Taurianova, gita negata a minore perchè disabile | ApprodoNews
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Taurianova, gita negata a minore perchè disabile La ragazzina che frequenta la Monteleone Pascoli è stata lasciata in classe da sola. La denuncia della madre

Taurianova, gita negata a minore perchè disabile La ragazzina che frequenta la Monteleone Pascoli è stata lasciata in classe da sola. La denuncia della madre
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Riceviamo e pubblichiamo:

Questo quanto è accaduto ieri presso la scuola Monteleone Pascoli di Taurianova.

Sembra incredibile, ma, purtroppo, è l’amara verità dei fatti.

Minore di terza classe media inferiore (che per questione di privacy chiameremo Claudia) si reca la mattina del 25/11/2016 a scuola, regolarmente come tutti gli altri giorni feriali, ed il genitore è tranquillo perché sa che la ragazzina si trova in classe a lezione con gli insegnanti ed i compagni.

Sulla tarda mattinata, il genitore incontrando un’altra minore di sua conoscenza, che frequenta lo stesso Istituto scolastico della figlia, le chiede “ Perché non sei andata a scuola?”

Risponde la madre: “Veramente non è voluta andare in quanto i suoi insegnanti hanno accompagnato i ragazzi delle terze classi in gita!”

Sorpreso per la notizia, e preso dall’ansia e dallo sconcerto, il genitore della minore Claudia, esclama “Ma stai scherzando? Mia figlia frequenta la classe III dello stesso Istituto, ma non mi ha parlato di gite: è andata regolarmente a scuola!”.

A questo punto, il genitore telefona alla Scuola Monteleone-Pascoli, e l’interlocutore conferma che le classi di terza erano in Gita a Reggio Calabria, per assistere ad un musical.

Tuttavia, nulla sanno di Claudia, meglio, riferiscono che la minore in questione non era stata autorizzata a partecipare alla gita e che, quindi, era rimasta sola in classe (!).

Il punto fondamentale della vicenda, è che il genitore non era stata messo a conoscenza dell’evento.

Né, nel caso specifico, può valere l’eventuale assurda giustificazione della Scuola che la minore doveva riferire a casa nei giorni precedenti, in quanto Claudia è una ragazzina disabile, con grossi problemi di linguaggio, e pertanto, ben gli insegnanti potevano e dovevano chiamare il genitore (o scrivere sull’agenda della ragazzina, come in passato è stato fatto più volte) per informare dell’evento, del giorno e del costo per la partecipazione.

Purtroppo, gli insegnanti, pienamente consapevoli della delicata situazione di Claudia,  non si sono curati più di tanto di far sì che il genitore della minore venisse formalmente informato dell’evento, e la conseguenza di tale incuria ha prodotto l’ennesimo triste episodio in cui una minore diversamente abile si è ritrovata a vivere un’esperienza di emarginazione da parte delle Istituzioni che dovevano occuparsi di lei.

Proviamo ad immaginare la sofferenza e l’amarezza della ragazzina vedere i suoi compagni andare via e lei rimanere in classe, sola sola, senza sapere il motivo per il quale era stata emarginata ed esclusa (emarginazione ed esclusione, sì, non esistono altri termini).

Di chi è la colpa di questo episodio? I fatti sono chiari, ed i lettori ben capiranno.

Il genitore, ovviamente, ha immediatamente segnalato al Commissariato di P.S. l’evento, riservando opportuna azione giudiziaria nei prossimi giorni.

Il genitore di Claudia, scrive anche questo articolo per segnalare alla collettività un fatto grave, che nuoce all’immagine della Scuola (e la chiamano “Buona Scuola”….e se fosse cattiva?).

Non solo, l’episodio in sé (che non deve essere relegato frettolosamente a mero fatto di cronaca locale) denota quale sia il livello attuale di civiltà di una Nazione che, pur ritenendosi civile non è ancora in grado di apprestare la necessaria assistenza ai minori ed ai più deboli.

Purtroppo, siamo dinanzi all’ennesimo caso di insensibilità da parte di adulti che, come avviene spesso in Italia, si trovano a rivestire determinati ruoli istituzionali, delicati e di responsabilità, pur essendo privi – possiamo dirlo? – di umanità e buon senso (in quanto non bastano titoli e competenze tecniche, specie quando si tratta di gestire minori).

Adulti che oltre quanto avviene dentro le loro mura domestiche non guardano altro.

Con tale atteggiamento, cosa ancora più grave, trasmettendo insegnamenti errati anche ai minori a loro affidati per l’istruzione, bambini che diverranno adulti rischiando di non sviluppare la sensibilità ed il senso di umanità che dovrebbe caratterizzare ogni uomo o donna maturi.

Una sola parola ai responsabili di tale episodio: Vergogna!

Episodio che, tra l’altro, non è l’unico disagio che ha dovuto subire la minore Claudia, che frequenta la Scuola Monteleone-Pascoli.

Ed invero, il genitore che scrive la presente ha dovuto occuparsi più volte dell’assistenza specifica alla piccola Claudia, che, per la sua disabilità, necessita di particolari accorgimenti nell’ambito delle attività scolastiche, in modo che non rimanga indietro nell’apprendimento rispetto ai compagni.

Precisamente, la minore non è stata inserita nell’elenco previsto per usufruire dell’assistenza specialistica scolastica.

Su questo punto, la Dirigenza della Scuola in questione non ha dato chiara risposta alle istanze del sottoscritto genitore, e si è limitata ad attribuire la responsabilità di tale altra incresciosa situazione al Comune, paventando anche un’eventuale (ma ancora da accertare) responsabilità della Provincia.

Ma anche su tale mancato riconoscimento a Claudia, di un suo diritto, il sottoscritto continuerà la sua battaglia, contro la burocrazia e l’ottusità di un Sistema che, per tutta una serie di meccanismi incomprensibili, non riesce a garantire quelle prestazioni per la realizzazione delle quali era stato concepito.

Cordiali saluti

Maria Rosa C.

 

Discussione (1 commenti)

  1. fiora

    Ciò che racconta questo familiare è degno di attenta riflessione. Sono situazioni che colpiscono e mortificano le persone più deboli e i loro familiari, come in questo Claudia e la sua mamma.Non dovrebbero verificarsi ma accadono. Nonostante questo penso che non sia utile denunciare o scovare il colpevole, bensì informare le figure dirigenziali perchè intervengano a chiarire con il corpo docente, in questo caso, lo spiacevole episodio, sensibilizzandolo affinchè operi con la giusta attenzione, soprattutto quando si tratta di alunni portatori di handicap. Cosa avranno risposto gli insegnanti a quella alunna che il giorno della gita avrà candidamente chiesto ” ma perchè Claudia non è venuta in gita ? “.
    Mi piacerebbe conoscere il parere di altre persone in merito a quanto scritto dalla mamma di Claudia.

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