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Sospetto Covid 19 all’ospedale di Polistena. Tripodi: “Bene la smentita ma l’ASP chiarisca”

Sospetto Covid 19 all’ospedale di Polistena. Tripodi: “Bene la smentita ma l’ASP chiarisca”
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A quanto pare il caso Covid19 riguardante una paziente ricoverata presso l’ospedale di Polistena è un falso positivo. Così per le vie brevi hanno fatto sapere dirigenti medici e vertici dell’ASP già nella tarda serata di ieri. Poco fa la conferma arriva dal Gom, dove la signora trasferita ieri in un primo momento alle malattie infettive perché sospetta di avere il coronavirus, oggi a quanto pare si trova nel reparto di Medicina interna, non in quarantena ed in buone condizioni di salute.

Alla paziente è doveroso che l’ASP, in primis, chieda scusa per l’ingiusto coinvolgimento nella vicenda.

Siamo i primi ad essere felici di questa splendida notizia che sgombra il campo da ombre e sospetti ma soprattutto restituisce credibilità agli operatori dell’ospedale di Polistena. Si è scongiurato così l’avvio di un’attività epidemiologica impegnativa che avrebbe dovuto far seguito ad un’eventuale positività confermata, coinvolgendo in modo serio l’ospedale e gli utenti a contatto.

Divulghiamo questa notizia tranquillizzante solo dopo aver scritto una nuova e ulteriore lettera alle autorità sanitarie territoriali, nella quale abbiamo ritenuto di chiedere un formale chiarimento circa l’accertamento dei fatti, anche valutando un’indagine interna tesa a stabilire gli accaduti. E’ un dato che oltre 50 tra medici e operatori sono stati sottoposti a tampone per aver avuto contatti con un falso positivo. Non si può scombussolare un presidio ospedaliero, con tutte le conseguenze sul profilo dell’immagine per un errore di laboratorio, fatto altrove, e scusabile fino ad un certo punto.

Questa è l’ennesima dimostrazione che la sanità territoriale ha bisogno di correttivi urgenti affinchè situazioni del genere non si ripetano più, poiché le conseguenze potrebbero rivelarsi devastanti all’improvviso. Non è scontato infatti che domani mattina capiti un incidente di percorso analogo, con un falso positivo o peggio con una persona affetta da Covid ma non ancora “positivizzata” che faccia ingresso in una struttura ospedaliera qualsiasi. Il caso dell’ospedale di Codogno dovrebbe insegnare qualcosa.

La tempistica dei tamponi in Calabria è ancora lunga ed elaborata. E allora però, si può anche sbagliare, ma bisogno dimostrare sempre di aver fatto l’impossibile per assicurare preventivamente le migliori condizioni di sicurezza a tutti, lavoratori della sanità e utenti che giustamente devono accedere al servizio sanitario pubblico ordinario. Per questo chiediamo da tempo, e lo ribadiamo oggi più che mai, di accreditare tutti i laboratori esistenti negli ospedali della Calabria, compreso quello dell’ospedale di Polistena, per processare al più presto tamponi e test sierologici in grado di ridurre i tempi di anticamera per gli utenti in attesa di ricovero, spesso relegati ad aspettare in spazi comuni (tende) e piccoli. Inoltre bisogna individuare percorsi interni antiCOVID19 predefiniti, per evitare promiscuità inopportune in tutti gli ambienti ospedalieri.

La sanità pubblica ha bisogno di certezze, di credibilità e di sicurezza e tutte le istituzioni preposte alla tutela dei bisogni collettivi, hanno il dovere di collaborare nel raggiungimento di tale risultato.

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