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Taurianova e la “crisi”: Attenti al gorilla! Attimi psico-melodici di elucubrazioni non autorizzate

Taurianova e la “crisi”: Attenti al gorilla! Attimi psico-melodici di elucubrazioni non autorizzate
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“Ma tu che vai, ma tu rimani, vedrai la neve se ne andrà domani. Rifioriranno le gioie passate col vento caldo di un’altra estate”, dalle splendide parole di una canzone piena di speranza di Faber, si cerca di essere ispirati a quella che oggi a Taurianova è una vera e propria crisi della maggioranza. Quella che Fabio Scionti, il sindaco nato da un progetto (oramai in fase di rottamazione) dal nome “Taurianova Cambia” e che si sta facendo ogni tentativo affinché da quelle ceneri possa rinascere come la fenice del post fata resurgo.
Dalla poesia di De Andrè ai cartoni animati della Warner con Willy il Coyote e Beep Beep, tra i personaggi animati, la scelta dei protagonisti nel paragonarli alla situazione politica cittadina è ardua impresa, in quanto c’è chi corre, chi rincorre ma non acchiappa mai. Ma se dovessimo ancora giocare con la fantasia, ci ritroviamo così in un romanzo di Dumas, dove i moschettieri del re, impegnati a salvare la corona, si imbattono sempre in qualche Cardinale Richelieu di turno, trame oscure e tranelli da sventare. Riusciranno Athos, Porthos e Aramis con D’Artagnan a sventare il pericolo? Aggiungiamo a questi, per le pari opportunità e per non fare incazzare Dumas, che ci sarà sempre una Milady a fregarti.
Ma, “se qualcuno di voi dovesse costretto con le spalle al muro, violare un giudice od una vecchia della sua scelta sarei sicuro”, ritornando a Faber. E allora qua entrerebbe in gioco un giudizio biblico, quello che fu Sansone che in preda a deliri di tagli tricologici e di mancanze di forze implora per un attimo, un’ultima volta di ritrovare quella forza divina a scaraventare tutto, Filistei compresi.
Però, c’è sempre il buonsenso quello degli avi e dei saggi, di quelli che osano ma non riescono nell’impresa perché sono talmente pochi a godere della magnificenza della compassione a non essere in grado nemmeno di un umile sospiro di responsabilità.
“Ma si dà il caso che il gorilla, considerato un grandioso fusto da chi l’ha provato però non brilla. Né per lo spirito né per il gusto” e quindi alla fine, le teste verranno tagliate ingiustamente? Con tutto il rispetto per Brassens, e che non ci mandi a quel paese.
Però a questo punto entra in gioco la povera Marinella che di tanto si bramò fino a utilizzarla per fini che con lei, la povera Maria Boccuzzi, non c’entravano nulla e quindi perché non esibirla anche come un’icona di salvezza? Tra le raccoglitrici di olive e la salvezza della maggioranza, un punto d’incontro si troverà certamente.
Noi, non ci saremo e quindi non potremmo mai sapere cosa passerà per la testa degli eroi taurianovesi del cambiamento in quella che sarà domani sera la riunione che sancirà la continuazione o, ahimè, l’epilogo del cambiamento (?). Questo lo lasceremo ai posteri, ai vigili urbani e ai pasticceri, vabbè pure a chi legge, chi fotografa, chi non sorride e chi vorrebbe ma non riesce a farlo.
La situazione è ben oltre la normale comprensione “psicoludicametafisicasurrealeagnostica”, in quanto non si comprende una beata cippa. Si sa che “io voglio”, “noi abbiamo firmato un accordo”, “mi devi dare due più il vicesindaco”, “scegli la busta numero uno, la due o la tre”, “lascia o raddoppia”. Allegria!
Il problema principale sarà uno ed è molto serio. Se è vero com’è vero che come dice il saggio “tutto è bene quel che finisce bene”, chi chiuderà la porta?
E se è vero com’è vero che “domani è un altro giorno”, fatto sta che chi l’ha pronunciato è rimasta con il cero in mano, sola e abbandonata, così che il problema maggiore sarà, non solo l’abbandono ma anche i pianti sospirati… “Quello che avvenne fra l’erba alta, non posso dirlo per intero. Ma lo spettacolo fu avvincente e la ‘suspence’ ci fu davvero”. Intanto, state “attenti al gorilla”.

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