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Taurianova lavora per costruire una società inclusiva Quarta edizione del "Progetto Acquamica". Collaborazione con il Comune di Cittanova per la tutela delle fasce deboli. Il vicesindaco Ferraro: "Intesa vincente nell’interesse di tutta la comunità"

Taurianova lavora per costruire una società inclusiva Quarta edizione del "Progetto Acquamica". Collaborazione con il Comune di Cittanova per la tutela delle fasce deboli. Il vicesindaco Ferraro: "Intesa vincente nell’interesse di tutta la comunità"
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di Nelly Dogali

Torna per la quarta edizione il “Progetto Acquamica”. La tematica, al centro dell’agenda politica dell’amministrazione comunale del sindaco Scionti, si pone il benessere della comunità e anche quest’anno per l’estate 2019 è stato proposto il progetto, che aveva riscosso già molto successo nelle edizioni precedenti, rivolto a bambini di età tra i sette e i tredici anni in situazioni socio-economiche disagiate e persone in situazione di handicap per fornire per due settimane, dall’8 al 19 luglio, un’esperienza di socializzazione, educativa e di crescita.

Nello specifico, non sarà solo un soggiorno estivo, ma sarà ricco di attività che coinvolgeranno lo sport, gli animali, gite al mare e in piscina. Tutte le iniziative sono possibili anche per le persone con difficoltà grazie al contributo di un’equipe specializzata. “Può sembrare poco importante, invece si comincia dalle cose piccole per arrivare a quelle grandi” ha commentato il vicesindaco Raffaella Ferraro, la cui attività ruota nell’ambito dell’istruzione e delle politiche sociali.

Il “Progetto Acquamica” mette in mostra inoltre la collaborazione istituzionale utile a perseguire finalità che mettono al centro dell’attenzione il cittadino: “Dall’anno scorso – prosegue Raffaella Ferraro – il progetto coinvolge anche il vicino comune di Cittanova, con il quale la nostra amministrazione aveva avviato questo esperimento di collaborazione per offrire un’esperienza entusiasmante non solo a scopo ludico, ma anche didattico, e al fine di rendere la società in cui viviamo sempre più inclusiva, anche e soprattutto per chi appartiene alle fasce deboli. Una collaborazione vincente nell’interesse di tutta la comunità”.

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