provvedimento il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le risultanze delle indagini patrimoniali, ha disposto la confisca di conti correnti, beni immobili, mobili e società, tra cui il lussuoso villaggio turistico “Baia Tropea Resort” di Parghelia (VV), per come di seguito indicati:
Provincia di Reggio Calabria (Comune di Gioia Tauro):
• n. 2 lussuose villa, costituenti abitazioni di COMERCI Nicola e della sorella;
• n. 2 appezzamenti di terreno;
• n.2 autovetture di cui una Maserati;
• quote del capitale sociale di due società immobiliari aventi sede in Gioia Tauro (RC),
Provincia di Vibo Valentia (Comuni di Tropea, Briatico, Parghelia):
• n.38 unità immobiliari, la maggior parte costituenti il suddetto complesso turistico;
• n.15 appezzamenti di terreno;
• n. 3 imprese esercenti attività sia edile che di gestione di alberghi, villaggi e residence;
• Tropea (VV), e Calderara di Reno (BO);
• quote del capitale sociale di due società aventi sede in Tropea (VV);
Provincia di Bologna:
• quote del capitale sociale di una società avente sede in Calderara di Reno (BO);

L’attività operativa si è svolta con la collaborazione di personale delle Questure di Bologna e Vibo Valentia. Con lo stesso provvedimento è stata irrogata al COMERCI Nicola la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P. S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o dimora abituale per anni tre.
Il valore dei beni confiscati ammonta a oltre 12 milioni di euro.

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