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Taurianova, a proposito del Centro di Vaccinazione…c’è qualcosa che non torna! Il direttore Antonio Russo in un duro sfogo nel social, al tempo stesso provocatorio promuovendo "un referendum", afferma, "Sono da lodare ed imitare i fannulloni perché è più facile. Perché perseguire l'eccellenza, troppo faticoso"

Taurianova, a proposito del Centro di Vaccinazione…c’è qualcosa che non torna! Il direttore Antonio Russo in un duro sfogo nel social, al tempo stesso provocatorio promuovendo "un referendum", afferma, "Sono da lodare ed imitare i fannulloni perché è più facile. Perché perseguire l'eccellenza, troppo faticoso"
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In virtù di quanto è accaduto ieri in merito alla questione della chiusura del “Centro Vaccinazione” di Taurianova diretto dal dott. Antonio Russo, dove per questioni di carenze autorizzative si dice, da parte dei Vigili del Fuoco, e che riguardano tutta la struttura dell’ex Ospedale di Taurianova, oggi non è stato possibile usufruire dei locali per la vaccinazione. E in seguito anche all’interessamento del commissario prefettizio di Taurianova, dott.ssa Surace, la Direzione Sanitaria dell’Asp di Reggio Calabria aveva diramato una nota che rassicurava la permanenza del Centro a Taurianova e che provvisoriamente “sino a nuove disposizioni” il servizio ritornava nella vecchia sede sita negli uffici dell’ex Giudice di Pace, immobile di proprietà comunale.
Noi avevamo posto in essere subito la questione recandoci sul posto, e abbiamo assistito personalmente all’incredulità nonché alla sorpresa di tale decisione sulla non operatività del Centro da parte del direttore Russo, lo stesso che nella sua pagina social lancia un duro sfogo che dovrebbe far riflettere, inizia dal dire che non sa “che decisione prendere”, in quanto “I Commissari del Comune ritengono di potermi imporre di proseguire l’esercizio delle vaccinazioni nei locali dell’ex Giudice di Pace, appellandosi all’interruzione di un pubblico servizio. A parte che, caso mai, si tratterebbe di interrompere, ma solo temporaneamente, per un limitatissimo periodo, un pubblico “disservizio”, c’è da considerare che il sottoscritto non è tenuto a continuare questo Servizio per Taurianova (lo faccio solo per spirito cristiano, tale mi autodefinisco)”. E prosegue ancora asserendo che oltre a non sapere a chi rivolgersi “per poter ottenere il giusto per Taurianova. Sto seriamente considerando di mollare tutto e fare come tanti (troppi per la verità), cioè fregarmene di tutto e di tutti. Mi faccio i fatti miei. Vale a dire mi ritiro nell’Ufficio di Polistena, mi (pre)occupo solo del territorio afferente a Polistena, mollo Laureana, mollo Taurianova, mollo la Medicina Legale, mollo L’Igiene Pubblica, e mi metto a vaccinare soltanto. In fondo è questo che vuole la “Legge”. Sì la legge del disfattismo e della inutilità. La gente non capisce che ci sono cose che non hanno prezzo, che si fanno per un ideale. Già, gli ideali. Che fine hanno fatto? Sì dà più credito e valore a chi critica piuttosto che a chi fa. Sono da lodare ed imitare i fannulloni perché è più facile. Perché perseguire l’eccellenza, troppo faticoso”. È preoccupante quanto scrive perché sta a delineare una carenza di interesse da parte di molti attori affetti da indifferenza verso una società sempre più in preda ai mal di pancia istituzionali e non solo, più grave quando denuncia che chi fa non è sempre considerato, ma si tenta a dare più attenzione ai “fannulloni”. Il coraggio di Antonio Russo è inusuale in una società dove il “parassitismo” dilaga e dove tutti si armano per far partire gli altri, rimanendo dietro le tapparelle abbassate. E ciò riguarda anche i vari politici che sono presenti durante la fase elettorale per poi eclissarsi dopo aver ottenuto lo scopo del consenso, così i loro accoliti (parassiti istituzionali, i fancazzisti che ricevono le prebende nei loro uffici). E questo dovrebbe farci riflettere, anche se a breve ci sarà sempre un “Gianruzzolo” o un “Bracalenta” di passaggio che si interesserà elargendo le solite frasi di rito che solo i creduloni delle stelle e i mangiatori di api e di mosche gli crederanno. Ma oramai sono solo esempi preistorici passati di moda come il vecchio cravattino di cuoio.
Ma apprezzando il coraggio di Antonio Russo, lui propone, forse provocatoriamente un “referendum” ai cittadini del Comune di Taurianova, coinvolgendo i Commissari “nonché i vertici dell’ASP”. Ovvero quello di scegliere “tra i due Servizi ospitare negli ex- locali del Dr. Ingegnere Pietro nell’ex-P.O. di Taurianova: Il Servizio di Formazione Professionale ed il 118, che già occupano la maggior parte dei locali dell’ex-P.O., Oppure il Centro Vaccinale”.
Ci sono tutti gli ingredienti per dimostrare in questo frangente il bene che si vuole alla città e tutti, dico tutti, non è consentito tirarsi indietro né stare dietro le tapparelle e schiacciare quel mero e deplorevole parassitismo che tanto, ma proprio tanto ha creato seri danni alla città, ovviamente sono inclusi chi ha beneficiato per prebende e posti di lavoro con tali personaggi e allora in quanto “soggetti ricattabili”, sono giustificati a rimanere in quello spazio descritto da Dante nel suo Canto III ossia degli ignavi.

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